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31/7/19 Comitato per la tutela degli azionisti della BPB: Comunicato ai soci.

L’assemblea della banca ha approvato il bilancio 2018 con una perdita di circa 420 milioni. La raccolta totale è scesa, a riprova del basso tasso di fiducia dei clienti.

I nuovi componenti del CDA sono essenzialmente tutti espressione esclusivamente dell’antico gruppo dirigente.

1 Abbiamo già lamentato lo svuotamento del valore del diritto di voto dell’azionista, proprietario della Banca, relegato a mero ratificatore di scelte altrui. Oggi si evidenzia il disprezzo del suo ruolo, la cui fiducia ormai è stata travolta, ritrovandosi ad avere un Cda ancora privo di un progetto operativo credibile e condiviso con i soci, i quali ad oggi non sanno neppure quali saranno le reali conseguenze della ventilata creazione di una S.p.A. che ancora oggi vengono taciute agli azionisti. Omissione questa, che viola il principio fondamentale di informazione corretta e completa da riconoscere agli azionisti. Questo toglie ogni valore sostanziale alla Assemblea e alle sue decisioni e impone una fase di chiarezza su quanto accaduto e quanto in programma.

2 Ci chiediamo se anche la Vigilanza sia all’oscuro delle scelte che la banca intende effettuare e comunque cosa intende fare per risanare questo vuoto enorme di trasparenza nei confronti degli azionisti.

3 Si conferma così la correttezza della nostra proposta di trasformare -su volontà dell’azionista- le azioni in titoli privi del diritto di voto (assicurando in cambio un dividendo minimo al titolo), stante la sostanziale inutilità del voto stesso.

4 La opacità e la mancanza di coinvolgimento dell’azionariato nelle scelte del management, non solo sono una violazione della normativa vigente, ma accrescono i legittimi dubbi e dicerie incontrollate e diffuse nella popolazione, che sono fortemente lesive degli interessi degli azionisti e purtroppo anche della stessa Banca, istituzione importante per il territorio che sarebbe invece utile salvaguardare.

5 I comportamenti sleali rendono impossibile ogni azione diversa da quelle legali in tutte le sedi civili e penali, con particolare attenzione non solo alle posizioni singole dei soci, ma anche alle future determinazioni del CDA, e quindi il Presidente Canio Trione convocherà l’assemblea dei soci a settembre in cui rassegnerà le sue dimissioni irrevocabili, in polemica sia con il management passato, sia con quello attuale, sia con la Vigilanza.

6 Il Comitato procederà con la necessaria fermezza a tutelare gli azionisti in questo difficile frangente.

Il Presidente del Comitato degli azionisti Canio Trione, Adiconsum (Vincenzo Riglietta), Adusbef (Vincenzo Laudadio), Assoconsum (Francesco Decanio), Codacons (Antonio Scalioti), Confconsumatori (Antonio Pinto), Lega Consumatori Bari (Angela Forcina), Unione Nazionale Consumatori (Andrea Cardinale). 

Per info e contatti: 3317626869 - confconsumatoripuglia@yahoo.it

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5/7/19 LE RICHIESTE DEL COMITATO AZIONISTI ALLA BANCA POPOLARE DI BARI

Il progetto di bilancio 2018 della banca ha visto dare numeri diversi per tre volte in un mese, numeri sempre in peggioramento: non ricordiamo che vi sia mai stato un precedente storico analogo.

L’assemblea è stata spostata per ben due volte, ed ora è fissata a domenica 21 luglio, ma non si conosce ancora l’ordine del giorno, la lista dei candidati al Consiglio di Amministrazione, il progetto di bilancio che si sottoporrà ai soci, perché la banca ritiene di dover attendere l’ultimo giorno utile di legge in cui poterlo fare. Contestiamo da sempre questo modo di procedere.

Gli ultimi segnali, in ordine cronologico, che arrivano dalla banca dimostrano (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che l'urgenza maggiore per  la banca èmeritare e recuperare la fiducia dei suoi veri ed unici proprietari, ossia degli azionisti, i quali peraltro sono anche correntisti e quindi clienti.

