News


Image

14/6/2019 VADEMECUM PER ACCEDERE AL FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI (FIR)

In data 11.6.2019 è stato pubblicato il Decreto emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che disciplina le modalità di accesso al Fondo Indennizzo risparmiatori, istituito con l’art. 1, commi da 493 a 507 della Legge n. 145/2018, così come modificati dall’art. 36 del D.L. Crescita n. 34/2019.

CHI PUO' RICHIEDERE L’INDENNIZZO

I soggetti che possono richiedere l’indennizzo sono i risparmiatori:

a)       persone fisiche,

b)       imprenditore individuale (anche agricolo), coltivatore diretto,

c)       organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale,

d)       microimprese che occupano meno di dieci persone e con un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro,

che hanno acquistato e sono in possesso di azioni e/o obbligazioni subordinate emesse dalla Banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1.1.2018. Dunque le banche interessate sono Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto e Bcc Padovana.

Possono altresì richiedere l’indennizzo:

a)       i successori “per causa di morte” dei soggetti risparmiatori innanzi indicati e che hanno ereditato i suddetti titoli oggetto del Decreto;

b)       il coniuge (ovvero il soggetto legato da unione civile o convivente more uxorio o di fatto ex legge 76/2016) e i parenti entro il secondo grado che hanno acquisito la titolarità delle azioni e obbligazioni subordinate delle banche poste in L.C.A., a seguito di trasferimento per atto tra vivi dopo la data del provvedimento di messa in liquidazione.

MISURA DELL’INDENNIZZO

L’indennizzo è determinato:

a)       per gli azionisti, nella misura del 30% del costo di acquisto delle azioni entro il limite massimo di €100.000 per ciascun avente diritto;

b)       per gli obbligazionisti subordinati, nella misura del 95 % del costo di acquisto delle obbligazioni subordinate, entro il limite massimo di € 100.000,00 per ciascun avente diritto. Sono esclusi gli obbligazionisti subordinati che hanno già beneficiato delle prestazioni del Fondo di solidarietà.

Da detta misura sono detratti gli importi ricevuti a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque determinato (per i soli obbligazionisti subordinati, l’importo andrà decurtato anche di una somma pari alla differenza, se positiva, tra il loro rendimento e quello dei buoni emessi dal Tesoro).

Ciò significa che anche coloro che hanno sottoscritto la transazione con le banche venete nell’anno 2016, possono richiedere l’accesso al Fondo Indennizzi e, in tale ipotesi, verrà semplicemente detratto l’importo che hanno già ricevuto.

COME RICHIEDERE L’INDENNIZZO

Il Decreto del MEF prevede che tutti i soggetti richiedenti l’indennizzo devono presentare una specifica istanza, da indirizzare alla Commissione Tecnica, che verrà istituita per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del FIR.

Le forme e le concrete modalità di presentazione dell’istanza saranno definite dalla Commissione Tecnica.

Sin da ora, in estrema sintesi, si precisa che l’istanza dovrà contenere:

a)       nominativo o denominazione, codice fiscale, residenza e eventuale elezione di domicilio, degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante degli aventi diritto;

b)       quantità e tipo, costo di acquisto, data di acquisto, codici identificativi degli strumenti finanziari oggetto della istanza;

c)       i “successori” e i “familiari” indicano anche i dati dei “risparmiatori” dai quali hanno acquisito gli strumenti finanziari oggetto della domanda;

d)       la Banca in liquidazione che ha emesso gli stessi strumenti finanziari;

e)       i dati necessari per il pagamento mediante bonifico al conto corrente bancario o postale degli aventi diritto (codice IBAN);

f)        qualsiasi altro dato e/o informazione utile

Inoltre, all’istanza dovranno essere allegati i seguenti documenti:

a)       copia fronte-retro del documento di riconoscimento valido degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante e dei relativi codici fiscali;

b)       copia di documentazione idonea a dimostrare l’acquisto degli strumenti finanziari ed il relativo prezzo pagato; documentazione che per “successori” “ e familiari” dimostri il trasferimento degli strumenti finanziari da parte di “risparmiatori”;

c)       copia di eventuale documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale utile ai fini dell’accertamento delle violazioni massive del T.U.F. che hanno causato il danno ingiusto ai risparmiatori;

d)       copia di eventuali pagamenti, nelle forme di indennizzi, ristori, rimborsi o risarcimenti comunque denominati, ricevuti dagli aventi diritto per il pregiudizio subito in ordine agli stessi strumenti finanziari, recanti i soggetti pagatori e gli importi incassati;

