21/3/20 Coronavirus e imprese: come fare per sospendere subito le rate dei finanziamenti e conservare fino al 30 settembre tutti i fidi e le aperture di credito ricevute, in base al DL “Cura Italia”

Guarda il video al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=KwNGD_vnY70&t=15s

L’art.56 del DL “Cura Italia” consente a tutte le aziende ed anche a tutte le partite Iva (professionisti iscritti ad Albi professionali e non) di accedere immediatamente ai seguenti benefici:

1) tutte le aperture di credito ed i fidi a revoca o a scadenza ed i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti, già esistenti alla data del 29 febbraio 2020, non possono essere revocati, neanche parzialmente, fino al 30 settembre 2020 (sia per la parte utilizzata e sia per quella non ancora utilizzata). Tutti i contratti infatti sono prorogati ex lege alle stesse condizioni.

2) per i mutui, leasing e tutti gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino alla stessa data e il piano di rimborso delle rate oggetto di sospensione è dilazionato, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale e continuare cosi a pagare solo gli interessi.

La norma è fondamentale per le imprese che devono attivarsi subito per bloccare così almeno “un fronte della guerra” economica in atto.

Possono avvalersi del beneficio solo le imprese che non hanno esposizioni debitorie classificate come deteriorate, alla data del 17 marzo. Il beneficio vale nei confronti non solo della banche, ma anche di qualsiasi soggetto abilitato alla concessione del credito.

La domanda di accesso al beneficio deve esser corredata da una dichiarazione, con cui l’impresa autocertifica di aver subito crisi di liquidità, in conseguenza della diffusione dell’epidemia da Covid-19.

E’ un momento storico per far comprendere ai dirigenti delle banche che adesso è a loro che conviene allearsi con famiglie e imprese. Infatti il primo effetto del Covid-19 è che, a seguito della contrazione dei ricavi delle imprese, queste vanno in crisi di liquidità e quindi il rischio di default aumenta. Al contempo però, questo è un problema grave anche per le banche. Infatti la banca si ritrova in portafoglio un debito che da solvibile diviene deteriorato, entra in zona NPL o UTP, costringe l’istituto agli accantonamenti di legge, o a cederlo formalizzando la perdita, in entrambi i casi con inevitabili ricadute sul capitale sociale e sulla perdita di somme da destinare a impieghi che portino reddito.

O le banche si alleano oggi all’economia reale e trovano nuovi strumenti per disciplinare il credito o le seconde a fallire saranno loro. 

Avv. Antonio Pinto - Presidente Confconsumatori Puglia

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