La possibilità di capitalizzare i 500 milioni di euro messi a disposizione dalla nuova normativa, nonché la causa verso la Commissione europea per il caso Tercas sono due dati positivi, ma attengono uno ad un’operazione contabile ed un altro ad una causa giudiziale. Invece oggi serve un Consiglio di Amministrazione che sia rinnovato e abbia un progetto per ridare redditività alla banca e liquidabilità al titolo azionario.

A fronte di tanto l’assemblea del 21 luglio potrebbe essere una delle ultime occasioni possibili per la banca per cercare di recuperare il rapporto con i suoi soci e clienti, ma per fare questo occorrono azioni concrete e non parole di generica rassicurazione.

Il Comitato ritiene un requisito minimo di buon senso e di correttezza che – dopo tutto quello che è accaduto - fra gli undici componenti del Consiglio di Amministrazione, vi sia il presidente del Comitato, Canio Trione, che è un economista, con esperienza universitaria, autore di varie pubblicazioni scientifiche sui temi economici, quindi con un curriculum idoneo per fare parte del CDA. In secondo luogo, la sua nomina garantirebbe la presenza di una persona che è espressione diretta dei piccoli azionisti della banca, i quali oggi hanno la netta percezione di non essere rappresentati all’interno del Consiglio. In terzo luogo, è l’unico di cui i soci possono conoscere quali siano le idee ed i programmi per ridare stimolo alla banca ed al titolo azionario.

Il Comitato degli azionisti, a fronte della solitudine in cui è stato lasciato in questi tre anni da parte di vari “poteri locali”, può vantare di aver affiancato i piccoli azionisti per i seguenti fatti: 1) informazione costante ai soci, per spiegare i vari eventi di questo triennio, attraverso la mailing list diretta, incontri sul territorio pugliese, social-media delle Associazioni componenti e mass media seri che hanno voluto pubblicare i comunicati che inviavamo; 2) Due milioni di euro di Fondo di solidarietà devoluti a soci che erano in situazioni critiche; 3) 3,5 milioni di euro per il primo tavolo di conciliazione che la banca ha deliberato, per i soci che hanno avviato una causa nel 2018; 4) cause per gli azionisti che avevano comprato le azioni con violazioni delle regole di tutela; 5) assistenza dinanzi alle Autorità di Vigilanza per esporre fatti lesivi; 6) introduzione di un mutuo con clausola specifica che prevede la facoltà di sospensione della rata, per tre volte e fino a tre anni; 7) fidi a tasso agevolato per azionisti in crisi di liquidità; 8) elaborazione di una progettualità tecnicamente idonea a ridare redditività alla banca che, fra le altre proposte, prevede: a) costituzione di un Fondo che garantisca un dividendo e ridia liquidità al titolo azionario; b) allargare la possibilità di sospensione della corresponsione della sorte capitale di mutui e finanziamenti, anche alle Pmi. c) Per le aziende del settore agricolo è opportuno offrire, oltre a quanto previsto nel punto precedente, anche un contratto di mutuo misto (e cioè che contempli sia uno scopo predeterminato, sia liquidità) opportunamente garantito, che includa nel proprio costo in termini di interessi anche una assicurazione contro gli eventi atmosferici avversi a favore della banca. d) Ai clienti che abbiano restituito regolarmente più della metà di quanto prestatogli, la banca può offrire senza oneri di sorta e a valere sulla garanzia già esistente, fino ai due terzi di quanto restituito, alle stesse condizioni originarie. Si tratta di una misura significativa sul piano dimensionale e costituisce, per l’impresa e la famiglia che abbia dato buona prova di se, una “riserva” che conferisce una più grande serenità economica e quindi l’effetto “ricchezza”, senza costi e lungaggini burocratiche ma in maniera prevedibile ed affidabile. e) In vista della introduzione del mercato libero dell’energia, la banca può offrire agli azionisti un contratto per la fornitura di energia elettrica (su cui la banca percepisce una commissione) che abbia vantaggi economici notevoli per il cliente (ottenuti grazie alla negoziazione per numeri importanti nella trattativa con la società energetica). f) In vista della necessità di ampliare l’attività delle popolari è necessario meglio utilizzare le risorse umane esistenti e orientarle all’assistenza effettiva e di servizi utili per la clientela.

