News


Image

30/1/19 LE RICHIESTE DEL COMITATO AZIONISTI ALLA BANCA POPOLARE DI BARI, AL GOVERNO ED ALLE AUTORITA’ DI VIGILANZA

LE RICHIESTE DEL COMITATO AZIONISTI ALLA BANCA POPOLARE DI BARI, AL GOVERNO ED ALLE AUTORITA’ DI VIGILANZA

Da notizie di stampa di testate nazionali abbiamo appreso che la banca ha deciso di procedere unilateralmente alla definizione di un piano industriale (di cui ancora oggi non sono chiari i contenuti), senza coinvolgere minimamente i suoi azionisti.

Nella prospettiva della prossima assemblea dei soci, intendiamo ribadire con forza i punti essenziali che riteniamo essere il minimo necessario, per ridare fiducia ai soci, aumentare la redditività della Banca e quindi la liquidabilità delle sue azioni a prezzi più elevati e crescenti.

L’esito delle ispezioni Consob, culminate nelle tre recenti Delibere che hanno sanzionato la banca per varie violazioni delle regole in materia di collocamento e negoziazione delle azioni, ed anche le Decisioni favorevoli dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie, ottenute dai legali dal Comitato, che hanno condannatola banca a risarcire 15 azionisti per vari inadempimenti riscontrati nella vendita delle azioni, fanno capire che la stragrande maggioranza degli azionisti della BPB non sono avidi speculatori, ma semplici risparmiatori che confidavano in un investimento sicuro ed invece sono stati vittime, proprio come accaduto in altre banche.

Per tali ragioni chiediamo al Governo di trattare in modo identico situazioni uguali: 1) gli azionisti della BPB devono poter accedere anche loro al Fondo Indennizzi Risparmiatori che è stato apprezzabilmente creato con l’ultima Finanziaria. 2) Come in Carige e MPS chiediamo che sia lo Stato a garantire l’emissione di obbligazioni subordinate, che servano eventualmente a ricostituire il capitale sociale necessario. La ricapitalizzazione precauzionale è già coperta dal Fondo da 20 miliardi creato nel 2016, usato solo in parte fino ad oggi per MPS e già messo a disposizione per Carige, laddove non ci siano investitori privati. 3) Cambiare il DL n.3/2015 e prevedere che in caso di trasformazione in S.p.A. e di recesso del socio, quest’ultimo deve avere diritto a ottenere dalla banca il rimborso del valore della quota, almeno nominale secondo ultimo bilancio noto (e quindi nel caso di BPB cinque euro). 4) Introdurre per legge (basterebbe un piccolo emendamento) la possibilità di usare la class action anche nei casi di risparmio tradito.

Alla banca chiediamo: 1) I proprietari delle azioni oggi in circolazione devono poter scegliere di convertire le loro azioni in altro titolo con un rendimento minimo certo e che per questo sia reso più liquido. 2) E’ necessario che il contratto di mutuo da noi suggerito e oggi introdotto tra i prodotti della banca (il c.d. mutuo break che consente al cliente la facoltà di sospendere unilateralmente i pagamenti per tre periodi, non superiori ad un anno ciascuno), avendo riscontrato il pieno gradimento di tanti risparmiatori, venga allargato ed applicato anche al mondo delle imprese ed applicato a tutte le forme di erogazione del credito. 3) Non svendere crediti deteriorati (NPL) e crediti incagliati (UTP) che sono attivi della banca, ma creare lo strumento societario che permetta il recupero all’interno del patrimonio della banca (non vogliamo un nuovo caso Banco di Napoli). 4) Stipulare una “convenzione soci” che attribuisca agli stessi una serie di diritti e servizi aventi valore economico, e che venga applicata a tutti, sia informando i propri funzionari della sua esistenza, sia informando la clientela dei vantaggi in essa contenuti. Fra i servizi contenuti a favore dei soci che hanno acquistatole azioni sino al 31.12.15,  a titolo esemplificativo, vi dovrà essere una polizza quinquennale, il cui premio dovrà esser pagato dalla banca, e che alla scadenza, garantirà al beneficiario una somma pari al valore nominale dell’investimento azionario (sull’esempio di quanto fece banca Mediolanum in favore degli acquirenti di obbligazioni Lehman Brothers).. 5) Quando la banca perde dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, deve pagare i suoi azionisti nei 30 giorni di legge, cessando l’attuale condotta di rimanere inadempiente e prender tempo, costringendo così l’azionista a chiedere al Tribunale di confermare la decisione chiarissima dell’ACF. 6) Creare un collegamento stabile fra l’ufficio reclami della banca ed il Comitato, anche con la creazione di un tavolo di conciliazione paritetico, nel quale esaminare per davvero i reclami, e che permetta di giungere a soluzioni e/o conciliazioni per i casi che rientrano nei Regolamenti Consob (sull’esempio della commissione paritetica di conciliazione, costituita da Banca Intesa per i titoli Parmalat). 7) Appare indispensabile che le operazioni ed iniziative che si vorranno prendere, vengano da parte del management della banca previamente condivise con la platea degli azionisti, in modo che questi si rendano conto della loro natura, anche per fugare dubbi e voci incontrollate ed essere davvero partecipi della proprietà di cui essi sono titolari.

