I principi giuridici inerenti il diritto all’oblio, sanciti dalla Corte di giustizia europea, con una sentenza di maggio, iniziano ad essere applicati anche in Italia. Il Garante della privacy ha, infatti, discusso le prime segnalazioni di cittadini che chiedevano di essere “dimenticati” da Google.
L’Autorità, con provvedimento del 06 novembre 2014, ha infatti accolto il ricorso di una signora coinvolta in un procedimento giudiziario, che chiedeva a Google di deindicizzare la ricerca che rimandava a un sito in cui erano contenuti dati personali riservati, sottratti illegalmente o falsificati.
La società di Mountain View si è giustificata dicendo che quelle informazioni riguardavano la vita professionale della ricorrente e, pertanto, dovevano essere considerate di interesse pubblico. Il Garante ha, invece, ritenuto che nel caso di specie la richiesta avesse fondamento e ha, dunque, imposto a Google di applicare il diritto all’oblio, ordinando di cancellare il rimando ai dati.
Merita di essere rilevato che invece in altri casi, se la vicenda penale non si è ancora conclusa, il Garante ha dato ragione a Google, e quindi non ha considerato consolidato il diritto alla cancellazione dei dati. Nel caso in cui il diritto all’oblio venga negato, oggi l’interessato può dunque rivolgersi al Giudice o al Garante della privacy, così come i cittadini che hanno fatto da apripista.
Stabilizzati gli 80 euro in busta paga.
Divieto di circolazione per i veicoli cosiddetti euro 0, a partire dal 01.01.2019.
Bonus bebè di 80 euro al mese per 3 anni, per bambini nati o adottati entro il 31 dicembre 2015 riservato a famiglie con tetto Isee pari a 25mila euro annui. L'importo mensile raddoppia (cioè 160 euro al mese per 3 anni) in caso di famiglia in condizioni di povertà assoluta (valore Isee sotto i 7mila euro annui).
Prorogate di un anno (per tutto il 2015) le aliquote massime degli sconti fiscali su ristrutturazioni edilizie (50%, che scenderà al 36% nel 2016) e riqualificazione energetica delle abitazioni (65%).
IMU - TASI: Bloccato per il 2015 il tetto massimo (2,5 per mille) fino al quale i comuni possono aumentare l'imposizione fiscale sulla prima casa con un aumento extra limitato allo 0,8 per mille (quindi in totale 3,3 per mille) che scongiura quindi l'iniziale intenzione di innalzare la tassa fino al 6 per mille.
MOBILI: Viene prorogato fino al 31 dicembre 2015 il bonus per detrarre il 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (10 rate annuali e importo massimo pari a 10mila euro) in abbinamento a ristrutturazione edilizia.
Nel Pubblico Impiego: viene previsto il blocco dei contratti pubblici per tutto l’anno 2015.
Cambia il regime dei minimi sulla tassazione: viene sostituito da un nuovo regime a forfait che sarà variabile da attività ad attività e prevederà un'imposta del 15% da calcolare, in base all'attività, non più sulla differenza ricavi/costi ma in base ad uno specifico coefficiente (per i professionisti sarà ad esempio del 78%). Anche le soglie di fatturato saranno variabili in base all'attività e andranno da un minimo di 15mila euro per i professionisti ad un massimo di 40mila euro per ristoratori e albergatori. Importo massimo di 5mila euro di spese per collaboratori e dipendenti, esenzione IVA (tranne alcune eccezioni) e limite a 20mila euro per i beni strumentali. Sparisce il livello minimo imponibile per i contributi previdenziali che saranno calcolati unicamente in percentuale (variabile da attività ad attività) sul reddito.
SOCIAL CARD: Dal 2015 lo stanziamento dedicato (previsto dal Decreto Legge 25.06.2008 n.112) aumenta di 250 milioni di euro.
SCUOLA: Al fine di dotare il Paese di un sistema d'istruzione scolastica che si caratterizzi per un rafforzamento dell'offerta formativa e della continuità didattica, nonché per la valorizzazione dei docenti, è istituito un fondo denominato «Fondo “La buona scuola”», con la dotazione di 1.000 milioni di euro per l'anno 2015 e di 3.000 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016.