e)       delega o procura speciale con firma autenticata, in caso di domanda presentata tramite rappresentanza volontaria; copia dell’eventuale provvedimento di rappresentanza legale;

f)        dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, con firma autenticata, attestante che i dichiaranti: 1) dal 1° gennaio 2007, non hanno avuto, nella banca in liquidazione emittente gli strumenti finanziari oggetto della istanza di indennizzo, incarichi negli organi di amministrazione, di controllo, di revisione previsti dall’articolo 1, comma 505, della legge n. 145/2018; 2) non sono parenti ed affini di primo e di secondo grado di amministratori, di controllori e di revisori; 3) non sono controparti qualificate né clienti professionali; 4) non hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento relative agli stessi strumenti finanziari oggetto della domanda di indennizzo, oppure hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, specificando l’importo e la causale rispetto a ciascuna azione o obbligazione subordinata di cui è indicato il codice identificativo e la Banca in liquidazione emittente;

g)       in caso di successione, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, attestante : 1) la data di decesso del risparmiatore; 2) i dati anagrafici di tutti i successori per causa di morte e le rispettive quote ereditarie spettanti; 3) l’esclusione che vi siano altri successori; 4) la sede dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente per la dichiarazione di successione.

Saranno soddisfatti con priorità e non avranno l’onere di allegare all’istanza copia della eventuale documentazione utile per l’accertamento delle violazioni massive della banca che hanno causato il danno ingiusto, i risparmiatori che abbiano:

a)       un patrimonio mobiliare di valore inferiore a 100.000 euro, calcolato con i criteri della Dichiarazione sostitutiva Unica (DSU);

oppure

b)       un reddito complessivo irpef inferiore a € 35.000,00 nell’anno 2018.

In tali ipotesi all’istanza dovranno allegare, oltre ai documenti sopra indicati, anche un’apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, con firma autenticata, relativa al possesso dei requisiti patrimoniali poc’anzi indicati.

 

LE PROSSIME SCADENZE

Entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto, la Consap renderà operativa una piattaforma informatica per fornire al pubblico informazioni chiare e complete circa le modalità di presentazione della domanda e gli adempimenti necessari.

Entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto, la piattaforma consentirà agli utenti di procedere alla presentazione formale dell’istanza e dei relativi allegati.

La data di decorrenza del termine di 180 giorni per la presentazione delle istanze sarà stabilita successivamente con apposito decreto.

 

Per chi si associa a Confconsumatori nel 2019, l’Associazione fornirà assistenza gratuita per l’intero procedimento. 

Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it; -  cell: 3511336973

Continua...

Image

20/5/19 Garante dei Minori e Confconsumatori presentano la Guida su "L'alimentazione ed i minori"

Giovedi 23 maggio 2019, alle ore 11,30, si terrà presso l’Istituto scolastico SS.mo Rosario, sito in Bari alla Via Putignani n.244, un incontro organizzato dal Garante dei diritti dei minori della Regione Puglia, Dott. Ludovico Abbaticchio, in collaborazione con la Confconsumatori Puglia, sul tema “L’alimentazione ed i minori”.

Nel corso dell’incontro sarà presentata e distribuita gratuitamente a tutti i partecipanti una Guida sul tema del rapporto fra alimentazione e salute, redatta a cura dell’Ufficio del Garante.

Interverranno il Garante Dr. Ludovico Abbaticchio, la Dirigente scolastico dell’Istituto SS.mo Rosario, Suor Paola Ancona, con gli avv. Antonio e Pinto e Dario Barnaba per Confconsumatori, per affrontare i seguenti temi: rapporto fra alimentazione e salute, comportamenti corretti nel consumo dei pasti fuori casa, i rischi della contraffazione di prodotti alimentari, la legislazione regionale pugliese in materia di contrasto agli sprechi di cibo.

Continua...

Image

10/5/19: I NUMERI DEL BILANCIO 2018 ANNUNCIATI DALLA BANCA POPOLARE DI BARI

Oggi pomeriggio 10.5.19 il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bari ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2018, che verrà sottoposto all’approvazione dei Soci in occasione dell’assemblea confermata per il 29 e 30 giugno prossimi.

Cimentandoci in un’operazione di “traduzione” e di sintesi del testo proposto dalla banca, rileviamo che i dati principali e chiari sono i seguenti:

1)      la perdita netta si attesta a 372 milioni di euro.

