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5/12/19 Banca Popolare di Bari: le Associazioni dei consumatori scrivono al Ministero dell'Economia, Banca d'Italia e Consob

Le Associazioni dei consumatori prendono atto che in data odierna la Borsa ha comunicato che i titoli della Banca Popolare di Bari sono stati temporaneamente sospesi dalle negoziazioni sul Mercato Hi-Mtf, in attesa di notizie ufficiali e certe sugli sviluppi del Piano di rafforzamento patrimoniale della banca.

Ad oggi l’ipotesi di soluzione più accreditata che si sta percorrendo è quella di fornire alla banca un sostegno per la ricapitalizzazione da parte del Fondo Interbancario. Tale sostegno sarebbe collegato all’arrivo di un partner industriale forte, individuato nel Medio Credito Centrale, una banca sostanzialmente controllata al 100% dal Ministero dell’Economia (tramite Invitalia). Contestualmente, per ripulire il bilancio, si prevede la cessione dei crediti deteriorati ad Amco (società controllata anch’essa al 100% dal Ministero).

A fronte di questi sviluppi, le Associazioni hanno deciso concordemente di sciogliere il Comitato che ha una soggettività giuridica insufficiente ed agire sul livello nazionale, e di usare invece il proprio ruolo di Associazioni nazionali riconosciute in forza del Codice del consumo, per chiedere immediatamente:

1)      al Ministero che il Piano di ristrutturazione della banca, che si sta preparando in questi giorni, preveda misure di ristoro serie per i soci, che sono i primi danneggiati dall’attuale situazione. Le Associazioni inoltre chiedono che sia inserita già all’interno della manovra economica che dovrà essere approvata entro fine anno, una cornice normativa di sostegno alla messa in sicurezza della banca e degli azionisti coinvolti.

2)      Alla Banca d’Italia che utilizzi la propria competenza tecnica ed i poteri di cui dispone, per contribuire ad una soluzione che tenga conto del ruolo degli azionisti e salvaguardi la loro posizione, anche rispetto ai tanti asset attivi della banca.

3)      Alla Consob che vigili su eventuali manovre speculative sul titolo della banca.

Tutti i servizi che fino ad oggi sono stati forniti dal Comitato, continueranno ad essere regolarmente svolti dalle Associazioni che lo componevano, presso tutte le proprie sedi pugliesi. A breve anche altre Associazioni si uniranno al lavoro sino ad oggi svolto.

Appena il Ministero ed i soggetti coinvolti, renderanno ufficiale il progetto per la banca, le Associazioni convocheranno un nuovo e sesto incontro pubblico con gli azionisti, per informare sulla base di dati certi e comunicare nuove azioni di tutela, rispetto a quelle già attivate sia in sede giudiziale e sia in sede stragiudiziale dinanzi alle Autorità di Vigilanza. 

 

Le Associazioni: Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Codacons, Confconsumatori, Lega Consumatori,  Unione Nazionale Consumatori.

 

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LO SPORTELLO CONFCONSUMATORI DI TRIGGIANO SULLA GAZZETTA

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno si descrive il lavoro dello Sportello Confconsumatori di Triggiano, con la responsabile avv. ALessandr Taccogna.

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22/11/19 Comunicato del Comitato per la tutela degli azionisti Banca Popolare di Bari

COMUNICATO DEL 22-11-2019 DEL COMITATO PER LA TUTELA AZIONISTI BANCA POPOLARE DI BARI

Cari soci,
sono questi giorni delicati per il futuro della banca e tutti i soci ed è importante far sentire la nostra voce. In queste settimane il Comitato ha continuato a lavorare su tutti i fronti paralleli di tutela. L’interesse primario degli azionisti è recuperare il valore investito nelle azioni e questo può avvenire attraverso due strade: la via del recupero della redditività della banca e quindi del ritorno agli utili, condizione indispensabile per far tornare appetibili e quindi vendibili le azioni, nonché la via giudiziale.

Per quel poco che valgono le nostre forze e le nostre competenze, noi faremo di tutto per evitare che si concretizzi lo scenario di quanto accaduto alle due banche venete, dove chi ha pagato sono stati soltanto azionisti e dipendenti, oltre che il territorio che ha visto diminuire gli impieghi.