Confidiamo altresì che le Autorità di Vigilanza siano vicine ai risparmiatori in questa vicenda.

Il presente comunicato sarà inviato formalmente al Ministero dell’Economia e Finanze, ai parlamentari pugliesi, alle Autorità di Vigilanza ed alla banca, oltre che agli organi di stampa.

Ci impegniamo a tenere aggiornati i nostri soci sulle risposte che riceveremo.

 

IL COMITATO: ADICONSUM, ADUSBEF, ASSOCONSUM, CODACONS, CODICI, CONFCONSUMATORI, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI. 

per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it - 3317626869

Continua...

Image

23/1/19 Intervista del Sole 24 ad Antonio Pinto di Confconsumatori, sule sanzioni Antitrust alle società finanziarie, in tema di vendite auto

Intervista sul Sole 24 Ore ad Antonio Pinto, presidente regionale di Confconsumatori, per descrivere le pesanti sanzioni dell'Antitrust alle tante società finanziarie che hanno fatto cartello e le ragioni giuridiche dei cittadini che hanno comprato un auto, avvalendosi di queste finanziarie. Gli avv. Antonio Amendola e Rossana Lopedote hanno collaborato allo studio della vicenda.

https://www.ilsole24ore.com/art/risparmio/2019-01-23/automobilisti-la-class-action-103340.shtml?uuid=AEiBkTGH

 

Continua...

Image

Banca Popolare di Bari: Comunicato del Comitato azionisti del 16.1.19

Da notizie di autorevoli organi di stampa si è appreso che il 23 gennaio, il CDA della banca si appresterebbe ad approvare un Piano industriale, i cui termini sono - incredibilmente – del tutto sconosciuti agli azionisti.

Il Comitato di tutela degli azionisti intende ricordare alla Banca che i soci delle Popolari ne sono contemporaneamente i proprietari, i clienti e gli azionisti, avendo investito i propri risparmi nell’acquisto delle azioni, e quindi ogni modifica nella gestione della banca deve avvenire nell’ottica di una valorizzazione del loro investimento.

Il Comitato vigilerà in modo che tale ovvio principio venga rispettato sempre e da tutti, nè si vede come si possa immaginare il rilancio di qualsivoglia azienda senza la convinta partecipazione dei propri azionisti o addirittura contro di essi. Quindi ogni intervento sul capitale sarà da noi osteggiato se, anziché produrre valorizzazione degli investimenti fatti, fosse inteso addirittura a ridurre ulteriormente il valore delle azioni esistenti.

Gli interventi sul capitale vanno preventivamente concordati con gli azionisti e non imposti, anche al fine di bilanciarli con interventi a tutela concreta degli azionisti attuali. Purtroppo tutti gli interventi sul capitale del recente passato, realizzati da altre banche prescindendo dalla volontà e dalla condivisione degli azionisti hanno prodotto enormi distruzioni di risparmi dei cittadini, avversione ulteriore all’investimento azionario, premorienza delle banche “curate”. Tutte cose che hanno ulteriormente minato la fiducia dei risparmiatori verso l’intero mercato mobiliare, con gravissime ripercussioni sistemiche.

Appare quindi poco corretto da parte della banca, approvare un piano industriale senza nessun confronto e concertazione con gli azionisti. Invitiamo pertanto la banca sia a far conoscere i propri intenti e sia ad accettare un confronto su proposte che vadano incontro alle attese degli azionisti e consentano di definire al più presto ed insieme, provvedimenti concreti per superare l’attuale situazione.