2)      I coefficienti patrimoniali, a seguito della grave perdita, si collocano al 7,86% per quanto concerne il CET1 ratio ed il Tier One ratio e al 10,11% per il Total Capital Ratio. Detti valori sono però inferiori ai requisiti minimi che invece la banca deve obbligatoriamente rispettare, come comunicati nel 2018 da Banca d’Italia, con riferimento al Tier One (la soglia che la banca deve raggiungere è invece pari all’8,828%) e al Total Capital ratio (la soglia che deve raggiungere è invece di 11,146%).

Su queste premesse molto negative, la banca ha comunicato che, al fine di provvedere a rientrare al di sopra dei requisiti patrimoniali minimi richiesti, procederà a vendere asset attivi. In particolare ha annunciato la cessione di vari portafogli di finanziamenti e mutui. Pare che cederà anche altri attivi, nonché quote di partecipazioni oggi detenute. In pratica, almeno per ora, la banca non ha previsto un aumento di capitale.

Nel comunicato si dice che “le iniziative di rafforzamento del capitale, verranno rappresentate nel Piano di conservazione del capitale che il Consiglio di Amministrazione provvederà nei prossimi giorni a redigere ed a sottoporre all’Autorità, così come previsto dalla vigente regolamentazione”. Pertanto, ad oggi rimangono sconosciute ai piccoli azionisti.

Secondo il comunicato “sono state inoltre approvate – e in buona parte realizzate – misure atte a mantenere su livelli adeguati i coefficienti di liquidità, intendendo conservare il buffer attorno ai 2 miliardi. Gli indicatori di liquidità, sempre al 31 dicembre 2018, si sono collocati su valori superiori alle soglie regolamentari”. Tale indice è positivo ai fini della tenuta della liquidità.

Si ritiene inutile riportare altri pezzi del comunicato, inerenti aspetti generici e non sufficientemente chiariti, e che peraltro sono manifestazioni di intenti e non fatti.

Nei prossimi giorni il Comitato per la tutela degli azionisti e le Associazioni dei consumatori analizzeranno i dati riferiti dalla banca, per commentare in maniera specifica e per individuare le azioni più opportune da attivare, dinanzi a questi numeri cosi negativi. Numeri di bilancio che di certo non consentiranno alle azioni della banca di recuperare liquidità e valore.

Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it - 3317626869

Continua...

Image

3/5/2019 Antonio Pinto intervistato da La Stampa, sul tema dei crediti deteriorati delle banche

Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, intervistato da Sandra Riccio del quotidiano La Stampa, sul tema dei crediti deteriorati. Le banche hanno ceduto i loro NPL a società di recupero che stanno iniziando ad aggredire "a tappeto" famiglie ed imprese. Fra i crediti impacchettati e ceduti però, ce ne sono molti che erano nella contabilità della banca, ma ormai in realtà non sono più dovuti. Occorre che i cittadini e le PMI colpite attivino strumenti di difesa. 

Continua...

Image

2/5/19 FONDO INDENNIZZI PER GLI AZIONISTI DELLE BANCHE IN LIQUIDAZIONE COATTA O BAIL IN: SECONDA PUNTATA, IN ATTESA DELLA TERZA

Il 30 aprile è stato pubblicato il Decreto Legge per la Crescita, che prevede una modifica rispetto a quanto era stato stabilito nella Legge Finanziaria, sul diritto all’indennizzo degli azionisti (30% delle somme investite) e obbligazionisti subordinati (95% delle somme investite) delle banche sostanzialmente “fallite”. Le banche interessate sono: Veneto Banca, Popolare di Vicenza, (loro controllate ossia Banca Apulia e Banca Nuova), Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto e Bcc Padovana. Pertanto, si chiarisce che tale Fondo purtroppo non si applica agli azionisti di altre banche che pure hanno i loro titoli illiquidi. L’art. 36 del DL ha previsto che l’indennizzo spetta anche ai successori in caso di morte, purchè siano parenti entro il secondo grado, mentre non spetta a chi le abbia acquistate dopo la data di messa in liquidazione della banca.

La novità legislativa consiste essenzialmente nell’introduzione del c.d. doppio binario dei risarcimenti, che funzionerà dividendo in due la platea dei risparmiatori. Per coloro che hanno 35mila euro di reddito Irpef nell’anno 2018, oppure sono sotto la soglia dei 100mila di patrimonio mobiliare al 31.12.18, il diritto al rimborso avrà priorità cronologica e l’accertamento della Commissione sarà più snello e veloce. Preciso che, ai fini dei 100.000 euro, si calcolano i depositi bancari ed eventuali titoli posseduti, mentre sono esclusi dal conteggio i titoli poi azzerati dalle crisi bancarie.