Su queste proposte chiediamo che la banca si confronti, non in maniera strumentale per “superare” il 21 luglio, ma per dimostrare di avere la capacità – con i fatti - di recuperare la fiducia dei suoi soci e clienti dal 22 luglio.

Bari, li 05 luglio 2019

Il Comitato degli azionisti: Adiconsum (Vincenzo Riglietta), Adusbef (Vincenzo Laudadio), Assoconsum (Francesco Decanio), Codacons (Antonio Scalioti), Confconsumatori (Antonio Pinto), Lega Consumatori Bari (Angela Forcina), Unione Nazionale Consumatori (Andrea Cardinale).

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27/6/19 Popolare di Bari: il Comitato degli azionisti invita i soci ad un voto in assemblea non appiattito sulle proposte della banca

Cari soci, la banca ha reso noto che il 14 luglio si terrà l’annuale assemblea della Banca Popolare di Bari. Si tratta dell’evento principale per conoscere quale sia il bilancio e la situazione contabile della banca e per deliberare sul suo futuro. In questa occasione si dovranno sostituire vari membri del Consiglio di Amministrazione.

Vogliamo esprimere con forza un principio che non sembra essere affatto considerato nel dibattito che si sta svolgendo su questo tema. Nessuno infatti sta chiarendo quali siano i progetti che gli aspiranti candidati a questi ruoli intendono svolgere. Nessuno fonda la propria candidatura su un programma chiaro e definito che fornisca all’Assemblea le ragioni per cui sceglierlo. In una situazione delicata come quella attuale, è impensabile che i nuovi consiglieri di amministrazione vengano scelti esclusivamente sulla base del curriculum professionale. Un’esigenza minima di trasparenza impone che chi si vuole candidare deve dire oggi, subito, quali siano le iniziative che intende porre in essere per rilanciare la banca. I soci voteranno solo coloro che in maniera chiara diranno prima, che cosa vogliono fare per la banca e per i soci.

Peraltro la situazione della BPB è molto particolare in quanto viene fuori un periodo in cui gli aspetti legali, prodotti da nuove legislazioni, sono stati prevalenti rispetto alla politica creditizia relegata sconsideratamente in secondo piano. Inoltre, l’economia di riferimento -che è quella dell’intero mezzogiorno d’Italia, famiglie e piccole imprese- ha tutte le potenzialità per rilanciarsi e quindi ha bisogno di un sistema bancario che sappia interpretare e tradurre in redditività le potenzialità esistenti. Nell’agricoltura, nel turismo, nell’energia, senza parlare della industria, del commercio e dell’artigianato si attendono partner creditizi che abbiano mezzi finanziari e contrattualistica adatta alla nostra realtà. Un’opportunità di rilancio dell’economia e della banca come mai è accaduto in passato e quindi altamente promettente per il recupero della funzione e della redditività della BPB; condizioni primarie per il recupero di valore e liquidità del titolo azionario. Sul tema del valore e liquidabilità dell’azione BPB inoltre serve con estrema urgenza un’operazione finanziaria che ne garantisca la redditività e, per questa via, la vendibilità e il crescente valore.  

Per tutte queste ragioni crediamo essenziale conoscere subito i nomi dei candidati al CdA e ad altre cariche e i rispettivi programmi operativi, senza i quali i nostri associati non potranno votare a favore delle richieste deliberazioni assembleari. Quindi lanciamo un appello sia a questi potenziali candidati di presentare un programma, sia all’intera platea dei soci di analizzare attentamente (anche ove necessario con l’ausilio dei nostri esperti), prima di esprimere preferenze che certamente avranno grandi conseguenze nel futuro dei risparmi azionari. Sempre nella convinzione che i soci della Banca non possono essere chiamati a ratificare bilanci ritenuti ormai immutabili (e che comunque dovranno essere attentamente verificati in un prossimo futuro, per comprendere se siano stati redatti sempre in maniera corretta e trasparente per i soci) ma gli azionisti devono essere resi partecipi delle strategie creditizie future, proprio perché sono i primi diretti interessati a che vi sia un rilancio poderoso e stabile. Rilancio possibile purchè lo si persegua con un Consiglio di Amministrazione che abbia al suo interno persone competenti, che abbiano chiarezza di idee sulle azioni da intraprendere, determinazione e soprattutto la fiducia convinta di tutti, in primo luogo degli azionisti.