Confconsumatori Puglia augura buon Natale a tutti e in particolare a ognuno dei 2920 soci delle 18 sedi presenti su tutta la Puglia. Una rete reale di luoghi fisici, di professionisti e di persone, che ogni tanto riesce a mettere a segno qualche buon colpo di rappresentanza civica e di tutela dei cittadini. Lo facciamo con la foto di alcuni componenti dello staff di una delle due sedi di Bari (Via Bozzi 13), solo perchè non entrerebbero mai, in un'unica foto, i componenti degli staff di tutte le sedi.
La Legge 3/2012 si rivolge essenzialmente ai consumatori ed ai piccoli imprenditori che non sono più in grado di far fronte ai propri impegni finanziari.
I soggetti in difficoltà economica (consumatori), anche temporanea, possono riprendere le proprie attività sospendendo le obbligazioni pregresse (mutui, esecuzioni immobiliari, esecuzioni mobiliari e presso terzi, cautelari ecc.), anche in una prospettiva di ripresa della domanda interna dei consumi.
Il consumatore diventa il beneficiario di una procedura di composizione della crisi caratterizzata dall’assenza del consenso di una maggioranza, anche semplice, dei crediti o dei creditori. Tutto è invece subordinato a un giudizio di fattibilità del piano di ristrutturazione del debito e a una valutazione di meritevolezza che andranno effettuate soltanto dall’Autorità Giudiziaria.
Per il piccolo imprenditore non fallibile, invece, sarà necessario l’accordo con almeno il 60% dei crediti. I creditori che non aderiscono all’accordo saranno comunque vincolati all’accordo e saranno pagati anche loro in percentuale, a patto del raggiungimento della maggioranza qualificata.
Come spiega l’avv. Dario Barnaba di Confconsumatori: “in entrambi i casi (sia per il consumatore che per il piccolo imprenditore), per effetto di un provvedimento giudiziale, scatterà il blocco delle azioni esecutive individuali e di quelle cautelari sul patrimonio del debitore sino al momento dell’omologazione dell’accordo e del piano del consumatore”.
La Legge prevede, poi, la possibilità di una terza procedura alternativa di liquidazione di tutti i beni del debitore della durata minima di 4 anni, con l’effetto di condurre, condizione necessaria per ottenere l’esdebitazione (cioè la liberazione dai debiti residui), alla liquidazione di tutti i beni sopravvenuti nel suo patrimonio nel corso dei 4 anni. L’azzeramento della posizione debitoria è poi condizionata anche alla dimostrazione di avere svolto nel medesimo periodo di tempo un’adeguata attività di produzione del reddito. Tale procedura consentirebbe al debitore il “fresh start” e quindi il proprio ritorno sul mercato del debitore ormai tornato in bonis.
