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CONFCONSUMATORI CONTRO POSTE ITALIANE ED INVESTIRE SGR, A TUTELA DEI QUOTISTI DEI FONDI IMMOBILIARI IRS ED OBELISCO

I quotisti dei fondi immobiliari Invest Real Security (Irs) e Obelisco, entrambi collocati da Poste Italiane S.p.A. e gestiti dalla InvestiRE SGR hanno appreso importanti novità che avranno ricadute pesanti sul proprio investimento. Infatti, il fondo Irs, in scadenza il 31 dicembre 2016, è stato chiuso con vendita degli immobili scontati fino all’80% rispetto al NAV di giugno; alcuni immobili di Obelisco, anche se in chiusura nel 2018, sono stati venduti sempre con sconti superiori al 50%.
Tali decisioni comporteranno una drastica riduzione del valore delle quote, stimabile, almeno rispetto al fondo Irs, in circa il 60% in meno del valore iniziale dei titoli. Una vicenda che, soprattutto per quanto riguarda Irs ricorda da vicino il caso Olinda e la gestione di Prelios SGR, già sotto la lente di ingrandimento di Confconsumatori. Tutto questo senza avere preventivamente informato i titolari dei fondi delle operazioni in corso, effettuate, per Irs, a pochi giorni dalla chiusura definitiva del Fondo.
Confconsumatori, come descritto nell’articolo pubblicato sul Sole 24 Ore Plus 24 del 31.12.16, ha chiesto formalmente all’AD di Poste Italiane, Francesco Caio, di trovare forme di salvaguardia e di compensazione dei risparmi delle famiglie e della clientela retail, consapevole che grazie alla fiducia riposta negli Uffici postali, sono stati coinvolti negli acquisti tanti cittadini assolutamente privi di profilo di rischio adeguato alla effettiva rischiosità dei titoli venduti. Secondo gli avv.ti Antonio Pinto e Antonio Amendola, legali di Confconsumatori che stanno seguendo 55 quotisti di Fondi: “la via da percorrere è di agire collettivamente, sia in sede penale promuovendo un esposto che chieda di indagare sulla diligenza nella gestione dei Fondi e sia in sede civile, per far accertare l’invalidità dei contratti di acquisto e la negligenza nella gestione dei Fondi. Tanto al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti”.
Per informazioni rivolgersi a confconsumatoripuglia@yahoo.it.
A tutela dei molti risparmiatori, quotisti dei Fondi Irs e Obelisco, che stanno subendo una drastica riduzione del valore delle loro quote, Confconsumatori offre i seguenti servizi: 1) predisposizione di una diffida stragiudiziale, che sarà inviata: a) alla Società di Gestione Investire SGR e, per conoscenza, alla Consob, volta a rilevare la negligenza dimostrata nella fase di gestione e/o liquidazione degli attivi, ed a richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi dai risparmiatori; b) a Poste Italiane S.p.A. (ovvero al diverso soggetto collocatore-venditore delle quote), per far valere l’illegittimità e invalidità della vendita delle quote dei due Fondi. Tali diffide saranno altresì fondamentali ai fini dell’interruzione della prescrizione e della costituzione in mora. Lo scopo è richiedere la restituzione della sorte capitale investita nell’acquisto delle quote. 2) Costante aggiornamento in relazione ad ogni sviluppo della vicenda e ad ogni prossima iniziativa. Tanto al solo costo di iscrizione all’Associazione di € 20,00.
Al fine di procedere con le attività sopra indicate, occorrerà inviare all’indirizzo confconsumatoripuglia@yahoo.it la seguente documentazione:
1) Modulo di iscrizione all’Associazione debitamente compilato;
2) Traccia del bonifico di € 20,00 eseguito al seguente IBAN;
3) Copia di un documento d’identità in corso di validità;
4) Ultimo estratto conto dossier titoli in cui siano presenti le quote del Fondo Immobiliare acquistate.
5) Storico dell’estratto conto dossier titoli in cui siano indicati i movimenti relativi alle quote del Fondo Immobiliare acquistate e vendute nel corso degli anni, oppure copia degli ordini di acquisto e di vendita delle quote.