Per tale ragione, a questo punto, riteniamo opportuno avviare una raccolte di firme dei soci a sostegno del programma di iniziative da noi proposto fin da gennaio di quest’anno e già portato all'attenzione della banca attraverso l'Osservatorio, ed ancora non adottato. Si tratta di indurre la banca a porre finalmente in essere azioni che, come leggerete, sono finalizzate a garantire redditività all’azienda. All’inizio del prossimo mese organizzeremo un nuovo incontro per raccontarvi lo stato dell’arte sui vari fronti e avvieremo una raccolta firme capillare su tutto il territorio, per dimostrare a tutti che la banca è degli azionisti e non del CDA.

Con riguardo alla via giudiziale abbiamo incamerato tante decisioni favorevoli ad azionisti, abbiamo ottenuto il Tavolo di conciliazione dove per chi ha avviato cause ed ha avuto decisioni favorevoli, la banca ha fatto un primo passo concreto di pacificazione con i suoi azionisti, conciliando con versamento di percentuali significative. Tavolo di conciliazione che rimane operativo in maniera definitiva. A breve saremo in grado di dare i numeri complessivi di quanto il tavolo di conciliazione sta rimettendo nelle tasche degli azionisti.

Infine, abbiamo rilevato che, a tutt’oggi, la disposizione normativa che prevedeva vantaggi per quasi 500 milioni di euro per la banca ed il suo patrimonio, e di riflesso per i suoi azionisti, continua a non trovare concreta attuazione. Anche da questo punto di vista abbiamo sollecitato la politica (inviando una nota ai Parlamentari pugliesi) per sostenere l’attuazione di un provvedimento così importante e di così doverosa attuazione (visto che è una legge dello Stato). È chiaro che qualora non vi fosse un esito positivo e immediato a questa legittima aspettativa il nostro Comitato intraprenderà tutte le manifestazioni pubbliche e le azioni legali possibili a tutela degli azionisti.

Anche il più volte paventato diritto ad un risarcimento per i danni subiti dalla Banca Popolare di Bari, a seguito delle disposizioni europee contro il legittimo intervento del fondo interbancario nell’affare Tercas, sembra svanito nel nulla. Si tratta di centinaia di milioni che di fatto potrebbero essere un asset a favore degli azionisti. Vogliamo quindi lamentare con estremo vigore la latitanza degli organi istituzionali deputati a garantire l’applicazione di leggi dello Stato. La BCE pochi giorni fa ha ritenuto legittimo un salvataggio di una banca tedesca operato con 2,8 miliardi di euro pagati dai Lander, ossia dalle Regioni, ritenendo che quello non è un aiuto di Stato!

Ci opponiamo alla vendita indiscriminata di asset attivi (che sono di proprietà degli azionisti, è bene ricordarlo, e che quindi non possono esser svenduti) e alla chiusura diffusa di sportelli della Popolare di Bari che porterebbe alla riduzione dei servizi offerti ai clienti, specie in aree periferiche e rurali, con riduzione dei ricavi. La necessità di ridurre i costi non deve andare a detrimento del livello dei servizi offerti e anche della possibilità di dedicare personale ad attività remunerative per l’azienda. L’obiettivo è garantire la produttività dei dipendenti (come, ad esempio, il nostro programma di azioni prevede) e non licenziare tante centinaia di persone.

Concludiamo sottolineando che se il piano industriale, che attendiamo ancora di conoscere pubblicamente, dovesse prevedere solo la vendita di asset e beni della banca e licenziamenti, non c’era bisogno di scomodare consulenti e manager e di cambiare il CDA, dai quali invece ci si attende iniziative di rilancio e innovative e non le solite vecchie soluzioni applicate in ogni crisi, dove a pagare sono solo gli azionisti ed i dipendenti, oltre che il territorio che vedrebbe sfumare la più importante banca locale, nell’incredibile silenzio e inerzia delle istituzioni politiche. Inoltre ricordiamo la nostra proposta di creazione di un fondo interbancario che da un lato favorisca maggiore liquidabilità alle azioni e dall’altro formi un “salvadanaio” in grado di intervenire nelle crisi bancarie nel presente e nel futuro; mentre siamo contrari alla creazione di una Spa in alternativa al detto fondo.