fonte:ilikepuglia.it
La Corte di Cassazione civile, sez. I, con sentenza del giorno 11/11/2014, n. 24001 ha affermato testualmente il seguente importante principio giuridico: “L'ordinamento italiano - per il quale madre è colei che partorisce, secondo quanto disposto dall'art. 269, terzo comma, c.c. - contiene, all'art. 12, comma 6, legge n. 40 del 2004 un espresso divieto, rafforzato da sanzione penale, della surrogazione di maternità, ossia della pratica secondo cui una donna si presta ad avere una gravidanza e a partorire un figlio per un'altra donna; tale divieto non è stato travolto dalla declaratoria d'illegittimità costituzionale parziale dell'analogo divieto di fecondazione eterologa, di cui all'art. 4, comma 3, della medesima legge, pronunciata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 162 del 2014. Il divieto di pratiche di surrogazione di maternità è di ordine pubblico e non si pone in contrasto con la tutela del superiore interesse del minore, atteso che il legislatore ha considerato che tale interesse si realizzi attribuendo la maternità a colei che partorisce e affidando all'istituto dell'adozione, realizzata con le garanzie proprie del procedimento giurisdizionale, piuttosto che al semplice accordo della parti, la realizzazione di una genitorialità disgiunta dal legame biologico.” (nella specie, una coppia di coniugi, di cui la moglie sottoposta ad intervento di isterectomia ed il marito affetto da oligospermia, avevano stipulato in Ucraina un contratto di maternità surrogata, a seguito del quale era nato un bambino, dichiarato all'anagrafe italiana come figlio biologico della coppia; la Corte ha statuito che il certificato di nascita ucraino, sul quale la coppia basava il rapporto di filiazione con il minore, e la stessa legge ucraina in materia di maternità surrogata sono contrari all'ordine pubblico italiano, sicchè al primo non può riconoscersi efficacia, ai sensi dell'art. 65 legge n. 218 del 1995, e la seconda non può trovare applicazione, ai sensi dell'art. 16 della medesima legge n. 218, con conseguente impossibilità di riconoscere lo status del minore quale figlio della coppia, difettando in radice l'attribuzione, ossia il titolo). www.confconsumatoripuglia.it
fonte:ilikepuglia.it

SACE, la società pubblica che cura il credito alle esportazioni, ha pubblicato i dati al 1 ottobre 2014 che vedono una forte crescita delle vendite oltre confine dei prodotti italiani, con una previsione a fine anno di merci vendute all'estero per 395 miliardi di euro. Questi numeri consentono all'Italia di rimanere nella top ten dei maggiori esportatori mondiali. La seconda buona notizia è che, oltre alla quota di mercato estero che già occupiamo, tutti gli studi di ricerca concordano nell'affermare che durante i prossimi anni, nei Paesi emergenti vi saranno circa 800 milioni di nuovi soggetti che potrebbero uscire dalla vulnerabilità sociale e divenire consumatori del Made in Italy. Questo ulteriore mercato potenziale è stimato in altri 168 miliardi di euro.
Premessi i numeri sopra descritti, è chiaro che l'Expo di Milano è il migliore strumento che abbiamo a breve per agganciare la Puglia al boom della classe media dei Paesi esteri ed emergenti. La strategia operativa è quasi scontata, in teoria. Si tratta, a livello macro, di creare e rafforzare un marchio Puglia, con riferimento ai valori ed ai prodotti per i quali siamo leader. A livello di singole imprese, occorre ricordare che giugno è.......domani. Pertanto, è vitale che le aziende pugliesi inizino da oggi a lavorare per creare o accedere a strumenti di collegamento con EXPO, sia logistici e materiali che di carattere relazionale. Così poi poter usare, il secondo semestre del 2015, per stipulare contratti con clienti esteri.
Per internazionalizzare serve avere (e saper organizzare) una lista di "ingredienti" concreta: serve, quantomeno, una relazione con un soggetto locale, uno spedizioniere serio e competente, una struttura di ecommerce ben fatta, una narrazione del prodotto da comunicare, persone che risolvano il problema della lingua, qualche consulente che sappia cosa sia, ad esempio, un contratto di apertura di credito documentario per il commercio con l'estero, qualche risorsa da investire.
L'EXPO di Milano può accorciare tempi e distanze per l'acquisizione di clienti stranieri. Sempre che si abbia un prodotto di buona qualità e voglia di lottare.

la guida sui "diritti dei passeggeri e dei viaggiatori" è in distribuzione gratuita, presso la sede confconsumatori-puglia, in via giuseppe bozzi 13, a bari, dal lunedì al venerdì , dalle ore 10 alle ore 12.
vacanza rovinata, bagagli smarriti, cancellazioni voli e/o prenotazioni hotel, codice del turismo, sono alcuni degli argomenti trattati con semplicità e chiarezza.

L’art. 26 comma 10 del disegno di legge di stabilità dispone un taglio dei contributi in favore dei Patronati, di 150 milioni di euro dal 2015, ed un ulteriore riduzione di altri 150 milioni nel 2016.
Il fondo attuale ammonta circa a 430 milioni di euro, derivanti interamente dal contributo dello 0,226%, sui salari dei lavoratori dipendenti che vi aderiscono.