All’esito della diffida, Confconsumatori provvederà ad inviare a ciascuno degli iscritti una proposta che, tenendo conto della singola posizione personale, conterrà le seguenti possibili attività:
a) Esposto penale collettivo da presentare presso la Procura della Repubblica, finalizzato ad accertare le responsabilità sia di Poste Italiane quale soggetto collocatore delle quote dei Fondi immobiliari IRS ed OBELISCO e sia della Società di Gestione del Risparmio INVESTIRE SGR che ha gestito i due suddetti Fondi;
b) Arbitrato presso la Consob per chiedere la risoluzione del contratto di vendita delle quote e il risarcimento dei danni subiti.
c) Causa civile collettiva nei confronti di Poste Italiane S.p.A. (quale soggetto collocatore e intermediario finanziario delle quote dei Fondi IRS ed Obelisco) e di Investire SGR (Società che ha gestito i due Fondi immobiliari), al fine di chiedere il risarcimento dei danni subiti.

 

 

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COMITATO PER LA TUTELA DEGLI AZIONISTI DELLA BANCA POPOLARE DI BARI: INCONTRO CON GLI AZIONISTI PER ANALIZZARE LA SITUAZIONE AL 22.12.16

Oggi a Bari il Comitato per la tutela degli azionisti della BPB, costituito da sei Associazioni dei consumatori, ha incontrato i propri soci, azionisti della banca, per analizzare le novità accadute nelle ultime settimane.

Innanzitutto il Consiglio di Stato, con provvedimento dello scorso 2 dicembre, ha chiesto alla Corte Costituzionale di verificare l’incostituzionalità del Decreto sulle banche popolari; in particolare l’attenzione del Consiglio di Stato si è concentrata nella parte in cui si prevede che l’azionista ha il diritto di recedere, ma non di esercitare il diritto alla liquidazione delle azioni, e quindi di ottenere il rimborso del prezzo delle azioni. Se la Corte accoglierà tale specifico rilievo di incostituzionalità, allora, dopo la trasformazione in S.p.A. della BPB, ogni socio che lo voglia, potrà recedere ed aver diritto al rimborso di quanto detiene, sulla base del valore fissato attualmente. Addirittura il CDS ha chiesto anche di verificare l’incostituzionalità dell’intero decreto sulla trasformazione delle banche popolari, perché mancherebbero i requisiti di necessità ed urgenza invocati all’epoca dal Governo per emanare il decreto nel 2015. Quindi se la Corte dovesse accogliere tutti i rilievi del CDS, la conseguenza potrebbe anche essere l’abrogazione dell’intera legge.

D’altro canto sembra che il Governo si appresti a varare un nuovo decreto salva banche, con il quale prevederà una serie di misure. Fra queste norme, vi sarà forse anche il rinvio del termine (oggi fissato alla fine di quest’anno) entro cui le banche popolari (e quindi fra queste la BPB) devono trasformarsi in S.p.A., pena la messa in liquidazione coatta, con inevitabile ricaduta per gli azionisti sull’assemblea del 27 dicembre che, per effetto, potrebbe slittare ancora o comunque non avere più all’ordine del giorno la trasformazione. Tale rinvio, tuttavia, se introdotto, significa che tutto rimarrà congelato sino al nuovo termine fissato e sino a quando la Consulta non avrà emesso la sua sentenza.

