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BANCA POPOLARE DI BARI: COSTITUZIONE DEGLI AZIONISTI NEL PROCESSO PENALE

26/6/20 BANCA POPOLARE DI BARI: COSTITUZIONE DEGLI AZIONISTI NEL PROCESSO PENALE

 Il Giudice del Tribunale Penale di Bari ha disposto procedersi al giudizio immediato nei confronti di Marco e Gianluca Jacobini, imputati, a vario titolo, dei reati di false comunicazioni sociali, falso in bilancio, falso in prospetto.

Gli imputati sono accusati, in particolare, di:

-          aver esposto, nel bilancio della Banca Popolare di Bari, informazioni e fatti materiali non rispondenti al vero, in modo idoneo ad indurre in errore soci e pubblico, alterando in modo sensibile la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Banca;

-          aver esposto false informazioni ed occultato dati e notizie rilevanti nei prospetti informativi pubblicati e diffusi in occasione degli Aumenti di capitale del 2014 e del 2015, in modo da indurre in errore e ingannare i destinatari del prospetto.

È evidente che le condotte contestate agli imputati hanno danneggiato inevitabilmente gli azionisti, sia perché hanno cagionato il depauperamento del valore dell’azienda e quindi delle azioni e sia perché gli azionisti sono stati impossibilitati a valutare correttamente i valori reali ed i rischi effettivi connessi ai titoli BPB e ad effettuare consapevoli scelte di investimento e/o di disinvestimento.

COSA SI PUÒ RICHIEDERE

Con la costituzione di parte civile, per gli azionisti è possibile richiedere la condanna degli imputati al risarcimento di tutti i danni subiti, sia patrimoniali, pari all’importo versato per l’acquisto delle azioni BPB, sia non patrimoniali per il danno morale subito a causa dei reati commessi.

COME FARE PER COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE

Il termine per la costituzione di parte civile è fissato per la prossima udienza del 16 luglio 2020.

Per poter partecipare all’azione giudiziale, è necessario raccogliere e consegnare, entro il 13 luglio p.v., la seguente documentazione:

1)       firmare la procura speciale in favore dell’avvocato che sceglierete

2)       Copia di un documento d’identità valido;

3)       Copia del codice fiscale;

4)       Copia degli ordini di acquisto delle azioni BPB

5)       gli estratti del dossier titoli degli ultimi dieci anni da cui risultano eseguiti gli acquisti delle azioni BPB oppure gli estratti di conto corrente da cui si evincono i pagamenti eseguiti per acquistare le azioni BPB;

6)       Copia di un estratto dossier titoli recente (2019, meglio se 2020) comprovante l’attuale titolarità delle azioni BPB.

Laddove la banca non rilasci i documenti sub n.4 e n.5 entro il 16 luglio, sarà utile allegare la richiesta scritta fatta alla stessa, cosi da poter depositare i documenti in seguito. Almeno il documento 6 è però indispensabile.

Chiunque voglia procedere o ricevere maggiori informazioni, può contattarci alle seguenti e.mail: confconsumatoripuglia@gmail.com; confconsumatoripuglia@yahoo.it;  oppure al numero di telefono 3317626869

 

 

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BANCA POPOLARE DI BARI: PERCHE’ VOTARE A FAVORE DELLA TRASFORMAZIONE IN SPA E’ L’UNICA SOLUZIONE UTILE E CONVENIENTE PER AZIONISTI E OBBLIGAZIONISTI