IL COMITATO: ADICONSUM, ADUSBEF, ASSOCONSUM, CODACONS, CODICI, CONFCONSUMATORI, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI.

Info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it - 3317626869

 

 

Continua...

Image

11/1/2019 Cartello abusivo nei finanziamenti per la vendita delle auto: i consumatori possono chiedere il risarcimento del danno grazie all'Antitrust

LA SANZIONE DELL’ANTITRUST - Con Provvedimento del 9.1.2019, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato le principali case automobilistiche e le loro finanziarie (c.d. captive banks) per aver posto in essere – per il periodo compreso tra il 2003 e il 2017 – un “cartello” segreto, finalizzato a restringere il gioco della concorrenza all’interno del mercato interno.I soggetti coinvolti sono: a) sia le società automobilistiche BMW AG, Daimler AG, FCA Italy S.p.A.(Fiat), Ford Motor Company, General Motors Company, Renault, Toyota Motor Corporation, Volkswagen AG; b) sia le società finanziarie ad esse collegate, che erogavano i prestiti in favore degli acquirenti delle autoBanca PSA Italia S.p.A., Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, Mercedes Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A.,CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., General Motor Financial Italia S.p.A., RCI Banque S.A., Toyota Financial Services Plc., Volkswagen Bank GmbH. In sostanza, l’Antitrust ha accertato che le società finanziarie (c.d. captive banks) dei principali gruppi industriali automobilistici attivi in Italia, per un lungo periodo e attraverso un intenso scambio di informazioni in merito ai tassi, costi e prezzi applicati, hanno realizzato un’intesa restrittiva della concorrenza.

GLI EFFETTI DEL CARTELLO SUI CONSUMATORI - Secondo il Presidente di Confconsumatori Puglia, avv. Antonio Pinto: “La condotta illegittima posta in essere dalle imprese coinvolte ha leso, gravemente, sia il corretto funzionamento del mercato, sia il diritto del consumatore finale ad effettuare una scelta contrattuale libera e consapevole, in un regime di libera concorrenza”.È infatti evidente che il cartello, così come accertato dall’Antitrust, disincentiva ogni diversa politica commerciale e si traduce, comunque, in un’applicazione di prezzi naturalmente più elevati di quelli che sarebbero stati  praticati in assenza dell’intesa illecita. Tutto a svantaggio del consumatore finale che, così, si ritrova a dover pagare costi e oneri finanziari di gran lunga superiori a quelli che sarebbero stati praticati in un regime di effettiva concorrenza.

COME AGIRE PER RICHIEDERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO  -“In ipotesi di cartello accertato dall’Antitrust” precisano gli Avvocati di Confconsumatori Antonio Amendola e Rossana Lopedote “la nuova normativa introdotta con il decreto legislativo n. 3 del 2017 garantisce una maggiore tutela per le vittime degli illeciti anticoncorrenziali. Viene riconosciuto, a ciascun soggetto leso, il diritto di agire, anche in via collettiva ovvero attraverso la class action, per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti. In base alla Legge e all’orientamento dominante della Giurisprudenza, il provvedimento sanzionatorio adottato dall’Antitrust, non solo accerta la condotta anticoncorrenziale contestata, ma inverte l’onere della  prova a favore del consumatore, consentendo di presumere l’esistenza del danno cagionato dal cartello ”.Pertanto, chiunque abbia acquistato un autoveicolo nuovo e/o usato, mediante un finanziamento stipulato con una delle finanziarie sanzionate (vedi elenco completo sopra indicato), nel periodo compreso tra l’anno 2003 e il 2017, può richiedere il risarcimento del danno subito, che secondo l’art.1 del D.Lgs. 3/2017 è pari al sovrapprezzo sugli oneri e costi finanziari versati da ciascuno a causa del cartello, oltre agli interessi su tale somma.

A tutela dei consumatori coinvolti, la Confconsumatori propone di partecipare ad un’azione collettiva unica nei confronti delle società automobilistiche e delle finanziarie collegate sanzionate dall’AGCM, al fine di richiedere l’integrale risarcimento del danno subito.

Per info e contatti scrivere a confconsumatoripuglia@yahoo.it; o telefonare al 3317626869.