Abbiamo ottenuto lo stanziamento di un milione di euro per finanziare un nuovo fondo di solidarietà i cui contenuti saranno oggetto di un prossimo comunicato. Si tratta di un nuovo successo della nostra azione ad esclusivo vantaggio degli azionisti della Popolare di Bari.

Di seguito si indicano i punti di cui si chiede l’immediata applicazione:

1. Procedere alla fusione con almeno un’altra banca popolare del sud in bonis e accedere cosi al vantaggio del DTA sancito dal Decreto Crescita di aprile 2019 e che vale quasi 500 milioni di euro. Non svendere crediti deteriorati (NPL) e crediti incagliati (UTP) che sono attivi della banca, ma creare lo strumento societario che permetta il recupero all’interno del patrimonio della banca (non vogliamo un nuovo caso Banco di Napoli).
2. Costituzione di un Fondo interbancario su base volontaria che garantisca un dividendo agli odierni azionisti e ridia liquidità al titolo azionario. Tale Fondo dovrà essere aperto anche all’apporto di soggetti istituzionali, tra i quali auspichiamo vi sia la Regione Puglia, che permetta in maniera definitiva la soluzione dell’annoso problema della liquidabilità del titolo.
3. Allargare la possibilità di sospendere la corresponsione della sorte capitale di mutui e finanziamenti, anche alle Pmi.
4. Per le aziende del settore agricolo è opportuno offrire, oltre a quanto previsto nel punto precedente, anche un contratto di mutuo misto (e cioè che contempli sia uno scopo predeterminato, sia liquidità) opportunamente garantito, che includa nel proprio costo in termini di interessi anche una assicurazione contro gli eventi atmosferici avversi. In vista del sempre crescente bisogno del territorio di servizi sanitari, che sempre più sono affidati alle strutture convenzionate, prevedere linee di credito particolari per le strutture sanitarie con garanzia pubblica, da abbinare a linee di credito privilegiate per il personale dipendente della c.d.c. cui aggiungere, nel caso di medici, infermieri e figure dirigenziali (privacy, odv, AD etc.) polizze assicurative offerte da compagnie assicurative in partnership con la banca.
5. In vista della necessità di ampliare l’attività delle popolari è necessario meglio utilizzare le risorse umane esistenti e orientarle al dialogo ed all’assistenza effettiva alla clientela (specie quella non ancora fidelizzata, presentando i nuovi prodotti e servizi sopra descritti, creando uffici ad hoc (PMI agricole, start up, manifatturiero, dei servizi etc.., per i consumatori retail con mutui ed altre forme di credito per le p.f.), per le imprese sanitarie etc..
6. Ai clienti che abbiano restituito regolarmente più della metà di quanto prestatogli, la banca può offrire senza oneri di sorta e a valere sulla garanzia già esistente, fino ai due terzi di quanto restituito, alle stesse condizioni originarie. Si tratta di una misura significativa sul piano dimensionale e costituisce, per l’impresa e la famiglia che abbia dato buona prova di se, una “riserva” che conferisce una più grande serenità economica e quindi l’effetto “ricchezza”, senza costi e lungaggini burocratiche, ma in maniera prevedibile ed affidabile.
7. In vista della introduzione del mercato libero dell’energia, la banca può offrire agli azionisti e ai clienti un contratto per la fornitura di energia elettrica (su cui la banca percepisce una commissione) che abbia vantaggi economici notevoli per il cliente (ottenuti grazie alla negoziazione per numeri importanti nella trattativa con la società energetica).
8. Offerta ai correntisti, con sufficiente merito di credito, di un conto corrente che offra un fido a revoca del cliente di 10.000 euro (minimo).
9. Offerta ai mutuatari che abbiano regolarmente onorato tutti i propri impegni, della possibilità di ottenere ulteriore credito fino all’ammontare del capitale già restituito, a rata costante, condizioni inalterate (o migliorative) allungando proporzionalmente la durata del mutuo.
10. Costituire un nuovo Tavolo di conciliazione per coprire anche chi ha avviato una causa nel corso del 2019 ed offrire agli aderenti la possibilità di optare per un affidamento a revoca dell’azionista, di importo pari o poco inferiore al lamentato, in alternativa alla dazione della somma di denaro frutto della conciliazione.
11. Informativa sui contenuti concreti del progetto industriale – sino ad oggi genericamente enunciato - di trasformazione ovvero di creazione di una SPA. Formale rassicurazione che il valore dell’azione, in tale ipotesi, rimanga quello di perizia.
IL COMITATO PER LA TUTELA DEGLI AZIONISTI DELLA BANCA POPOLARE DI BARI
Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Codacons, Confconsumatori, Lega Consumatori Bari, Unione Nazionale Consumatori.