Più analiticamente il nuovo Decreto Legge dispone che, previo accertamento da parte della Commissione tecnica dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti, hanno diritto all'erogazione dell’indennizzo, i risparmiatori persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, coltivatori diretti, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di messa in liquidazione coatta amministrativa - ovvero i loro successori mortis causa o il coniuge, il soggetto legato da unione civile, il convivente more uxorio o di fatto, i parenti entro il secondo grado in possesso dei suddetti strumenti finanziari a seguito di trasferimento con atto tra vivi - che soddisfano una delle seguenti condizioni: a) patrimonio mobiliare di proprieta' del risparmiatore di valore inferiore a 100.000 euro; b) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell'anno 2018. Il limite di valore del patrimonio mobiliare di proprieta' del risparmiatore, potrà eventualmente essere elevato fino a 200.000 euro con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, previo assenso della Commissione europea.

Invece, per chi non ha uno dei due requisiti patrimoniali sopra detti, la Commissione dovrà verificare due elementi: 1) che l’azionista è incappato in una violazione massiva degli obblighi di correttezza nella vendita dei titoli da parte della banca; 2) la sussistenza del nesso di causalita' tra la condotta della banca e il danno subito dai risparmiatori. La nuova legge dispone che le suddette verifiche possono avvenire anche attraverso la preventiva tipizzazione delle violazioni massive e la corrispondente identificazione degli elementi oggettivi e/o soggettivi in presenza dei quali l'indennizzo può essere direttamente erogato. Il decreto ministeriale indicherà quindi una casistica (sia pure non tassativa) di casi nei quali l’indennizzo scatterà automaticamente (ad es. di certo per quelle banche che hanno subito fondate accuse di falso in bilancio o falso nei prospetti informativi).  

Si ribadisce che anche dopo questo Decreto Legge pubblicato il 30 aprile, occorre continuare ad attendere l’emanazione del Decreto attuativo del MEF, che dovrà definire il procedimento, le modalità e i tempi per la presentazione delle istanze. Sempre con lo stesso Decreto sarà fissata la data di apertura della finestra di 180 giorni per poter effettivamente presentare le domande, tramite portale telematico.

Per chi si associa a Confconsumatori nel 2019, l’Associazione fornirà assistenza gratuita per l’intero procedimento. 
Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it; - cell: 3511336973

 

Continua...

Image

8/4/2019 Azioni Banca Popolare di Bari: L’Arbitro per le Controversie Finanziarie condanna la Banca a risarcire i danni subiti da una società, per violazioni della normativa in materia di prestazione di servizi di investimento

Ai vari ricorsi già accolti in favore di persone fisiche, si aggiunge un’altra importante Decisione contro la Banca Popolare di Bari, ottenuta, dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, dai legali della Confconsumatori, avvocati Antonio Pinto e Antonio Amendola. La Decisione è rilevante, in quanto conferma che, anche in ipotesi di prestazione del servizio di investimento in favore di una impresa, l’intermediario è tenuto a rispettare gli obblighi di condotta imposti dalla normativa di settore. 

Il ricorso all’Arbitro – I legali, infatti, hanno presentato un ricorso dinanzi all’ACF per una società pugliese, che opera nel settore del commercio all’ingrosso di apparecchiature informatiche e che vedeva la propria liquidità aziendale, immobilizzata nei titoli azionari emessi e venduti dalla Banca Popolare di Bari.

La Decisione – In accoglimento del ricorso proposto, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, con la Decisone n. 1504 del 03.04.2019, ha ritenuto fondata la domanda di risarcimento del danno formulata dalla società, sia per l’inadeguatezza delle operazioni proposte sia per la scorrettezza delle informazioni fornite circa le caratteristiche e i rischi delle azioni vendute dalla Banca. Il Collegio arbitrale ha dunque condannato l’intermediario Banca Popolare di Bari a risarcire la società del danno subito, pari alla differenza tra quanto investito e il valore di presumibile smobilizzo dell’azione sul mercato HI- MTF (€ 2,38), oltre rivalutazione monetaria e interessi legali.  

Continua...