Già il primo taglio previsto, di 150 milioni di euro e la riduzione dell'aliquota di prelievo dei contributi previdenziali obbligatori, porterà quasi sicuramente alla chiusura di diversi istituti che offrono tutela e servizi, ai cittadini, in forma gratuita, da diversi anni.
I fondi dei patronati si distribuiscono in base all'attività effettivamente svolta da ciascuno (nel 2013 hanno gestito gratuitamente più di 15 milioni di richieste da parte dei cittadini). Sbrigano molti servizi che in altri Paesi vengono offerti a pagamento. I servizi hanno ad oggetto l’assistenza per richieste di prestazioni previdenziali, pratiche inerenti la tutela della salute, specie sui posti di lavoro, assistenza agli italiani residenti all’estero ed agli immigrati in Italia. Consentono la telematizzazione del disbrigo di pratiche amministrative: infatti sono i patronati che curano il 90% delle pratiche Inps trattate per via telematica, cosa che per tanti anziani sarebbe praticamente impossibile o dispendiosa.
Inoltre, si tratterebbe di un falso risparmio perché la PA (in particolare INPS, INAIL e Ministero degli Interni) si troverebbero con un aggravio di lavoro e costi, superiori al risparmio previsto.
Peraltro, si pongono anche serie questioni di legittimità sui tagli introdotti, poichè il Fondo Patronati, da cui traggono risorse, non viene alimentato da soldi pubblici, bensì da una ritenuta d’acconto sui contributi previdenziali dei lavoratori che vi aderiscono. In caso di uso diverso di tali somme, si porrebbero vizi di legittimità, soggetti a eventuali ricorsi di natura giudiziaria”.
Pertanto, Confconsumatori, insieme a tante altre Associazioni dei consumatori, chiede che tutti parlamentari pugliesi vogliano, insieme, proporre un emendamento che elimini il comma 10 dell’art. 26 comma, del Disegno della Legge di Stabilità.

I servizi pubblici locali toccano temi essenziali per i cittadini (ad es. rifiuti, trasporti, manutenzione di strade, parchi e illuminazione, gestione del gas). Il modello attuale costa alle nostre tasche più di due miliardi di euro all'anno.
Ora l'art.43 del disegno di legge di stabilità, prevede che dal 1.1.2015 si avvii un percorso di razionalizzazione di tutte le municipalizzate, le società possedute dagli enti locali che gestiscono questi servizi. Entro il 31 marzo, gli enti locali dovranno approvare un piano operativo che definisca un nuovo modello. Le parole d'ordine sono dismissione o, quantomeno, aggregazione delle varie municipalizzate. La nuova norma fissa incentivi per gli operatori, per cui, in caso di operazioni societarie (ad es. fusioni o acquisizioni) che creino aggregazioni, è possibile avere "in premio" un allungamento del termine di scadenza dei contratti di concessione in essere.
Un secondo vantaggio enorme è che tutti i proventi derivanti dalla dismissione, totale o parziale, delle quote delle municipalizzate, potranno essere liberamente spese dai Comuni, perchè sono escluse dai "malefici" vincoli del Patto di stabilità interno. Si liberano così risorse da usare in favore dei cittadini.
L'obiettivo della norma è di ridurre il numero delle municipalizzate per ridurre i costi e liberare più risorse per l'efficienza dei servizi e/o per abbassare i costi per noi utenti. Sono incoraggiate non solo le aggregazioni ma anche l'eventuale quotazione in Borsa, al fine di reperire risorse per nuovi investimenti e rendere trasparente la gestione economica delle aziende.
L'effettività dell'applicazione della norma sarà garantita dall'art. 25 del D.L. 1/2012 che prevede poteri sostituivi in capo al Consiglio dei Ministri, in caso di inadempimento degli enti locali.
Il piano operativo dovrà anche rispettare le disposizioni della Legge n.147 del 2013, che impongono agli enti locali di produrre i servizi a costi standard, obbligando quindi a processi di efficienza.