 

 

 

 

 

 

Continua...

Image

8/1/2019 Intervista di Repubblica Economia al presidente di Confconsumatori Puglia avv. Antonio Pinto: per Banca Popolare di Bari i consulenti della Procura penale hanno concluso il loro lavoro. 70.000 azionisti attendono l'esito.

Nuovo aggiornamento sul caso della Banca Popolare di Bari: dopo la mancata trasformazione della banca in Spa
si teme un nuovo aumento di capitale. Antonio Pinto, Presidente di Confconsumatori, intervistato su Repubblica Economia dell'8.1.2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere l'articolo, cliccare sul seguente link https://www.facebook.com/Confconsumatori/photos/a.594604330558672/2301190106566744/?type=3&theater

Continua...

Image

4/1/19 COME ACCEDERE AL FONDO DI INDENNIZZO DEI RISPARMIATORI, PER AZIONI E OBBLIGAZIONI SUBORDINATE DI BANCHE IN LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA

di avv. Antonio Pinto

Nella legge 30 dicembre 2018, n. 145, è stato istituito un Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) gestito dal Ministero per l’Economia, con una dotazione iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Il FIR eroga indennizzi a favore dei risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro controllate, poste in liquidazione coatta amministrativa, in ragione delle violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza, ai sensi del Testo Unico in materia di Intermediazione Finanziaria.

Hanno accesso alle prestazioni del FIR i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, le associazioni, nonché le microimprese (quelle che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro), in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di messa in liquidazione, ovvero i loro successori e aventi causa, ossia anche a chi abbi ereditato, ricevuto o comprato in seguito tali titoli.

 La misura dell'indennizzo per gli azionisti è commisurata al 30 per cento del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. La misura dell'indennizzo per gli obbligazionisti subordinati è invece commisurata al 95 per cento del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. L'indennizzo è corrisposto al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione con le banche, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento, nonché – per le obbligazioni subordinate - del differenziale cedole percepite rispetto a titoli di Stato di durata equivalente.

Le banche interessate sono: Veneto Banca, Popolare di Vicenza, (loro controllate ossia Banca Apulia e Banca Nuova) Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto e Bcc Padovana.

Con un Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 30 gennaio prossimo, saranno definite le modalità di presentazione della domanda di indennizzo, ed il relativo procedimento amministrativo. In particolare sarà istituita una commissione tecnica per l'esame e l'ammissione delle domande all'indennizzo del FIR, composta da nove membri. La domanda di indennizzo, corredata di idonea documentazione attestante i requisiti richiesti (risparmiatore non qualificato, acquisto dei titoli, pregiudizio ingiusto da parte delle banche in l.c.a., ecc.) dovrà esser inviata al Ministero dell'Economia e delle Finanze (anche a mezzo PEC), entro il termine di 180 giorni dalla pubblicazione del citato decreto. I risparmiatori che documentano, nella domanda di indennizzo, un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a 35.000 euro nell'anno 2018, saranno soddisfatti con priorità cronologica.

Per chi si associa a Confconsumatori nel 2019, l’Associazione fornirà assistenza gratuita per l’intero procedimento.

Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it; - cell: 3511336973

Continua...

Image

27/12/2018 Banca Popolare di Bari: il presidente di Confconsumatori Puglia, avv. Antonio Pinto, intervistato da EPOLIS

Articolo di Epolis sulle banche popolari pugliesi, con intervista al presidente di Confconsumatori Puglia sulle azioni promosse e vinte nei confronti della Banca Popolare di Bari.

https://www.facebook.com/epolisbariinweek/photos/pcb.2398530333522125/2398517346856757/?type=3&theater

Continua...

Image

18/12/18 Comunicato del Comitato per la tutela degli azionisti della Banca Popolare di Bari