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3/11/19 Antonio Pinto intervistato da Repubblica sulle ragioni degli azionisti della Banca Popolare di Puglia e Basilicata e di Banca Popolare Pugliese

Oltre ai noti problemi in cui versa la Popolare di Bari, anche gli azionisti delle altre due banche popolari pugliesi si ritrovano azioni illiquide e in forte ribasso.

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24/10/19 BIO-ON, CHI DOVEVA GARANTIRE GLI AZIONISTI: IL NOMINATED ADVISOR, LO SPECIALISTA, LA SOCIETA’ DI REVISIONE.

La Procura di Bologna ha rapidamente dato seguito alle indagini nei confronti della società Bio-On, produttrice di bio-plastiche speciali e quotata sull’AIM. Le accuse dei Giudici sono pesanti: aver falsato i bilanci e le comunicazioni sociali e aver manipolato il mercato dei risparmiatori. La Guardia di Finanza ha intanto meritoriamente sequestrato circa 150 milioni di euro e le negoziazioni del titolo sono state sospese.

Nelle 39 pagine di ordinanza del Tribunale di Bologna ci sono i dettagli di tutte le operazioni fittizie, le informazioni obbligatorie al mercato omesse e l’entità dei ricavi non veritieri che – secondo l’accusa del PM - dal 2015 al giugno scorso Bio-on ha divulgato al fine di rendere più appetibili sul mercato le azioni della società.

La società ha bruciato quasi un miliardo di capitalizzazione, che purtroppo è per la gran parte in mano ai piccoli investitori.

Secondo l’avv. Antonio Pinto, legale di Confconsumatori: “Nei prossimi giorni studieremo le condotte e le possibili responsabilità risarcitorie, in sede civile, di tre soggetti che dovrebbero svolgere funzioni di tutela del mercato dei risparmiatori che investono sull’AIM, ossia il Nominated Advisor, lo Specialista e la Società di revisione. Infatti, se dopo aver studiato i documenti sociali resi obbligatoriamente pubblici, dovessimo verificare la sussistenza di gravi negligenze, i tre soggetti indicati sarebbero responsabili, in solido fra loro, per i danni cagionati ai terzi investitori, a seguito di propri inadempimenti o illeciti”.

Le principali responsabilità che normativamente sono in capo al NOMAD riguardano la valutazione dell’idoneità e dell’appropriatezza della società che presenta la domanda di ammissione, oltre che l’assistenza e la guida dell’emittente nel rispetto delle responsabilità derivanti dal regolamento emittenti, sia in occasione dell’ammissione e sia dopo su base continuativa. Il NOMAD deve inoltre fornire pareri e indicazioni agli amministratori della società circa gli obblighi e le responsabilità che derivano dall’ammissione all’AIM Italia e deve assicurarsi che ne siano consapevoli. Il Nomad della Bio-On è stato – dalla quotazione e sino a settembre scorso – la Envent Capital Markets, con sede italiana in Roma.

La società di revisione provvede alla verifica contabile ed alla certificazione dei bilanci. Per i bilanci degli ultimi due anni di Bio-On, la società di revisione è stata Ernst & Young.

Lo “Specialista” è obbligatoriamente previsto dal regolamento di AIM Italia, al fine di garantire la liquidità dei titoli, una volta che la società è ammessa alle negoziazioni. Lo specialista ha essenzialmente il compito di effettuare l’attività di market maker: ossia acquistare i titoli nel momento in cui il mercato vende e venderli nel momento in cui il mercato acquista. Si impegna dunque a sostenere la liquidità del titolo. Inoltre lo specialista ha il compito di predisporre periodicamente studi e ricerche sulla società quotata da rendere disponibili agli investitori che potranno così essere a conoscenza dell’andamento della società e delle strategie future. Lo Specialista è stato Banca Finnat Euramerica S.p.A., la quale, in una nota diffusa al mercato il 13 dicembre scorso, dinanzi a un prezzo di euro 53,60 ad azione, forniva l‘indicazione di comprare, indicando come target price, ben 86 euro ad azione.