Inoltre, la scorsa settimana, la Procura di Bari ha fatto eseguire perquisizioni all’interno della banca. L’ipotesi accusatoria finora emersa è che vi sia stato ostacolo alle attività di controllo ed ispettive della vigilanza esercitata dalla Banca d’Italia. L’accusa dei PM, secondo le informazioni diffuse dalla stampa, parrebbe esser quella di violazione dell’ordine cronologico nell’esecuzione degli ordini di vendita delle azioni; il rilascio di linee di credito, in via diretta o indiretta, con l’acquisto di azioni: in sintesi la Procura starebbe verificando se siano state poste in essere condotte lesive dell’integrità patrimoniale della banca. Il Comitato guarda al lavoro della Magistratura penale con grande rispetto e attenzione, consapevole che tale vaglio sarà un elemento di chiarezza e di orientamento anche per tutti gli azionisti. Infatti, attesi i poteri ispettivi molto incisivi della Procura, al termine delle indagini, laddove dovessero risultare condotte illegittime della banca, il Comitato si costituirà parte civile ed anche gli azionisti potranno fare altrettanto, anche per il tramite del Comitato, al fine di chiedere il risarcimento dei danni. Invece, nel caso in cui gli esiti delle indagini dovessero propendere per la correttezza della gestione della banca, gli azionisti ed i mercati avranno ricevuto una forte rassicurazione.

Nonostante questa fase di incertezza e di inevitabile attesa (decisione della Corte Costituzionale, indagini della Procura e nuovo Decreto del Governo), il presidente del Comitato Canio Trione e i componenti del direttivo Alessandro Amato, Vincenzo Laudadio, Antonio Pinto e Giovanni Delia, hanno chiarito che comunque insisteranno nel chiedere alla banca di dare attuazione alle richieste formulate il 12 novembre scorso e già oggetto di due incontri del tavolo tecnico di confronto:

  • Costituzione di fondo di solidarietà per gli azionisti in difficoltà.
  •  Attuazione della raccomandazione Consob, che chiede alle banche di avvalersi, ai fini della negoziazione dei propri titoli azionari, di un mercato secondario regolamentato che garantisca sia trasparenza alle vendite e sia, soprattutto, liquidità a tutti i titoli azionari presenti sulla piattaforma.
  •  Applicazione effettiva della Legge Finanziaria 2015, art. 1 comma 246, che dispone che le banche sospendano a chi lo richieda, il pagamento della sorte capitale dei mutui, con allungamento dei tempi di saldo. Tanto perché l’attuale prezzo dell’azione a 7,50 euro, è un elemento che merita di esser preservato per il bene di tutti gli azionisti e ciò sarà possibile solo mettendo in campo azioni concrete e innovative.

E’ chiaro che in questa situazione in continua evoluzione, è indispensabile che il Comitato continui ad acquisire sempre maggiore rappresentatività per avere maggior peso dinanzi alle varie istituzioni con cui dovremo rapportarci. Per informazioni e iscrizioni: comitatoazionistibpb@gmail.com – tel. 3511336973 – Via Dante 164 Bari.

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COMITATO AZIONISTI DELLA BPB: INCONTRO CON GLI AZIONISTI

Giovedi 22 dicembre, alle ore 15, in Bari alla V. Dante 164, il Comitato per la tutela degli azionisti della BPB, incontra i soci per descrivere e analizzare le rilevanti novità accadute nelle ultime settimane.

L'assemblea per la trasformazione in S.p.A., il Consiglio di Stato che rinvia alla Corte Costituzionale il Decreto sulle Popolari perchè lo ritiene incostituzionale, l'inchiesta penale della Procura di Bari, l'atteso Decreto legge del governo sulle banche, sono tutti fatti rilevanti che incidono sulle posizioni degli azionisti.

Occorre comprendere per poter scegliere come agire per tutelare i propri diritti.

Saranno presenti tutti i rappresentanti delle Associazioni dei consumatori componenti il Comitato.

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COMITATO PER LA TUTELA DEGLI AZIONISTI DELLA BANCA POPOLARE DI BARI: LO SCENARIO IN VISTA DELL’ASSEMBLEA DEL 27 DICEMBRE
Lo scorso 24 novembre, la Banca Popolare di Bari, nell'ambito del percorso finalizzato alla trasformazione in Spa, ha fissato il prezzo di recesso per le azioni in 7,50 euro, ed ha pubblicato la semestrale aggiornata del proprio bilancio, dalla quale risulta un utile di 4,7 milioni di euro. Questi numeri sono ovviamente positivi e rappresentano una forte discontinuità, rispetto ai numeri presentati da altre banche.
 