Nella prossima assemblea del 30 giugno, gli azionisti della BPB saranno chiamati a decidere se trasformare la banca da cooperativa a società per azioni.
Nella società cooperativa il voto è capitario, ossia ogni azionista vota per uno, indipendentemente dalla quantità di azioni che possiede. Nella S.p.A. invece, il voto pesa sulla base della quantità di azioni possedute.
La verifica dei numeri di bilancio eseguita dai Commissari ha accertato che le perdite della banca hanno eroso per intero il capitale sociale detenuto dagli attuali azionisti, che si è quindi azzerato.
La Banca Medio Credito Centrale ed il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi sono pronti a ripianare le perdite e ricostituire il capitale della BPB versando una somma rilevante di circa 1,6 miliardi di euro. Tuttavia, la prima condizione perché ciò accada è che si passi dal voto capitario al voto per quote, perché di certo questi enti non possono versare queste somme e poi votare per uno (per assurdo, tre azionisti che acquistassero mille euro di azioni, conterebbero più di loro, se rimanesse la forma sociale cooperativa).
Quindi, se gli azionisti votassero contro la trasformazione in S.p.A. in assemblea, il giorno dopo MCC ed il FITD negherebbero la ricapitalizzazione e la banca sarebbe posta in liquidazione coatta amministrativa.
Le conseguenze sarebbero quelle già viste in vari altri casi, il FITD aiuterà un’altra banca ad acquistare “a un euro” la BPB, salvando così tutti i correntisti, i lavoratori, le imprese del territorio che hanno bisogno di liquidità, ma azzerando totalmente gli azionisti e tutti gli obbligazionisti.
Una precisazione per completezza devo farla sul FIR, il Fondo Indennizzi Risparmiatori che non si applica e non si applicherebbe comunque alla BPB, anche in caso di messa in liquidazione coatta amministrativa, per due ragioni: 1) la legge istitutiva del FIR circoscrive la sua applicazione alle banche già “fallite”; 2) la più importante è che mancano le risorse, perché purtroppo già l’attuale dotazione del Fondo (1,5 miliardi di euro in tre anni) in realtà appare insufficiente a coprire davvero il 30% degli azionisti delle varie banche decotte (il cui capitale sociale complessivo era ben oltre i dodici miliardi di euro).
Nello scenario positivo della trasformazione in S.p.A. si avranno le seguenti conseguenze: 1) gli obbligazionisti riceveranno il totale rimborso delle obbligazioni per euro 285 milioni, visto che MCC è una banca statale, solida e quindi più che capace di rimborsare quel debito. 2) gli azionisti riceveranno subito quello che i Commissari hanno promesso a livello di ristori; 3) tutti gli azionisti che hanno già intentato una causa - o che la vogliano avviare in futuro - hanno necessità di avere dinanzi una banca solida e solvibile, mentre in caso di l.c.a., per legge, nessuna azione giudiziale può esser avviata o proseguita. 4) Con l’arrivo della nuova proprietà gestita da MCC, sarà possibile rafforzare il tavolo di conciliazione o negoziare altre soluzioni stragiudiziali che riconcilino l’azionista-cliente con la banca.
Per queste 4 concrete ed evidenti ragioni, in antitesi con lo scenario dannoso e antieconomico della l.c.a., appare chiaro che l’unica scelta utile per gli azionisti sia votare a favore della trasformazione in S.p.A..
Il 13 giugno la banca ha pubblicato l’avviso di convocazione dell’assemblea dei soci, con le istruzioni per le modalità con cui votare. Potrete leggerlo sul sito della banca.
Per informazioni Confconsumatori Puglia:
confconsumatoripuglia@yahoo.it - 3317626869 - 0805230907

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12.6.2020 Dentix chiude e cessa le prestazioni ai clienti. Confconsumatori: interrompere tutti i finanziamenti dei pazienti

La società Dentix Italia s.r.l., società low cost che si occupa di cure dentali e che, allo stato, gestisce 57 sedi sparse in tutta Italia (con due sedi in Puglia), ha chiuso i battenti in maniera del tutto inattesa.

Tuttavia, tanti pazienti avevano stipulato dei finanziamenti per pagare le cure promesse e, ad oggi non ancora erogate. La Dentix Italia s.r.l., quindi, si presume che abbia incassato dalle finanziarie l’intero compenso per prestazioni mai rese.

Alla Confconsumatori si sono rivolti molti pazienti i quali giustamente si interrogano sulle conseguenze della chiusura repentina della società.