Secondo Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori: “la rete di protezione sull’AIM non ha minimamente funzionato e questo ha consentito di bruciare quasi un miliardo di euro di risparmio privato. Chiederemo a Borsa Italiana se e quali provvedimenti intende adottare nei confronti delle figure professionali che avrebbero dovuto affiancare la BIO-ON, anche a tutela dei piccoli risparmiatori.

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17/9/19 Confconsumatori in Consap per il Fondo Indennizzi Risparmiatori

Lunedì 16 settembre l'avv. Antonio Amendola e Sara Bitetti di Confconsumatori hanno partecipato, come delegati dell'Associazione, all’incontro organizzato dalla Consap per l’accesso al Fondo indennizzo Risparmiatori (FIR), con le Associazioni dei consumatori che seguono gli azionisti delle banche in default.  Nel corso dell’incontro, l'avv. Amendola ha evidenziato alla Segreteria tecnica della Consap diverse criticità tecnico-giuridiche riscontrate da molti risparmiatori nell’ambito della procedura telematica attivata per formulare le richieste di accesso al Fondo Indennizzo.

Tra le novità più significative emerse nell’incontro, si segnala che:

  1. a seguito di delibera adottata dalla Commissione tecnica, l'eventuale delega  alla presentazione dell'istanza non richiede l'autentica della firma;
  2. nei prossimi giorni la Consap incontrerà gli istituti di credito coinvolti nella vicenda, per la predisposizione di un unico modello di attestazione da consegnare ai risparmiatori, per comprovare l’acquisto dei titoli, la loro quantità residua e l’importo investito;
  3. le perplessità manifestate dai partecipanti (ad es. inerenti le obbligazioni convertibili, il valore residuo delle subordinate da indicare nella domanda, le modaltà di rilascio dei certificati da parte delle banche) saranno sottoposte alla Commissione tecnica che farà conoscere le proprie determinazioni nelle prossime settimane.

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15/9/19 Banca Popolare di Bari: l’avv. Antonio Pinto di Confconsumatori intervistato da Repubblica sulla sentenza con cui la Corte di Appello di Bari ha rigettato integralmente l’opposizione della Banca Popolare di Bari

 

La Corte di Appello di Bari, con sentenza ampiamente motivata, la scorsa settimana ha rigettato l’opposizione della banca ed ha confermato tutte le sanzioni inflitte dalla Consob alla BPB ed ai suoi dirigenti. Tale sentenza, in concreto rafforza le ragioni giuridiche degli azionisti, perché rimane autorevolmente confermato che la banca nei tre aumenti di capitale svolti fra fine 2012 ed il 2015, ha violato obblighi informativi rilevanti, il principio di adeguatezza fra le azioni vendute e il profilo di rischio effettivo degli acquirenti, non ha garantito il corretto funzionamento del mercato di negoziazione interno delle azioni. Al di là della conferma delle sanzioni economiche ai vertici della banca, è importante che la Corte abbia confermato la sussistenza delle condotte illegittime in sede di vendita delle azioni, accertate dalle ispezioni Consob anche grazie ai tanti esposti proposti da azionisti assistiti giuridicamente dal Comitato per la tutela degli azionisti BPB.

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31/7/19 Comitato per la tutela degli azionisti della BPB: Comunicato ai soci.

L’assemblea della banca ha approvato il bilancio 2018 con una perdita di circa 420 milioni. La raccolta totale è scesa, a riprova del basso tasso di fiducia dei clienti.

I nuovi componenti del CDA sono essenzialmente tutti espressione esclusivamente dell’antico gruppo dirigente.