A seguito del ricorso presentato da alcune associazioni di consumatori e da vari azionisti, lo scorso 2 dicembre il Consiglio di Stato, con un provvedimento d'urgenza, ha ritenuto che varie norme del Decreto di trasformazione delle banche popolari in S.p.A., ed in particolare alcune norme dettate dalla Banca d'Italia sul diritto di recesso, possano essere incostituzionali, e per questo ha sospeso l'efficacia di tali norme, rimettendo gli atti alla Corte Costituzionale per verificarne la legittimità. 
In particolare, il Consiglio di Stato ha sottoposto alla verifica di incostituzionalità la norma secondo cui, dopo la trasformazione in S.p.A. il socio può recedere ma non ha diritto al rimborso del valore delle sue azioni. Se tale norma venisse abrogata dalla Corte Costituzionale, quindi, il socio receduto avrebbe il diritto di ottenere il rimborso del valore delle sue azioni. Questo intervento, tuttavia, non è intervenuto sull’obbligo di trasformazione in SPA della Banca entro la fine del 2016 (che è rimasto), ma solo sulle parti relative al diritto di recesso e di rimborso e su altre norme ancora. Alla luce di quanto accaduto, la BPB ha comunicato di rinviare l'assemblea dei soci, prevista per  il giorno 11 dicembre, al giorno 27 dicembre, presumibilmente nella speranza che le Autorità competenti forniscano i necessari chiarimenti rispetto al caos giuridico che una pessima (e probabilmente incostituzionale) legge ha creato. 
Quanto al percorso intrapreso dal Comitato con la banca, lunedì 5 dicembre, anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato,  vi è stata una nuova riunione del tavolo tecnico fra il Comitato e la Banca. Nel corso di questo incontro,  la banca ha confermato la volontà di costituire un Fondo di solidarietà. Attualmente le parti stanno lavorando per definire il Regolamento di tale Fondo e le modalità per il relativo accesso.
Inoltre, la banca ha formalizzato la sua volontà di dare esecuzione alla Raccomandazione della Consob sul collocamento delle proprie azioni su un mercato aperto e più ampio, affinchè anche gli investitori istituzionali possano acquistare pacchetti importanti di azioni.
Infine, la banca ha manifestato disponibilità ad eseguire interventi di ausilio e sostegno sulle posizioni di titolari di finanziamenti che –in buona fede e per motivi diversi dalla cattiva volontà di adempiere– si trovino nella necessità di sospendere o rimodulare il pagamento delle rate.
Il Comitato, dal canto suo, potrà godere di maggiore influenza nei confronti della banca, solo continuando ad incrementare le iscrizioni dei tanti azionisti della BPB.
Nei prossimi giorni, il Comitato, prima del giorno 27, promuoverà un incontro pubblico per fornire ulteriori dettagli, sia sui risultati del tavolo di confronto e sia degli ulteriori sviluppi della situazione.
Per informazioni e iscrizioni: scrivere a comitatoazionistibpb@gmail.com – tel.3511336973 – Via Dante 164 Bari, o rivolgersi presso le sedi territoriali delle Associazioni: Adusbef, Codici, Codacons, 
Confconsumatori, Adiconsum.
 

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COMITATO PER LA TUTELA DEGLI AZIONISTI DELLA BANCA POPOLARE DI BARI: LO SCENARIO DOPO LA FISSAZIONE DEL PREZZO DI RECESSO

Lo scorso 24 novembre, come molti di Voi avranno saputo, la BPB ha fissato il prezzo di recesso per le azioni al valore di euro 7,50, pari dunque al valore delle azioni risultante dall’ultima assemblea dei soci.

Come Comitato riteniamo tale passaggio importante e positivo, sia perchè tante altre banche, in questa occasione, avevano invece quasi azzerato il valore dell’azione, sia perchè tale valore sembra non aver incontrato l’opposizione della Banca d’Italia, la quale contestualmente ha concluso la sua ispezione sulla BPB.