Image

30/1/19 LE RICHIESTE DEL COMITATO AZIONISTI ALLA BANCA POPOLARE DI BARI, AL GOVERNO ED ALLE AUTORITA’ DI VIGILANZA

LE RICHIESTE DEL COMITATO AZIONISTI ALLA BANCA POPOLARE DI BARI, AL GOVERNO ED ALLE AUTORITA’ DI VIGILANZA

Da notizie di stampa di testate nazionali abbiamo appreso che la banca ha deciso di procedere unilateralmente alla definizione di un piano industriale (di cui ancora oggi non sono chiari i contenuti), senza coinvolgere minimamente i suoi azionisti.

Nella prospettiva della prossima assemblea dei soci, intendiamo ribadire con forza i punti essenziali che riteniamo essere il minimo necessario, per ridare fiducia ai soci, aumentare la redditività della Banca e quindi la liquidabilità delle sue azioni a prezzi più elevati e crescenti.

L’esito delle ispezioni Consob, culminate nelle tre recenti Delibere che hanno sanzionato la banca per varie violazioni delle regole in materia di collocamento e negoziazione delle azioni, ed anche le Decisioni favorevoli dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie, ottenute dai legali dal Comitato, che hanno condannatola banca a risarcire 15 azionisti per vari inadempimenti riscontrati nella vendita delle azioni, fanno capire che la stragrande maggioranza degli azionisti della BPB non sono avidi speculatori, ma semplici risparmiatori che confidavano in un investimento sicuro ed invece sono stati vittime, proprio come accaduto in altre banche.

Per tali ragioni chiediamo al Governo di trattare in modo identico situazioni uguali: 1) gli azionisti della BPB devono poter accedere anche loro al Fondo Indennizzi Risparmiatori che è stato apprezzabilmente creato con l’ultima Finanziaria. 2) Come in Carige e MPS chiediamo che sia lo Stato a garantire l’emissione di obbligazioni subordinate, che servano eventualmente a ricostituire il capitale sociale necessario. La ricapitalizzazione precauzionale è già coperta dal Fondo da 20 miliardi creato nel 2016, usato solo in parte fino ad oggi per MPS e già messo a disposizione per Carige, laddove non ci siano investitori privati. 3) Cambiare il DL n.3/2015 e prevedere che in caso di trasformazione in S.p.A. e di recesso del socio, quest’ultimo deve avere diritto a ottenere dalla banca il rimborso del valore della quota, almeno nominale secondo ultimo bilancio noto (e quindi nel caso di BPB cinque euro). 4) Introdurre per legge (basterebbe un piccolo emendamento) la possibilità di usare la class action anche nei casi di risparmio tradito.

Alla banca chiediamo: 1) I proprietari delle azioni oggi in circolazione devono poter scegliere di convertire le loro azioni in altro titolo con un rendimento minimo certo e che per questo sia reso più liquido. 2) E’ necessario che il contratto di mutuo da noi suggerito e oggi introdotto tra i prodotti della banca (il c.d. mutuo break che consente al cliente la facoltà di sospendere unilateralmente i pagamenti per tre periodi, non superiori ad un anno ciascuno), avendo riscontrato il pieno gradimento di tanti risparmiatori, venga allargato ed applicato anche al mondo delle imprese ed applicato a tutte le forme di erogazione del credito. 3) Non svendere crediti deteriorati (NPL) e crediti incagliati (UTP) che sono attivi della banca, ma creare lo strumento societario che permetta il recupero all’interno del patrimonio della banca (non vogliamo un nuovo caso Banco di Napoli). 4) Stipulare una “convenzione soci” che attribuisca agli stessi una serie di diritti e servizi aventi valore economico, e che venga applicata a tutti, sia informando i propri funzionari della sua esistenza, sia informando la clientela dei vantaggi in essa contenuti. Fra i servizi contenuti a favore dei soci che hanno acquistatole azioni sino al 31.12.15,  a titolo esemplificativo, vi dovrà essere una polizza quinquennale, il cui premio dovrà esser pagato dalla banca, e che alla scadenza, garantirà al beneficiario una somma pari al valore nominale dell’investimento azionario (sull’esempio di quanto fece banca Mediolanum in favore degli acquirenti di obbligazioni Lehman Brothers).. 5) Quando la banca perde dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, deve pagare i suoi azionisti nei 30 giorni di legge, cessando l’attuale condotta di rimanere inadempiente e prender tempo, costringendo così l’azionista a chiedere al Tribunale di confermare la decisione chiarissima dell’ACF. 6) Creare un collegamento stabile fra l’ufficio reclami della banca ed il Comitato, anche con la creazione di un tavolo di conciliazione paritetico, nel quale esaminare per davvero i reclami, e che permetta di giungere a soluzioni e/o conciliazioni per i casi che rientrano nei Regolamenti Consob (sull’esempio della commissione paritetica di conciliazione, costituita da Banca Intesa per i titoli Parmalat). 7) Appare indispensabile che le operazioni ed iniziative che si vorranno prendere, vengano da parte del management della banca previamente condivise con la platea degli azionisti, in modo che questi si rendano conto della loro natura, anche per fugare dubbi e voci incontrollate ed essere davvero partecipi della proprietà di cui essi sono titolari.