1 Abbiamo già lamentato lo svuotamento del valore del diritto di voto dell’azionista, proprietario della Banca, relegato a mero ratificatore di scelte altrui. Oggi si evidenzia il disprezzo del suo ruolo, la cui fiducia ormai è stata travolta, ritrovandosi ad avere un Cda ancora privo di un progetto operativo credibile e condiviso con i soci, i quali ad oggi non sanno neppure quali saranno le reali conseguenze della ventilata creazione di una S.p.A. che ancora oggi vengono taciute agli azionisti. Omissione questa, che viola il principio fondamentale di informazione corretta e completa da riconoscere agli azionisti. Questo toglie ogni valore sostanziale alla Assemblea e alle sue decisioni e impone una fase di chiarezza su quanto accaduto e quanto in programma.

2 Ci chiediamo se anche la Vigilanza sia all’oscuro delle scelte che la banca intende effettuare e comunque cosa intende fare per risanare questo vuoto enorme di trasparenza nei confronti degli azionisti.

3 Si conferma così la correttezza della nostra proposta di trasformare -su volontà dell’azionista- le azioni in titoli privi del diritto di voto (assicurando in cambio un dividendo minimo al titolo), stante la sostanziale inutilità del voto stesso.

4 La opacità e la mancanza di coinvolgimento dell’azionariato nelle scelte del management, non solo sono una violazione della normativa vigente, ma accrescono i legittimi dubbi e dicerie incontrollate e diffuse nella popolazione, che sono fortemente lesive degli interessi degli azionisti e purtroppo anche della stessa Banca, istituzione importante per il territorio che sarebbe invece utile salvaguardare.

5 I comportamenti sleali rendono impossibile ogni azione diversa da quelle legali in tutte le sedi civili e penali, con particolare attenzione non solo alle posizioni singole dei soci, ma anche alle future determinazioni del CDA, e quindi il Presidente Canio Trione convocherà l’assemblea dei soci a settembre in cui rassegnerà le sue dimissioni irrevocabili, in polemica sia con il management passato, sia con quello attuale, sia con la Vigilanza.

6 Il Comitato procederà con la necessaria fermezza a tutelare gli azionisti in questo difficile frangente.

Il Presidente del Comitato degli azionisti Canio Trione, Adiconsum (Vincenzo Riglietta), Adusbef (Vincenzo Laudadio), Assoconsum (Francesco Decanio), Codacons (Antonio Scalioti), Confconsumatori (Antonio Pinto), Lega Consumatori Bari (Angela Forcina), Unione Nazionale Consumatori (Andrea Cardinale). 

Per info e contatti: 3317626869 - confconsumatoripuglia@yahoo.it

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5/7/19 LE RICHIESTE DEL COMITATO AZIONISTI ALLA BANCA POPOLARE DI BARI

Il progetto di bilancio 2018 della banca ha visto dare numeri diversi per tre volte in un mese, numeri sempre in peggioramento: non ricordiamo che vi sia mai stato un precedente storico analogo.

L’assemblea è stata spostata per ben due volte, ed ora è fissata a domenica 21 luglio, ma non si conosce ancora l’ordine del giorno, la lista dei candidati al Consiglio di Amministrazione, il progetto di bilancio che si sottoporrà ai soci, perché la banca ritiene di dover attendere l’ultimo giorno utile di legge in cui poterlo fare. Contestiamo da sempre questo modo di procedere.

Gli ultimi segnali, in ordine cronologico, che arrivano dalla banca dimostrano (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che l'urgenza maggiore per  la banca èmeritare e recuperare la fiducia dei suoi veri ed unici proprietari, ossia degli azionisti, i quali peraltro sono anche correntisti e quindi clienti.

La possibilità di capitalizzare i 500 milioni di euro messi a disposizione dalla nuova normativa, nonché la causa verso la Commissione europea per il caso Tercas sono due dati positivi, ma attengono uno ad un’operazione contabile ed un altro ad una causa giudiziale. Invece oggi serve un Consiglio di Amministrazione che sia rinnovato e abbia un progetto per ridare redditività alla banca e liquidabilità al titolo azionario.

A fronte di tanto l’assemblea del 21 luglio potrebbe essere una delle ultime occasioni possibili per la banca per cercare di recuperare il rapporto con i suoi soci e clienti, ma per fare questo occorrono azioni concrete e non parole di generica rassicurazione.