Per tali ragioni appare importante che gli azionisti partecipino alla prossima assemblea del 14 per esprimere un voto che non sia automatico e scontato ma frutto di una attenta ponderazione.

IL COMITATO: Adusbef, Adiconsum, Assoconsum, Codacons, Confconsumatori, Unione Nazionale  Consumatori, Lega Consumatori

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20/6/19 L’Ordine degli Avvocati di Bari ha organizzato incontro di studio sui diritti degli azionisti delle banche popolari. Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, sarà uno dei relatori.

L’Ordine degli Avvocati di Bari ha organizzato incontro di studio sui diritti degli azionisti e obbligazionisti delle banche popolari. Antonio Pinto sarà uno dei relatori. Il giorno 20 giugno alle ore 15, presso la Camera di commercio di Bari. L'incontro è pubblico ed i professionisti partecipanti riceveranno tre crediti formativi.

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14/6/2019 VADEMECUM PER ACCEDERE AL FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI (FIR)

In data 11.6.2019 è stato pubblicato il Decreto emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che disciplina le modalità di accesso al Fondo Indennizzo risparmiatori, istituito con l’art. 1, commi da 493 a 507 della Legge n. 145/2018, così come modificati dall’art. 36 del D.L. Crescita n. 34/2019.

CHI PUO' RICHIEDERE L’INDENNIZZO

I soggetti che possono richiedere l’indennizzo sono i risparmiatori:

a)       persone fisiche,

b)       imprenditore individuale (anche agricolo), coltivatore diretto,

c)       organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale,

d)       microimprese che occupano meno di dieci persone e con un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro,

che hanno acquistato e sono in possesso di azioni e/o obbligazioni subordinate emesse dalla Banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1.1.2018. Dunque le banche interessate sono Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto e Bcc Padovana.

Possono altresì richiedere l’indennizzo:

a)       i successori “per causa di morte” dei soggetti risparmiatori innanzi indicati e che hanno ereditato i suddetti titoli oggetto del Decreto;

b)       il coniuge (ovvero il soggetto legato da unione civile o convivente more uxorio o di fatto ex legge 76/2016) e i parenti entro il secondo grado che hanno acquisito la titolarità delle azioni e obbligazioni subordinate delle banche poste in L.C.A., a seguito di trasferimento per atto tra vivi dopo la data del provvedimento di messa in liquidazione.

MISURA DELL’INDENNIZZO

L’indennizzo è determinato:

a)       per gli azionisti, nella misura del 30% del costo di acquisto delle azioni entro il limite massimo di €100.000 per ciascun avente diritto;

b)       per gli obbligazionisti subordinati, nella misura del 95 % del costo di acquisto delle obbligazioni subordinate, entro il limite massimo di € 100.000,00 per ciascun avente diritto. Sono esclusi gli obbligazionisti subordinati che hanno già beneficiato delle prestazioni del Fondo di solidarietà.

Da detta misura sono detratti gli importi ricevuti a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque determinato (per i soli obbligazionisti subordinati, l’importo andrà decurtato anche di una somma pari alla differenza, se positiva, tra il loro rendimento e quello dei buoni emessi dal Tesoro).

Ciò significa che anche coloro che hanno sottoscritto la transazione con le banche venete nell’anno 2016, possono richiedere l’accesso al Fondo Indennizzi e, in tale ipotesi, verrà semplicemente detratto l’importo che hanno già ricevuto.

COME RICHIEDERE L’INDENNIZZO

Il Decreto del MEF prevede che tutti i soggetti richiedenti l’indennizzo devono presentare una specifica istanza, da indirizzare alla Commissione Tecnica, che verrà istituita per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del FIR.

Le forme e le concrete modalità di presentazione dell’istanza saranno definite dalla Commissione Tecnica.