Confidiamo altresì che le Autorità di Vigilanza siano vicine ai risparmiatori in questa vicenda.

Il presente comunicato sarà inviato formalmente al Ministero dell’Economia e Finanze, ai parlamentari pugliesi, alle Autorità di Vigilanza ed alla banca, oltre che agli organi di stampa.

Ci impegniamo a tenere aggiornati i nostri soci sulle risposte che riceveremo.

 

IL COMITATO: ADICONSUM, ADUSBEF, ASSOCONSUM, CODACONS, CODICI, CONFCONSUMATORI, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI. 

per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it - 3317626869

Continua...

Image

23/1/19 Intervista del Sole 24 ad Antonio Pinto di Confconsumatori, sule sanzioni Antitrust alle società finanziarie, in tema di vendite auto

Intervista sul Sole 24 Ore ad Antonio Pinto, presidente regionale di Confconsumatori, per descrivere le pesanti sanzioni dell'Antitrust alle tante società finanziarie che hanno fatto cartello e le ragioni giuridiche dei cittadini che hanno comprato un auto, avvalendosi di queste finanziarie. Gli avv. Antonio Amendola e Rossana Lopedote hanno collaborato allo studio della vicenda.

https://www.ilsole24ore.com/art/risparmio/2019-01-23/automobilisti-la-class-action-103340.shtml?uuid=AEiBkTGH

 

Continua...

Image

Banca Popolare di Bari: Comunicato del Comitato azionisti del 16.1.19

Da notizie di autorevoli organi di stampa si è appreso che il 23 gennaio, il CDA della banca si appresterebbe ad approvare un Piano industriale, i cui termini sono - incredibilmente – del tutto sconosciuti agli azionisti.

Il Comitato di tutela degli azionisti intende ricordare alla Banca che i soci delle Popolari ne sono contemporaneamente i proprietari, i clienti e gli azionisti, avendo investito i propri risparmi nell’acquisto delle azioni, e quindi ogni modifica nella gestione della banca deve avvenire nell’ottica di una valorizzazione del loro investimento.

Il Comitato vigilerà in modo che tale ovvio principio venga rispettato sempre e da tutti, nè si vede come si possa immaginare il rilancio di qualsivoglia azienda senza la convinta partecipazione dei propri azionisti o addirittura contro di essi. Quindi ogni intervento sul capitale sarà da noi osteggiato se, anziché produrre valorizzazione degli investimenti fatti, fosse inteso addirittura a ridurre ulteriormente il valore delle azioni esistenti.

Gli interventi sul capitale vanno preventivamente concordati con gli azionisti e non imposti, anche al fine di bilanciarli con interventi a tutela concreta degli azionisti attuali. Purtroppo tutti gli interventi sul capitale del recente passato, realizzati da altre banche prescindendo dalla volontà e dalla condivisione degli azionisti hanno prodotto enormi distruzioni di risparmi dei cittadini, avversione ulteriore all’investimento azionario, premorienza delle banche “curate”. Tutte cose che hanno ulteriormente minato la fiducia dei risparmiatori verso l’intero mercato mobiliare, con gravissime ripercussioni sistemiche.

Appare quindi poco corretto da parte della banca, approvare un piano industriale senza nessun confronto e concertazione con gli azionisti. Invitiamo pertanto la banca sia a far conoscere i propri intenti e sia ad accettare un confronto su proposte che vadano incontro alle attese degli azionisti e consentano di definire al più presto ed insieme, provvedimenti concreti per superare l’attuale situazione.

IL COMITATO: ADICONSUM, ADUSBEF, ASSOCONSUM, CODACONS, CODICI, CONFCONSUMATORI, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI.

Info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it - 3317626869

 

 

Continua...


Succ. >>
Ultime news

Dimenticato la tessera?

Inserisci il tuo Codice Fiscale o la tua Email e riceverai nuovamente la tua tessera all'indirizzo email dato al momento della iscrizione.

Invia
Area Riservata
Accedi
Seguici su LinkedIn Seguici su Facebook Seguici su Google+