Realizzare un nuovo modello delle municipalizzate significa organizzare la domanda dei cittadini secondo criteri di economicità, trasparenza finanziaria nella gestione, aprire alla concorrenza con la possibilità - per tante PMI - di accedere a un mercato finora appannaggio esclusivo della politica, rinunciare a canali di assunzioni di personale e amministratori legate a meriti politici, più che di competenza.
Tale norma trova anche una sponda concreta per il finanziamento della sua attuazione: infatti, a settembre la Cassa Depositi e Prestiti ha attivato il Fondo strategico F2i, finalizzato a finanziare e/o ad entrare nel capitale di rischio delle municipalizzate, proprio per favorire la loro aggregazione. Ovviamente la CDP ha chiarito che non darà soldi a enti locali che vogliano solo fare cassa, magari per coprire i buchi di una gestione allegra. Finanzierà solo progetti industriali seri di rafforzamento.
La prova che il percorso tracciato dalla nuova Legge non è un miraggio, è già fra noi. Gli esempi di Hera in Emilia o di A2A in Lombardia, dimostrano che si può arrivare a dare maggior qualità dei servizi ai cittadini, senza dissestare le finanze pubbliche. Una nota di amarezza: ricordo bene che nel 2004 partecipai ad una gara di servizi legali di consulenza, bandita da Hera, al fine di dare assistenza per un progetto di aggregazione, razionalizzazione di servizi e costi, quotazione in Borsa. Perdemmo la gara per uno Studio legale del nord e quando andai a Parma a ritirare gli esiti, un dirigente in privato e ufficiosamente mi disse, più o meno: "avvocato, la vostra offerta era seria e scritta molto bene, vedrà che vi tornerà utile quando anche giù da voi inizieranno a capire che questa è l'unica strada per non fallire". Sono passati 10 anni e in Puglia, su questo fronte, c'è ancora tutto da costruire.
Il 16 ottobre 2014 si è insediato il neo costituito Comitato per l'Imprenditoria Femminile, presso la Camera di Commercio di Bari, finalizzato a sostenere le iniziative della CCIAA di Bari in tema di imprese a titolarità femminile. Di esso fa parte anche Confconsumatori, che esprime il consigliere avv. Edelweiss Poliseno.
Il compito principale del Comitato è quello di individuare gli strumenti idonei a promuovere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali da parte delle donne del territorio e di partecipare alle attività inter-istituzionali, dedicate proprio a rafforzare la presenza femminile nel mondo imprenditoriale locale.
Inoltre, il Comitato propone suggerimenti nell’ambito della programmazione delle attività della Camera di commercio, che riguardano lo sviluppo e la qualificazione della presenza delle donne nel mondo dell’imprenditoria. Promuove indagini conoscitive per individuare i problemi che ostacolano l’accesso delle donne al mondo del lavoro e imprenditoriale. Supporta iniziative di formazione. Facilita l’accesso al credito ed individua gli strumenti idonei ad attivare collaborazioni con gli enti pubblici e privati che sul territorio svolgono attività di promozione a sostegno dell’imprenditoria femminile.
Il Comitato trae la sua origine dal protocollo d’intesa siglato nel 1999 fra il Ministero dell’Industria e Unioncamere, atto destinato a realizzare in ambito locale quanto già previsto dalla legge 215/92 a livello nazionale: cioè la nascita di un organismo in grado di sostenere le iniziative delle Camere di Commercio in tema di imprese in rosa.
Secondo l’avv. Edelweiss Poliseno, di Confconsumatori: “ oggi, più che mai, anche in questo campo, c’è bisogno di quella forza e di quella fiducia nel futuro, che si coglie soprattutto nelle parole e nelle azioni delle donne“.
Per ulteriori informazioni ed assistenza sui temi in merito, è possibile contattare l’avv. Poliseno, presso la sede Confconsumatori-Puglia di Bari, in via Giuseppe Bozzi 13, il giovedì dalle ore 10 alle ore 12, oppure tramite indirizzo e-mail: edelweiss.poliseno@gmail.com
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