Confconsumatori e la tutela degli azionisti e dei risparmiatori di Veneto Banca

Confconsumatori e la tutela degli azionisti e dei risparmiatori di Veneto Banca


88.000 azionisti di Veneto Banca, 117.000 azionisti di Banca Popolare di Vicenza, 130.000 azionisti delle 4 banche “salvate”, stanno assistendo impotenti al “massacro” dei loro risparmi. In merito alla vicenda Veneto Banca, la Procura di Roma, ha avviato indagini sugli ex vertici dell’Istituto di credito, con riferimento alle accuse di «ostacolo all’attività di vigilanza» della Banca d’Italia, nonché per «gravi anomalie nella gestione”. 

Le accuse – Secondo l’ipotesi della Procura, nelle segnalazioni periodiche a Banca d’Italia sarebbe stato indicato un patrimonio di vigilanza (principale parametro per la valutazione dell’istituto) superiore a quello effettivo. Inoltre la Banca avrebbe dichiarato un indice di solvibilità (denominato Core Tier 1), superiore all’8% mentre in realtà il valore era al 6,3%». Infine la Banca avrebbe diffuso «un valore dell'azione Veneto Banca non rispondente al vero». Purtroppo, dalla documentazione depositata da Veneto Banca, in occasione dell’assemblea del 19 dicembre 2015, è emerso che il prezzo delle azioni ha subito una svalutazione dell’81% (7,3 euro è infatti il prezzo di recesso per ciascuna azione, a fronte dei 39,5 euro di inizio anno). Circostanza ancora più grave per gli azionisti è che la Banca si sia avvalsa anche della sua facoltà, di non consentire neppure (e almeno) il rimborso del prezzo di recesso, bloccando ogni liquidabilità delle azioni, sino alla futura quotazione in Borsa.

Le nostre iniziative - Confconsumatori, in base all’esperienza maturata in anni di tutela dei “risparmiatori traditi”, ha delineato un percorso giudiziario per recuperare le ingiuste perdite subite e ritiene percorribili almeno due strade in via autonoma e concorrente fra loro.In primo luogo, si intende predisporre esposto penale presso la Procura della Repubblica per ognuno dei risparmiatori che si affideranno a noi. Se il processo penale proseguirà, ci costituiremo parte civile per richiedere il risarcimento dei danni agli imputati.In secondo luogo, in via di azione civile, intendiamo invece proporre una causa contro la Banca che ha venduto le azioni. Si domanderà l’invalidità ed inefficacia dei contratti stipulati, per una serie di violazioni del Testo Unico Bancario e del Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria.

Il cuore della nostra causa - sarà in estrema sintesi: chiedere la nullità del contratto di acquisto delle azioni per violazione di norme imperative (ad es. violazione dell’art. 2621 cod. civ., per false comunicazioni sociali), nonché l’annullabilità del contratto per errore sull’oggetto e sulle qualità essenziali del bene. Tanto al fine di ottenere la restituzione delle somme versate per l’acquisto. In particolare, come noto, il prezzo dell’azione lo fissava l’Assemblea sulla base di una proposta del CDA (che era quella che contava per davvero) e si fondava su dati NON controllabili e verificabili dal singolo risparmiatore, neppure usando la migliore diligenza. Il risparmiatore quindi ha fatto affidamento sui dati di bilancio che venivano pubblicizzati che, in realtà, non erano veritieri, come l’assemblea di sabato 19 dicembre 2015 ha indirettamente comprovato.

Per aderire - Su una vicenda complessa come questa, è indispensabile esaminare ogni caso singolarmente, perché possono esserci differenze importanti (si pensi ad es. a chi ha sottoscritto tutti i documenti e chi no, chi ha comprato in concomitanza di un prestito erogato dalla banca, chi compra abitualmente titoli a rischio e chi no, ecc.). 

I possessori di azioni interessati possono rivolgersi all’indirizzo confconsumatoripuglia@yahoo.it

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