18/12/18 Comunicato del Comitato per la tutela degli azionisti della Banca Popolare di Bari. 
La Consob ha sanzionato nuovamente la Banca Popolare di Bari con Delibera n.20722, pubblicata oggi 18.12.2018, per le seguenti motivazioni: “Ritenute conclusivamente accertate, sulla base delle risultanze istruttorie, le sopra indicate violazioni, per avere la Banca omesso di comunicare al pubblico le informazioni su eventi e circostanze rilevanti, con specifico riferimento: a) alla determinazione del prezzo delle azioni BPB sulla base delle situazioni contabili al 31 dicembre 2013, 31 dicembre 2014 e 31 dicembre 2015, approvato nelle sedute del C.d.A. del 9 aprile 2014, 25 febbraio 2015 e 7 aprile 2016; b) alla determinazione del prezzo delle azioni BPB, nell'ambito delle operazioni di aumento di capitale poste in essere nel 2014 (seduta del C.d.A. del 6 novembre 2014) e nel 2015 (seduta del C.d.A. del 25 febbraio 2015).”
In sintesi la Consob rileva come – nel corso degli ultimi due aumenti di capitale eseguiti dalla BPB - siano state omesse ai risparmiatori acquirenti, informazioni fondamentali inerenti il prezzo delle azioni vendute.
Per tali ragioni la banca è stata sanzionata anche con una multa per un importo complessivo di euro 170.000,00. Ovviamente per gli azionisti non è tanto rilevante la sanzione pecuniaria comminata, quanto soprattutto l’accertamento svolto da Consob sulle condotte della banca in occasione degli ultimi due aumenti di capitale. Infatti, tale nuovo accertamento della Consob è un’autorevole rafforzamento delle ragioni giuridiche degli azionisti che contestano alla banca di aver venduto loro le azioni, violando la normativa imposta dal Testo Unico della Finanza.

Il Comitato ha altresì appreso dalla stampa che la banca ha deciso di cooptare nel consiglio di amministrazione, il dr. Vincenzo De Bustis, quale consigliere delegato, di nominare altresì il prof. Giulio Sapelli Vicepresidente esecutivo, nonché il dr. Gregorio Monachino quale nuovo Direttore generale.
Il Comitato ricorda alla banca che gli azionisti e gli obbligazionisti non sono minimamente appassionati o interessati al risiko delle poltrone all’interno della governance dell’ente, ma sono interessati esclusivamente: a) alla definizione di un qualche progetto che sia capace di garantire dividendi e liquidità al valore dell’azione; b) al rispetto da parte della banca delle decisioni di condanna in favore degli azionisti, come qualsiasi altra banca - in bonis ed istituzionalmente seria - fa in Italia; c) alla valorizzazione degli asset della banca, che sono sostanzialmente di proprietà degli azionisti e degli obbligazionisti creditori, e quindi alla loro non dismissione o cessione, sotto qualsiasi forma giuridica, salvo che il valore congruo derivato non sia destinato totalmente a vantaggio dei soci; d) a un metodo di confronto e di trasparenza sulle decisioni inerenti il futuro della banca che impattano sulla situazione degli azionisti e degli obbligazionisti (trasformazione in S.p.A. e percorso collegato, rafforzamento patrimoniale, definizione di uno strumento finanziario innovativo capace di ridare smalto al titolo oggi detenuto dagli azionisti, cessione di asset sotto qualunque forma giuridica ed altro ancora). 
Il Comitato fin da oggi dichiara formalmente che, laddove dovessero eventualmente esser calati dall’alto piani e progetti che vadano ad imitare percorsi che abbiamo già visto altrove, qui in Puglia (a differenza di altre zone di Italia), la banca troverà le associazioni dei consumatori tutte unite nell’usare sia la loro rappresentatività sul territorio e fra i soci, e sia la loro competenza tecnica, per opporsi a tali eventuali e non auspicate progettualità, con tutti gli strumenti che il diritto e la partecipazione democratica consentiranno.

info e contatti: email: confconsumatoripuglia@yahoo.it
tel: 3511336973

Continua...

Image

13/12/2018 Antonio Pinto intervistato alla trasmissione "Due di denari", su Radio 24, da Debora Rosciani sulla situazione dei piccoli azionisti della Banca Popolare di Bari

Antonio Pinto intervistato da Debora Rosciani, alla trasmissione "Due di denari", su Radio 24,  ha spiegato la proposta di legge presentata per tutelare gli azionisti della Banca Popolare di Bari. 
L'intervista integrale al seguente link

Continua...


Succ. >>
Ultime news

Dimenticato la tessera?

Inserisci il tuo Codice Fiscale o la tua Email e riceverai nuovamente la tua tessera all'indirizzo email dato al momento della iscrizione.

Invia
Area Riservata
Accedi
Seguici su LinkedIn Seguici su Facebook Seguici su Google+