A seguito di uno studio del caso, gli Avv.ti Dario Barnaba e Filomena Lisi di Confconsumatori, hanno verificato che sussistono i presupposti giuridici per procedere con la sospensione dei pagamenti delle rate del finanziamento direttamente collegato al contratto di assistenza medico – dentistica e, in alcune fattispecie, laddove nessuna prestazione sia stata effettivamente erogata dalla società, sarà possibile richiedere alla finanziaria anche la restituzione degli importi indebitamente percepiti per cure mediche non eseguite.

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8/6/20 Banca Popolare di Bari: Sintesi esplicativa degli incentivi proposti dai Commissari ai soci che parteciperanno all’assemblea

Cari Soci, con comunicato stampa diffuso sabato 6.6.2020, i Commissari della BPB hanno reso noti - in vista dell’Assemblea dei Soci che sarà convocata a breve - gli interventi a beneficio degli azionisti e obbligazionisti della Banca.

In sintesi, gli interventi previsti sono i seguenti:

1) Copertura integrale delle perdite e ricostituzione del capitale minimo

Nell’ambito dell’intervento di trasformazione in società per azioni, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (il FITD) - insieme a Mediocredito Centrale – MCC - farà un versamento: in favore della Banca di euro 1,6 miliardi di euro, per ripianare le perdite. In favore degli azionisti attuali, per un ammontare complessivo di 10 milioni di euro, ai quali permarranno quindi azioni della Banca altrimenti destinate all’integrale annullamento. Tanto consentirà, gratuitamente, a tutti gli Azionisti della Banca di restare tali, anche dopo l’abbattimento del capitale per perdite e la sua ricostituzione, e ovviamente potranno venderle (a quel punto venderanno però azioni di una banca solida e quindi più appetibili sul mercato).

2) Azioni gratuite per 20 milioni di euro a tutti i Soci che parteciperanno all’Assemblea

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e Prestiti, d’intesa con Mediocredito Centrale e con i Commissari Straordinari, metterà a disposizione Azioni Gratuite, per un valore totale pari a 20 milioni di euro, destinate ai Soci attuali della Banca (sia persone fisiche che società) che parteciperanno alla prossima Assemblea (a prescindere da come voteranno). La dazione sarà in proporzione in base al numero di azioni detenute ed il calcolo potrà farsi ovviamente solo dopo l’assemblea, quando si saprà chi ha partecipato (e quindi partecipa al riparto di queste azioni) e chi no.

3) Offerta transattiva per le persone fisiche che hanno aderito all’aumento di capitale 2014/15: 2,38 euro per azione (ultimo valore di quotazione HI-MTF) a chi partecipa all’Assemblea

Verrà formulata una proposta transattiva a quei Soci (solo persone fisiche, anche se titolari di ditte individuali, escluse società ed enti) che abbiano aderito ad almeno uno degli aumenti di capitale della Banca, deliberati ed eseguiti nel corso degli esercizi 2014 e 2015 e che parteciperanno alla prossima Assemblea (a prescindere da come voteranno).

Sono esclusi dall’offerta transattiva i clienti della Banca con posizioni in sofferenza o cd. “unlikely to pay”.

La proposta transattiva prevede che la Banca corrisponda un indennizzo pari a 2,38 euro per azione, al netto di eventuali distribuzioni o altri bonus (ad esempio, dividendi distribuiti dalla Banca ai Soci, azioni gratuite,). Si precisa che le cedole incassate con le obbligazioni subordinate NON saranno invece detratte dal risarcimento.

Il beneficiario dovrà rinunciare ad ogni pretesa o azione connessa agli aumenti di capitale della Banca, deliberati ed eseguiti nel corso degli esercizi 2014 e 2015.

La proposta transattiva avrà efficacia solo al raggiungimento di un numero minimo di adesioni pari al 50% dei destinatari della proposta e portatori di un numero di azioni pari al 60% del controvalore in Euro delle azioni stesse, sempre valorizzate al prezzo di euro 2,38 per azione sopra indicato, detenute dai destinatari della proposta.

