AZIONI A RISCHIO, BANCA POPOLARE DI BARI CONDANNATA A RISCARCIRE RISPARMIATRICE 90ENNE

Articolo di Repubblica dell' 8 dicembre 2017 del giornalista Antonello Cassano. L'avvocato Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori puglia, ottiene la prima decisione contro la BPB

Un risarcimento da 30mila euro e un giudizio che potrebbe rappresentare un precedente. L'arbitro per le controversie finanziarie ha condannato la Banca Popolare di Bari a risarcire parzialmente una sua azionista per i danni subiti a causa dell'inadempimento della banca di alcuni obblighi nella vendita di azioni. L'azionista in questione è un'insegnante di lettere in pensione. Oggi ha un'età prossima ai 90 anni e tra il 2012 e il 2014 ha acquistato 14mila titoli per un valore complessivo di 111mila euro.

La donna aveva anche provato a vendere le azioni, ma senza riuscirci. Per questo, difesa dal legale Antonio Pinto, ha presentato un esposto all'Arbitro per le controversie finanziarie, chiedendo di dichiarare nullo il contratto di vendita di quelle azioni.

 

Dal canto suo, però, la banca ha presentato una controdeduzione, chiedendo il rigetto del ricorso e facendo notare che la donna, titolare di un conto deposito titoli dal 2004, era stata sottoposta due volte (nel 2008 e nel 2010) a questionari per tracciarne il profilo di competenza finanziaria. Stando a quanto dichiara Bpb, da quei questionari sarebbe emerso "un profilo di rischio alto e un'esperienza finanziaria alta" e che solo dal questionario nuovamente ripetuto nel 2016 "e pertanto in epoca successiva alle operazioni contestate, emergerebbe un profilo di rischio medio- basso ed un'esperienza finanziariamedio-bassa".
 
La decisione dell'Arbitro è di qualche giorno fa ed è importante: l'Acf infatti respinge la richiesta principale (quella di annullare i contratti) ma accoglie la richiesta di accertare la violazione da parte della banca delle "regole di condotta", visto che la donna "non era in grado di percepirne con piena consapevolezza l'elevata rischiosità" . Per l'Acf però il danno totale ammonta a 30mila euro, che è il risultato della differenza tra il prezzo iniziale ( 11mila) e il valore attuale delle azioni (83mila), visto che oggi un titolo è messo in vendita al prezzo di 6,30 euro sul mercato secondario Hi-Mtf.
 
Per il legale dell'azionista, Antonio Pinto, " il giudice non si è fatto condizionare dai formalismi". Esulta il presidente del Comitato in difesa degli azionisti della Bpb, Canio Trione: " Auspichiamo che la banca pervenga insieme alle associazioni a soluzioni di "sistema".

"La banca però conferma la linea già intrapresa nei giorni scorsi in tema di decisioni dell'Acf e cioè che " pur rispettando la decisione precisa che gli intermediari non sono obbligati ad ottemperare alle decisioni dell'Arbitro per le controversie finanziarie " , dichiarandosi certa di poter dimostrare la correttezza del proprio operato nelle sedi di giudizio ordinario. Ma Vincenzo Laudadio di Adusbef avverte: "Chiederemo a un tribunale di condannare la banca a risarcire quanto dovuto".
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