A ciò si aggiunga che di recente la BPB ha pubblicato la relazione semestrale di settembre 2016 dalla quale risulta un utile per 4,7 milioni di euro. Anche questo è un elemento di discontinuità rispetto ai numeri di altre banche, che sono invece arrivate alla trasformazione o con situazioni patrimoniali di perdite enormi o addirittura non ci sono arrivate proprio, perché fallite.La fissazione del prezzo di recesso a tali condizioni è il primo punto del percorso di tutela degli azionisti; questo fatto ci permetterà di proseguire il confronto tra le parti, già iniziato la scorsa settimana, con una maggiore serenità che, di certo, una svalutazione del valore delle azioni non avrebbe consentito.

Lo scenario determinatosi ora deve però consolidarsi anche attraverso l’attuazione dei tre punti su cui ci stiamo già confrontando con la banca:

  • un fondo di solidarietà che aiuti subito alcuni azionisti in difficoltà;
  • il trasferimento del mercato delle azioni su un mercato aperto e più ampio, affinchè anche gli investitori istituzionali possano acquistare; 
  • intervento sulle posizioni di finanziamento con significativo allargamento della platea dei mutuatari a sostegno della redditività della banca ( e quindi della appetibilità della sua azione sui mercati finanziari nazionali ed internazionali) e dell'economia locale certi che solo partecipando al rilancio dell'economia si portano a composizione le criticità delle banche nell'attuale fase.

Passaggio successivo è quello di trovare soluzione al problema della liquidabilità del titolo.

Infatti, una normativa del 2015, che per più motivi riteniamo incostituzionale, ha da un lato disposto il blocco del diritto di recesso sino alla trasformazione in spa e poi, una volta che la banca sia stata trasformata in spa, il blocco del diritto di rimborso, diritto che quindi rimane solo astratto, perché nella pratica ed in sostanza, gli azionisti non potranno effettivamente recedere ed ottenere il corrispettivo del valore, come sarebbe invece previsto dall’art. 2437 c.c. in caso di trasformazione della società, ma solo vendere ad un potenziale acquirente.

Le possibili alternative che oggi si offrono agli azionisti sono, dunque, i seguenti:

  • attendere che le azioni vengano negoziate sul mercato secondario e confidare che vi siano fondi, investitori istituzionali, grandi Compagnie o semplici risparmiatori ecc., interessati ad acquisire le azioni;
  • mettere in vendita al valore di recesso indicato dalla banca e sperare che vi siano acquirenti di queste azioni a questo valore, a patto però di NON votare a favore della trasformazione in spa (ossia solo per chi non si reca in assemblea, o si astiene, o vota contro, ma sia chiaro che votare contro è un assurdo, perché la banca, per legge, andrebbe in liquidazione coatta e questo ovviamente sarebbe illogico e dannoso per tutti);
  • previa valutazione della documentazione, fare causa alla banca ove però vi siano effettivi vizi nel contratto di compravendita e vi siano elementi che facciano ben sperare nell’esito della controversia.

Il Comitato, dal canto suo, potrà avere ulteriore potere contrattuale e successo nelle proprie proposte nei confronti della banca, solo continuando ad incrementare le iscrizioni dei tanti azionisti della BPB.
A breve, infine, Vi comunicheremo un’iniziativa pubblica, prima dell’assemblea della banca annunciata per l’11 dicembre, dove descriveremo con maggiori dettagli sia i risultati dei tavoli di confronto con la banca e sia le opzioni per i soci.

Il Comitato non intende raccogliere deleghe per la prossima assemblea, perché sulla scelta di fondo (trasformazione o meno in S.p.A.) non vi è una vera scelta da fare e non intende sostituirsi alle singole scelte dei propri iscritti, cui ovviamente è data libertà di scelta e valutazione.