4) Incentivo per i Soci che parteciperanno all’Assemblea: un warrant per ciascuna azione posseduta, diversa da quelle sottoscritte nell’aumento di capitale 2014/15, oltre ulteriori benefici infra descritti.

A tutti i soci 8sia persone che società o enti) che parteciperanno alla prossima Assemblea (a prescindere da come voteranno), la Banca assegnerà a titolo gratuito un warrant per ciascuna azione detenuta, ossia il diritto (ma non l’obbligo) di sottoscrivere, a partire dal quinto anno successivo all’Assemblea, azioni di futura emissione della Banca sulla base di un prezzo di sottoscrizione che sarà calcolato sulla base del valore futuro della Banca. Ovviamente ci si aspetta che il valore sia superiore a quello attuale, per cui, ad esempio se il prezzo dell’azione attuale scenderà 0,50 centesimi mentre fra 5 anni salirà a due euro, allora grazie al warrant sarà possibile comprare azioni a 0,50 centesimi, lucrando la differenza (i valori sopra scritti sono puramente esemplificativi). 

5) Immissione di risorse necessarie per rendere possibile il pagamento, alle scadenze previste e con la remunerazione stabilita, di tutti gli obbligazionisti subordinati

A tutti gli obbligazionisti, nel rispetto delle varie scadenze (ad es. 25 luglio 2020, 27.11.2020, 30.12.2021), saranno rimborsati integralmente i 283 milioni di euro, e si continueranno a ricevere regolarmente le cedole.

6) Tavolo di Conciliazione di Solidarietà

Tutti i soci che parteciperanno all’Assemblea potranno inoltre accedere al Tavolo di Conciliazione di Solidarietà che sarà istituito e finanziato dalla Banca ed il cui regolamento sarà definito e pubblicato solo dopo l’Assemblea (ovviamente solo in caso di trasformazione in S.p.A.). Al Tavolo di conciliazione non potranno partecipare i soci che hanno comprato nel 2014/2015 e sono beneficiari dell’offerta transattiva (euro 2,38 ad azione) sopra indicata.

I Commissari chiariscono altresì che:

  • gli Azionisti e i Soci della Banca potranno beneficiare di tali interventi solo laddove a seguito dell’assemblea sia approvata la trasformazione della Banca in società per azioni, fatto che costituisce il presupposto per l’ingresso nella compagine sociale del FITD e di MCC, che ricapitalizzeranno la Banca versando un contributo di circa 1,6 miliardi di euro;
  • nell’ipotesi invece in cui la Banca non dovesse trasformarsi in s.p.a. e la complessiva operazione di incremento di capitale riservato a FITD e a MCC non venisse eseguita, nessuno dei predetti interventi potrebbe realizzarsi.

Seguiranno, come nostro solito, informazioni più dettagliate ed aggiornamenti in ordine agli ulteriori sviluppi della vicenda e alla prossima assemblea.

Per informazioni e chiarimenti sulla battaglia in corso, i contatti di Confconsumatori sono:

confconsumatoripuglia@yahoo.it – 3317626869 - 0805230907

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24/02/20 Confartigianato e Confconsumatori a difesa degli azionisti Banca Popolare di Bari stipulano protocollo di intesa

Sono circa 70.000 gli azionisti della Banca Popolare di Bari preoccupati per le sorti dei loro risparmi investiti in azioni e obbligazioni. Tra di essi moltissimi  imprenditori artigiani e commercianti di tutta l’area metropolitana iscritti a Confartigianato.

E’ questa la ragione- spiega il direttore provinciale della Confartigianato di Bari  Mario Laforgia, che ci ha indotti a sottoscrivere un protocollo di intesa con la Confonsumatori, per l’assistenza  e la consulenza legale necessaria a far valere le ragioni di tanti piccoli risparmiatori che oggi si sentono traditi. Il protocollo è stato sottoscritto lunedi 24 Febbraio dai presidenti di Confartigianato Francesco Sgherza e della Confederazione Generale dei Consumatori Antonio Pinto.