Sin da ora, in estrema sintesi, si precisa che l’istanza dovrà contenere:

a)       nominativo o denominazione, codice fiscale, residenza e eventuale elezione di domicilio, degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante degli aventi diritto;

b)       quantità e tipo, costo di acquisto, data di acquisto, codici identificativi degli strumenti finanziari oggetto della istanza;

c)       i “successori” e i “familiari” indicano anche i dati dei “risparmiatori” dai quali hanno acquisito gli strumenti finanziari oggetto della domanda;

d)       la Banca in liquidazione che ha emesso gli stessi strumenti finanziari;

e)       i dati necessari per il pagamento mediante bonifico al conto corrente bancario o postale degli aventi diritto (codice IBAN);

f)        qualsiasi altro dato e/o informazione utile

Inoltre, all’istanza dovranno essere allegati i seguenti documenti:

a)       copia fronte-retro del documento di riconoscimento valido degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante e dei relativi codici fiscali;

b)       copia di documentazione idonea a dimostrare l’acquisto degli strumenti finanziari ed il relativo prezzo pagato; documentazione che per “successori” “ e familiari” dimostri il trasferimento degli strumenti finanziari da parte di “risparmiatori”;

c)       copia di eventuale documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale utile ai fini dell’accertamento delle violazioni massive del T.U.F. che hanno causato il danno ingiusto ai risparmiatori;

d)       copia di eventuali pagamenti, nelle forme di indennizzi, ristori, rimborsi o risarcimenti comunque denominati, ricevuti dagli aventi diritto per il pregiudizio subito in ordine agli stessi strumenti finanziari, recanti i soggetti pagatori e gli importi incassati;

e)       delega o procura speciale con firma autenticata, in caso di domanda presentata tramite rappresentanza volontaria; copia dell’eventuale provvedimento di rappresentanza legale;

f)        dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, con firma autenticata, attestante che i dichiaranti: 1) dal 1° gennaio 2007, non hanno avuto, nella banca in liquidazione emittente gli strumenti finanziari oggetto della istanza di indennizzo, incarichi negli organi di amministrazione, di controllo, di revisione previsti dall’articolo 1, comma 505, della legge n. 145/2018; 2) non sono parenti ed affini di primo e di secondo grado di amministratori, di controllori e di revisori; 3) non sono controparti qualificate né clienti professionali; 4) non hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento relative agli stessi strumenti finanziari oggetto della domanda di indennizzo, oppure hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, specificando l’importo e la causale rispetto a ciascuna azione o obbligazione subordinata di cui è indicato il codice identificativo e la Banca in liquidazione emittente;

g)       in caso di successione, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, attestante : 1) la data di decesso del risparmiatore; 2) i dati anagrafici di tutti i successori per causa di morte e le rispettive quote ereditarie spettanti; 3) l’esclusione che vi siano altri successori; 4) la sede dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente per la dichiarazione di successione.

Saranno soddisfatti con priorità e non avranno l’onere di allegare all’istanza copia della eventuale documentazione utile per l’accertamento delle violazioni massive della banca che hanno causato il danno ingiusto, i risparmiatori che abbiano:

a)       un patrimonio mobiliare di valore inferiore a 100.000 euro, calcolato con i criteri della Dichiarazione sostitutiva Unica (DSU);

oppure

b)       un reddito complessivo irpef inferiore a € 35.000,00 nell’anno 2018.

In tali ipotesi all’istanza dovranno allegare, oltre ai documenti sopra indicati, anche un’apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, con firma autenticata, relativa al possesso dei requisiti patrimoniali poc’anzi indicati.

 

LE PROSSIME SCADENZE

Entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto, la Consap renderà operativa una piattaforma informatica per fornire al pubblico informazioni chiare e complete circa le modalità di presentazione della domanda e gli adempimenti necessari.

Entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto, la piattaforma consentirà agli utenti di procedere alla presentazione formale dell’istanza e dei relativi allegati.

La data di decorrenza del termine di 180 giorni per la presentazione delle istanze sarà stabilita successivamente con apposito decreto.

 

Per chi si associa a Confconsumatori nel 2019, l’Associazione fornirà assistenza gratuita per l’intero procedimento. 

Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it; -  cell: 3511336973

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20/5/19 Garante dei Minori e Confconsumatori presentano la Guida su "L'alimentazione ed i minori"

Giovedi 23 maggio 2019, alle ore 11,30, si terrà presso l’Istituto scolastico SS.mo Rosario, sito in Bari alla Via Putignani n.244, un incontro organizzato dal Garante dei diritti dei minori della Regione Puglia, Dott. Ludovico Abbaticchio, in collaborazione con la Confconsumatori Puglia, sul tema “L’alimentazione ed i minori”.