Il Comitato ritiene un requisito minimo di buon senso e di correttezza che – dopo tutto quello che è accaduto - fra gli undici componenti del Consiglio di Amministrazione, vi sia il presidente del Comitato, Canio Trione, che è un economista, con esperienza universitaria, autore di varie pubblicazioni scientifiche sui temi economici, quindi con un curriculum idoneo per fare parte del CDA. In secondo luogo, la sua nomina garantirebbe la presenza di una persona che è espressione diretta dei piccoli azionisti della banca, i quali oggi hanno la netta percezione di non essere rappresentati all’interno del Consiglio. In terzo luogo, è l’unico di cui i soci possono conoscere quali siano le idee ed i programmi per ridare stimolo alla banca ed al titolo azionario.

Il Comitato degli azionisti, a fronte della solitudine in cui è stato lasciato in questi tre anni da parte di vari “poteri locali”, può vantare di aver affiancato i piccoli azionisti per i seguenti fatti: 1) informazione costante ai soci, per spiegare i vari eventi di questo triennio, attraverso la mailing list diretta, incontri sul territorio pugliese, social-media delle Associazioni componenti e mass media seri che hanno voluto pubblicare i comunicati che inviavamo; 2) Due milioni di euro di Fondo di solidarietà devoluti a soci che erano in situazioni critiche; 3) 3,5 milioni di euro per il primo tavolo di conciliazione che la banca ha deliberato, per i soci che hanno avviato una causa nel 2018; 4) cause per gli azionisti che avevano comprato le azioni con violazioni delle regole di tutela; 5) assistenza dinanzi alle Autorità di Vigilanza per esporre fatti lesivi; 6) introduzione di un mutuo con clausola specifica che prevede la facoltà di sospensione della rata, per tre volte e fino a tre anni; 7) fidi a tasso agevolato per azionisti in crisi di liquidità; 8) elaborazione di una progettualità tecnicamente idonea a ridare redditività alla banca che, fra le altre proposte, prevede: a) costituzione di un Fondo che garantisca un dividendo e ridia liquidità al titolo azionario; b) allargare la possibilità di sospensione della corresponsione della sorte capitale di mutui e finanziamenti, anche alle Pmi. c) Per le aziende del settore agricolo è opportuno offrire, oltre a quanto previsto nel punto precedente, anche un contratto di mutuo misto (e cioè che contempli sia uno scopo predeterminato, sia liquidità) opportunamente garantito, che includa nel proprio costo in termini di interessi anche una assicurazione contro gli eventi atmosferici avversi a favore della banca. d) Ai clienti che abbiano restituito regolarmente più della metà di quanto prestatogli, la banca può offrire senza oneri di sorta e a valere sulla garanzia già esistente, fino ai due terzi di quanto restituito, alle stesse condizioni originarie. Si tratta di una misura significativa sul piano dimensionale e costituisce, per l’impresa e la famiglia che abbia dato buona prova di se, una “riserva” che conferisce una più grande serenità economica e quindi l’effetto “ricchezza”, senza costi e lungaggini burocratiche ma in maniera prevedibile ed affidabile. e) In vista della introduzione del mercato libero dell’energia, la banca può offrire agli azionisti un contratto per la fornitura di energia elettrica (su cui la banca percepisce una commissione) che abbia vantaggi economici notevoli per il cliente (ottenuti grazie alla negoziazione per numeri importanti nella trattativa con la società energetica). f) In vista della necessità di ampliare l’attività delle popolari è necessario meglio utilizzare le risorse umane esistenti e orientarle all’assistenza effettiva e di servizi utili per la clientela.

Su queste proposte chiediamo che la banca si confronti, non in maniera strumentale per “superare” il 21 luglio, ma per dimostrare di avere la capacità – con i fatti - di recuperare la fiducia dei suoi soci e clienti dal 22 luglio.

Bari, li 05 luglio 2019

Il Comitato degli azionisti: Adiconsum (Vincenzo Riglietta), Adusbef (Vincenzo Laudadio), Assoconsum (Francesco Decanio), Codacons (Antonio Scalioti), Confconsumatori (Antonio Pinto), Lega Consumatori Bari (Angela Forcina), Unione Nazionale Consumatori (Andrea Cardinale).

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