Per informazioni e iscrizioni: scrivere a comitatoazionistibpb@gmail.com – tel. 3511336973 – Via Dante 164 Bari, o rivolgersi presso le sedi territoriali delle Associazioni: Adusbef, Codici, Codacons, Confconsumatori, Adiconsum, Unione Nazionale Consumatori

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LA BANCA POPOLARE DI BARI HA APERTO IL CONFRONTO CON IL COMITATO DEGLI AZIONISTI

Dopo la richiesta avanzata il 12 novembre scorso dal Comitato per la tutela degli azionisti, la banca ha accettato l'invito ed ha incontrato ieri pomeriggio il direttivo del Comitato, per confrontarsi da subito su tutte e tre le proposte formulate.
In particolare, la banca ha manifestato disponibilità: a) ad individuare soluzioni di solidarietà per i soci che si trovino in difficoltà; b) ad aderire alla raccomandazione Consob e quindi a soluzioni alternative per la negoziazione delle proprie azioni, che possano garantire la maggiore liquidabilita del titolo; c) a valutare soluzioni di moratoria dei finanziamenti, nonché a studiare la fattibilità della piena applicazione della norma che consente di sospendere il pagamento della sorte capitale dei mutui.
Cogliamo con favore la costituzione di questo tavolo di confronto che rappresenta, in vista dell'assemblea, un elemento di forte innovazione nel rapporto con i risparmiatori.
Il tavolo ovviamente si è aggiornato per ulteriori incontri, al fine di proseguire ed entrare nel dettaglio dei lavori.
Per aderire al Comitato costituito dalle Associazioni Adusbef, Codici, Codacons, Confconsumatori, Unione Nazionale Consumatori, scrivere a comitatoazionistibpb@gmail.com o rivolgersi alle sedi delle Associazioni

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BANCA POPOLARE DI BARI: PROPOSTE CONCRETE PER RECUPERARE LA FIDUCIA DEGLI AZIONISTI

Oggi a Bari il Comitato per la tutela degli azionisti della BPB, costituito dalle Associazioni dei consumatori Adusbef, Codacons, Codici, Confconsumatori, Unione Nazionale Consumatori, ha presentato il primo passo del programma per affrontare il problema degli azionisti.

Il presidente del Comitato Canio Trione e i componenti del direttivo Alessandro Amato, Vincenzo Laudadio, Andrea Cardinale e Antonio Pinto hanno illustrato le loro proposte, chiarendo che oggi sono state trasmesse formalmente alla banca.

1)  Costituzione di tavoli che possano consentire di analizzare e risolvere in via stragiudiziale, prioritariamente le posizioni degli azionisti in difficoltà. Lo stesso tavolo dovrà affrontare anche le questioni afferenti al rilancio della banca ed alla soluzione delle esigenze poste da azionisti, obbligazionisti e correntisti.

2)  Aderire e dare rapida attuazione alla raccomandazione Consob del 18.10.16, che chiede alle banche di avvalersi, ai fini della negoziazione dei titoli azionari, di una sede di negoziazione multilaterale. Si tratta di un mercato secondario regolamentato che garantisce sia trasparenza alle vendite e sia, soprattutto, liquidità a tutti i titoli azionari presenti sulla piattaforma.

3)  Applicazione effettiva di quanto disposto nella Legge Finanziaria 2015, art. 1 comma 246, che dispone che le banche sospendano a chi lo richieda, il pagamento della sorte capitale dei mutui, con allungamento dei tempi di saldo. Dare, inoltre, la possibilità ai clienti di rinegoziare le proprie posizioni debitorie con la banca, al fine di far uscire da situazioni di incaglio o di difficoltà nel pagamento rateale di prestiti, mutui, affidamenti etc.

 

Il Comitato, dal canto suo, potrà avere forte potere contrattuale e successo nelle proprie proposte, solo se tanti azionisti della BPB condivideranno il percorso specificato e continueranno ad iscriversi.

 

La banca ha recentemente comunicato alcuni elementi positivi: a) la solidità patrimoniale della banca come risulta dai numeri dell’ultima semestrale; b) l’asta del 31 ottobre ha visto liquidare 5 milioni di euro di azioni per 427 azionisti; c) la recente cessione di 480 milioni di euro di crediti deteriorati, che naturalmente rafforzerà il prossimo bilancio; d) la trasformazione in S.p.A. che potrebbe consentire l’ingresso di grandi investitori, i quali ben potrebbero acquistare pacchetti rilevanti di azioni dai piccoli risparmiatori.