Nel corso dell’incontro sarà presentata e distribuita gratuitamente a tutti i partecipanti una Guida sul tema del rapporto fra alimentazione e salute, redatta a cura dell’Ufficio del Garante.

Interverranno il Garante Dr. Ludovico Abbaticchio, la Dirigente scolastico dell’Istituto SS.mo Rosario, Suor Paola Ancona, con gli avv. Antonio e Pinto e Dario Barnaba per Confconsumatori, per affrontare i seguenti temi: rapporto fra alimentazione e salute, comportamenti corretti nel consumo dei pasti fuori casa, i rischi della contraffazione di prodotti alimentari, la legislazione regionale pugliese in materia di contrasto agli sprechi di cibo.

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10/5/19: I NUMERI DEL BILANCIO 2018 ANNUNCIATI DALLA BANCA POPOLARE DI BARI

Oggi pomeriggio 10.5.19 il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bari ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2018, che verrà sottoposto all’approvazione dei Soci in occasione dell’assemblea confermata per il 29 e 30 giugno prossimi.

Cimentandoci in un’operazione di “traduzione” e di sintesi del testo proposto dalla banca, rileviamo che i dati principali e chiari sono i seguenti:

1)      la perdita netta si attesta a 372 milioni di euro.

2)      I coefficienti patrimoniali, a seguito della grave perdita, si collocano al 7,86% per quanto concerne il CET1 ratio ed il Tier One ratio e al 10,11% per il Total Capital Ratio. Detti valori sono però inferiori ai requisiti minimi che invece la banca deve obbligatoriamente rispettare, come comunicati nel 2018 da Banca d’Italia, con riferimento al Tier One (la soglia che la banca deve raggiungere è invece pari all’8,828%) e al Total Capital ratio (la soglia che deve raggiungere è invece di 11,146%).

Su queste premesse molto negative, la banca ha comunicato che, al fine di provvedere a rientrare al di sopra dei requisiti patrimoniali minimi richiesti, procederà a vendere asset attivi. In particolare ha annunciato la cessione di vari portafogli di finanziamenti e mutui. Pare che cederà anche altri attivi, nonché quote di partecipazioni oggi detenute. In pratica, almeno per ora, la banca non ha previsto un aumento di capitale.

Nel comunicato si dice che “le iniziative di rafforzamento del capitale, verranno rappresentate nel Piano di conservazione del capitale che il Consiglio di Amministrazione provvederà nei prossimi giorni a redigere ed a sottoporre all’Autorità, così come previsto dalla vigente regolamentazione”. Pertanto, ad oggi rimangono sconosciute ai piccoli azionisti.

Secondo il comunicato “sono state inoltre approvate – e in buona parte realizzate – misure atte a mantenere su livelli adeguati i coefficienti di liquidità, intendendo conservare il buffer attorno ai 2 miliardi. Gli indicatori di liquidità, sempre al 31 dicembre 2018, si sono collocati su valori superiori alle soglie regolamentari”. Tale indice è positivo ai fini della tenuta della liquidità.

Si ritiene inutile riportare altri pezzi del comunicato, inerenti aspetti generici e non sufficientemente chiariti, e che peraltro sono manifestazioni di intenti e non fatti.

Nei prossimi giorni il Comitato per la tutela degli azionisti e le Associazioni dei consumatori analizzeranno i dati riferiti dalla banca, per commentare in maniera specifica e per individuare le azioni più opportune da attivare, dinanzi a questi numeri cosi negativi. Numeri di bilancio che di certo non consentiranno alle azioni della banca di recuperare liquidità e valore.

Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it - 3317626869

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3/5/2019 Antonio Pinto intervistato da La Stampa, sul tema dei crediti deteriorati delle banche

Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, intervistato da Sandra Riccio del quotidiano La Stampa, sul tema dei crediti deteriorati. Le banche hanno ceduto i loro NPL a società di recupero che stanno iniziando ad aggredire "a tappeto" famiglie ed imprese. Fra i crediti impacchettati e ceduti però, ce ne sono molti che erano nella contabilità della banca, ma ormai in realtà non sono più dovuti. Occorre che i cittadini e le PMI colpite attivino strumenti di difesa. 