Operativamente, ha detto il presidente della Federazione Provinciale e Regionale Confconsumatori  Antonio Pinto, l’accordo prevede una attività preliminare sulla fattibilità giuridica dell’azione legale che verrà svolta gratuitamente in favore degli iscritti Confartigianato.

Il Protocollo ha per oggetto 1a cooperazione attraverso iniziative, quali ad esempio, l‘organizzazione di incontri, convegni, scambio di informazioni e documenti, nonché 1o svolgimento di attività di assistenza e consulenza e “di sportello”, finalizzata al raggiungimento dei comuni obiettivi di tutela tra  Confartigianato e Confconsumatori.

L’attività preliminare di esame di tutta la documentazione utile a valutare la fattibilità giuridica dell’azione legale – volta a tutelare coloro che hanno acquistato azioni della Banca Popolare di Bari nonché di altri Istituti Bancari e similari - sarà svolta gratuitamente dai legali della Confconsumatori. in favore degli associati di Confartigianato, attraverso il solo tesseramento di socio convenzionale ordinario della Confconsumatori.

 La presente attività è svolta da Confconsumatori Puglia nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Puglia, con utilizzo di Fondi del MISE, ripartizione 2018.

Bari, li 24 febbraio 2020

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21/3/20 Coronavirus e imprese: come fare per sospendere subito le rate dei finanziamenti e conservare fino al 30 settembre tutti i fidi e le aperture di credito ricevute, in base al DL “Cura Italia”

Guarda il video al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=KwNGD_vnY70&t=15s

L’art.56 del DL “Cura Italia” consente a tutte le aziende ed anche a tutte le partite Iva (professionisti iscritti ad Albi professionali e non) di accedere immediatamente ai seguenti benefici:

1) tutte le aperture di credito ed i fidi a revoca o a scadenza ed i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti, già esistenti alla data del 29 febbraio 2020, non possono essere revocati, neanche parzialmente, fino al 30 settembre 2020 (sia per la parte utilizzata e sia per quella non ancora utilizzata). Tutti i contratti infatti sono prorogati ex lege alle stesse condizioni.

2) per i mutui, leasing e tutti gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino alla stessa data e il piano di rimborso delle rate oggetto di sospensione è dilazionato, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale e continuare cosi a pagare solo gli interessi.

La norma è fondamentale per le imprese che devono attivarsi subito per bloccare così almeno “un fronte della guerra” economica in atto.

Possono avvalersi del beneficio solo le imprese che non hanno esposizioni debitorie classificate come deteriorate, alla data del 17 marzo. Il beneficio vale nei confronti non solo della banche, ma anche di qualsiasi soggetto abilitato alla concessione del credito.

La domanda di accesso al beneficio deve esser corredata da una dichiarazione, con cui l’impresa autocertifica di aver subito crisi di liquidità, in conseguenza della diffusione dell’epidemia da Covid-19.

E’ un momento storico per far comprendere ai dirigenti delle banche che adesso è a loro che conviene allearsi con famiglie e imprese. Infatti il primo effetto del Covid-19 è che, a seguito della contrazione dei ricavi delle imprese, queste vanno in crisi di liquidità e quindi il rischio di default aumenta. Al contempo però, questo è un problema grave anche per le banche. Infatti la banca si ritrova in portafoglio un debito che da solvibile diviene deteriorato, entra in zona NPL o UTP, costringe l’istituto agli accantonamenti di legge, o a cederlo formalizzando la perdita, in entrambi i casi con inevitabili ricadute sul capitale sociale e sulla perdita di somme da destinare a impieghi che portino reddito.

O le banche si alleano oggi all’economia reale e trovano nuovi strumenti per disciplinare il credito o le seconde a fallire saranno loro. 

Avv. Antonio Pinto - Presidente Confconsumatori Puglia

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