Tali elementi però, la banca li deve mettere a disposizione e a vantaggio dei propri azionisti, perché comprovano che la banca ha la possibilità di mettere in campo le iniziative che oggi chiediamo.  

 

Siamo consapevoli che il Decreto del governo che ha obbligato alla trasformazione in S.p.A. è una legge pessima e con vari profili di incostituzionalità, e che il momento economico è negativo. Tuttavia, ci attendiamo da una banca con 69.000 soci risposte e soluzioni rapide e concrete.

Di contro, laddove la banca dovesse scegliere di non dare riscontro alle richieste del Comitato, e di non aprirsi agli azionisti rappresentati dalle Associazioni dei consumatori, le stesse, riunite nel Comitato, saranno pronte – e lo sono - a reagire, attivando tutti gli strumenti giudiziali per tutelare la collettività dei soci componenti. Il Comitato terrà la prossima iniziativa pubblica, prima dell’assemblea BPB e dopo che la banca avrà comunicato il prezzo di recesso e depositato i documenti collegati.

Per informazioni e iscrizioni: comitatoazionistibpb@gmail.com – tel. 3511336973 – Via Dante 164 Bari.

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COSTITUITO IL “COMITATO PER LA TUTELA DEGLI AZIONISTI DELLA BANCA POPOLARE DI BARI”

Oggi le Associazioni dei consumatori Adusbef, Codacons, Codici, Confconsumatori, ed Unione Nazionale Consumatori hanno costituito un Comitato per la tutela degli azionisti della Banca Popolare di Bari.

Il Comitato avrà il fine di tutelare specificatamente gli interessi dei risparmiatori coinvolti, attraverso una molteplicità di azioni, alcune delle quali sono descritte in via esemplificativa:

1) Chiedere e costituire un tavolo di conciliazione per negoziare accordi, finalizzati a cercare soluzioni per risarcire i danni che i soci stanno subendo.

2) Costituire un gruppo numeroso per coordinarsi e contare di più nelle assemblee: è utile poter essere tanti perché, ad esempio, alcuni diritti possono essere esercitati solo se si raggiunge un numero minimo.

3) Verificare il valore effettivo delle azioni BPB, sia ad oggi e sia nel passato.

4) Verificare l’esistenza di investitori interessati ad acquisire una partecipazione rilevante all’interno della banca, acquisendo le quote sociali degli azionisti componenti del Comitato, che siano ovviamente disponibili.

5) Verificare l’esercizio di possibili azioni di responsabilità in tutte le sedi, contro gli amministratori e la banca (anche ai sensi del D.lgs. 231/2001).

Presidente del Comitato è stato nominato il Presidente di Codici Puglia Canio Trione, secondo cui: “l’obiettivo è quello di creare una casa comune degli azionisti di BPB, al fine di tutelare in forma collettiva ed individuale, con alto grado di competenza tecnica, i diritti dei soci, nell’interesse di tutti i risparmiatori coinvolti, dell’economia locale e della sostenibilità finanziaria ed economica della banca”.

Chiunque fosse interessato ad iscriversi ed a partecipare alle varie azioni, potrà rivolgersi a: comitatoazionistibpb@gmail.com, Via Dante 164 - Bari - tel: 0805242881, oppure rivolgendosi alle sedi regionali delle Associazioni costituenti il Comitato.