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2/5/19 FONDO INDENNIZZI PER GLI AZIONISTI DELLE BANCHE IN LIQUIDAZIONE COATTA O BAIL IN: SECONDA PUNTATA, IN ATTESA DELLA TERZA

Il 30 aprile è stato pubblicato il Decreto Legge per la Crescita, che prevede una modifica rispetto a quanto era stato stabilito nella Legge Finanziaria, sul diritto all’indennizzo degli azionisti (30% delle somme investite) e obbligazionisti subordinati (95% delle somme investite) delle banche sostanzialmente “fallite”. Le banche interessate sono: Veneto Banca, Popolare di Vicenza, (loro controllate ossia Banca Apulia e Banca Nuova), Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto e Bcc Padovana. Pertanto, si chiarisce che tale Fondo purtroppo non si applica agli azionisti di altre banche che pure hanno i loro titoli illiquidi. L’art. 36 del DL ha previsto che l’indennizzo spetta anche ai successori in caso di morte, purchè siano parenti entro il secondo grado, mentre non spetta a chi le abbia acquistate dopo la data di messa in liquidazione della banca.

La novità legislativa consiste essenzialmente nell’introduzione del c.d. doppio binario dei risarcimenti, che funzionerà dividendo in due la platea dei risparmiatori. Per coloro che hanno 35mila euro di reddito Irpef nell’anno 2018, oppure sono sotto la soglia dei 100mila di patrimonio mobiliare al 31.12.18, il diritto al rimborso avrà priorità cronologica e l’accertamento della Commissione sarà più snello e veloce. Preciso che, ai fini dei 100.000 euro, si calcolano i depositi bancari ed eventuali titoli posseduti, mentre sono esclusi dal conteggio i titoli poi azzerati dalle crisi bancarie.

Più analiticamente il nuovo Decreto Legge dispone che, previo accertamento da parte della Commissione tecnica dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti, hanno diritto all'erogazione dell’indennizzo, i risparmiatori persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, coltivatori diretti, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di messa in liquidazione coatta amministrativa - ovvero i loro successori mortis causa o il coniuge, il soggetto legato da unione civile, il convivente more uxorio o di fatto, i parenti entro il secondo grado in possesso dei suddetti strumenti finanziari a seguito di trasferimento con atto tra vivi - che soddisfano una delle seguenti condizioni: a) patrimonio mobiliare di proprieta' del risparmiatore di valore inferiore a 100.000 euro; b) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell'anno 2018. Il limite di valore del patrimonio mobiliare di proprieta' del risparmiatore, potrà eventualmente essere elevato fino a 200.000 euro con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, previo assenso della Commissione europea.

Invece, per chi non ha uno dei due requisiti patrimoniali sopra detti, la Commissione dovrà verificare due elementi: 1) che l’azionista è incappato in una violazione massiva degli obblighi di correttezza nella vendita dei titoli da parte della banca; 2) la sussistenza del nesso di causalita' tra la condotta della banca e il danno subito dai risparmiatori. La nuova legge dispone che le suddette verifiche possono avvenire anche attraverso la preventiva tipizzazione delle violazioni massive e la corrispondente identificazione degli elementi oggettivi e/o soggettivi in presenza dei quali l'indennizzo può essere direttamente erogato. Il decreto ministeriale indicherà quindi una casistica (sia pure non tassativa) di casi nei quali l’indennizzo scatterà automaticamente (ad es. di certo per quelle banche che hanno subito fondate accuse di falso in bilancio o falso nei prospetti informativi).  

Si ribadisce che anche dopo questo Decreto Legge pubblicato il 30 aprile, occorre continuare ad attendere l’emanazione del Decreto attuativo del MEF, che dovrà definire il procedimento, le modalità e i tempi per la presentazione delle istanze. Sempre con lo stesso Decreto sarà fissata la data di apertura della finestra di 180 giorni per poter effettivamente presentare le domande, tramite portale telematico.

Per chi si associa a Confconsumatori nel 2019, l’Associazione fornirà assistenza gratuita per l’intero procedimento. 
Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it; - cell: 3511336973

 

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