confconsumatoripuglia@yahoo.it

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ANTITRUST: SE LA BANCA CONDIZIONA L’EROGAZIONE DI FINANZIAMENTI ALL’ACQUISTO DI AZIONI, E’ PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha emesso il 12 settembre un provvedimento importantissimo per tutti gli acquirenti di azioni delle banche. Ha sancito che quando una banca, per concedere un qualsiasi tipo di finanziamento, induce il cliente a comprare azioni proprie, commette una pratica commerciale scorretta. Secondo gli avv.ti Antonio Pinto e Antonio Amendola di Confconsumatori: tale provvedimento comprova che gli azionisti che si trovano in tale situazione possono chiedere il risarcimento dei danni per una somma pari all’importo investito nell’acquisto delle azioni. Ovviamente il principio giuridico affermato è applicabile a qualsiasi banca abbia tenuto questa condotta.Addirittura, in questo caso specifico, l’AGCM ha sanzionato la Banca Popolare di Vicenza con una multa di 4 milioni e mezzo per pratica commerciale scorretta. I consumatori – scrive l’Autorità nel suo provvedimento – sono stati costretti nei fatti a diventare soci per ottenere un mutuo agevolato in modo da finanziare le operazioni di aumento di capitale sociale svolte nel 2013 e nel 2014. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato,la Banca tra il 2013 ed aprile 2015, ha condizionato l’erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori all’acquisto da parte degli stessi di proprie azioni od obbligazioni convertibili,al fine di giungere al successo delle citate operazioni di aumento di capitale e raggiungere gli obiettivi ivi prefissati. In particolare, per ottenere i cc.dd. “mutui soci”, caratterizzati da condizioni economiche agevolate rispetto ai prodotti di mutuo ordinario, i consumatori sono stati condizionati ad acquistare pacchetti minimi di azioni della Banca (pari a 100 azioni) e a non venderli per continuare a beneficiare delle condizioni economiche agevolate.L’Antitrust ha rilevato che le condotte della Banca Popolare di Vicenza hanno limitato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento, inducendoli ad assumere una decisione commerciale che non avrebbero altrimenti preso: ovvero, la sottoscrizione di titoli della Banca (titoli illiquidi e quindi difficilmente negoziabili, attesa la natura di società non quotata della Banca Popolare di Vicenza, e che nel corso del finanziamento non potevano essere disinvestiti, pena la perdita delle condizioni economiche agevolate previste). confconsumatoripuglia@yahoo.it

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L’ANTITRUST SANZIONA VOLKSWAGEN PER PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA E INGANNEVOLE. CONFCONSUMATORI ATTIVA LE CAUSE COLLETTIVE DINANZI AL GIUDICE DI PACE.

Con provvedimento del 4 agosto scorso, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accolto i tanti esposti presentati da clienti VW assistiti dalle associazioni dei consumatori ed ha comminato una sanzione di 5 milioni di euro alla società Volkswagen Group Italia S.p.A., per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta ed ingannevole.

Come noto, infatti, è emerso che Volkswagen ha installato un sistema di ricircolo dei gas di scarico negli autoveicoli del Gruppo (con motorizzazione diesel EA 189 Euro 5) denominato sistema EGR. L’utilizzo di questo impianto, non consentito dalle norme comunitarie, pertanto, avrebbe permesso ai veicoli in questione di ridurre i valori delle emissioni inquinanti di monossido di azoto, in sede di prove di omologazione, alterandone i risultati.

Secondo l’Autorità è, dunque, ormai accertato che VW abbia commercializzato autoveicoli diesel della serie EA 189 sul mercato italiano, a partire dall’anno 2009 fino al settembre 2015, con emissioni nella realtà non conformi ai valori riscontrati in sede di omologazione e dichiarati nei Certificati di Conformità.

Tutto ciò configura indubbiamente una condotta scorretta ai sensi dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo in quanto contraria alla diligenza professionale ed idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico dei consumatori.

La Confconsumatori Puglia, con i suoi legali Luigi Fino e Giuseppe Saracino, ha attivato le azioni civili collettive contro la VW, poiché ormai il recente provvedimento dell’Antitrust comprova che la condotta della Volkswagen integra una violazione grave degli obblighi di diligenza professionale, soprattutto alla luce dell’insegnamento della Corte di Cassazione secondo cui, laddove l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato abbia sanzionato un’impresa, il consumatore che promuova azione per il risarcimento del danno, assolve l’onere probatorio a suo carico, con la produzione del provvedimento sanzionatorio e del contratto con l’impresa; mentre compete a quest’ultima impresa dimostrare l’interruzione del nesso causale tra illecito antitrust e danno patito dalla generalità dei consumatori (Cass. civ., 28 maggio 2014, n. 11904).

confconsumatoripuglia@yahoo.it

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