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28/01/2015 CORTE UE E TRIBUNALE: I PRECARI CON PIÙ DI 36 MESI DI SERVIZIO DEVONO ESSERE STABILIZZATI - CONFCONSUMATORI: "APPLICARE TALE PRINCIPIO GIURIDICO A TUTTI I RAPPORTI DI PUBBLICO IMPIEGO"

I precari della scuola che hanno raggiunto più di 36 mesi di servizio hanno pieno diritto a ricevere la stabilizzazione del proprio rapporto di lavoro. È questo il principio di diritto sancito dal Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro, con le sentenze nn. 528, 529, e 530 del 21 gennaio 2015 . Il Tribunale, dopo il rinvio della questione alla Corte di Giustizia che si è pronunciata lo scorso 26 novembre, ha così riavviato le controversie, applicando le conclusioni disposte dalla Corte UE. 
Confconsumatori, con l'avv. Antonio Pinto, sottolinea che: "è la prima volta che un Tribunale statuisce la conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, in favore di docenti precari con contratti a tempo, ripetuti per più di 36 mesi. Tuttavia tale principio giuridico ben potrebbe applicarsi a tutti i rapporti di pubblico impiego, si pensi ad esempio al tema degli stabilizzandi della Regione Puglia. Pertanto, qualsiasi lavoratore si trovi nella situazione descritta dalla Corte di Giustizia può richiedere che sia accertato questo suo diritto". 
Secondo il Tribunale che ha "ricopiato" le motivazioni della Corte europea, la violazione delle norme comunitarie in materia di impiego a tempo determinato nel sistema scolastico, non comporta solo il riconoscimento dell'anzianità maturata o il risarcimento per i periodi non lavorati, ma determina anche la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Il Tribunale di Napoli ha così testualmente motivato: «l'Ordinamento non può, se vuole evitare abusi, ovviare ad una scopertura fisiologica attraverso la precarizzazione», e dispone di rendere «effettiva la conversione dei contratti di lavoro da determinato ad indeterminato di tutti i rapporti a termine successivi con lo stesso datore di lavoro pubblico, dopo trentasei mesi anche non continuativi di servizio precario, in applicazione dell'art. 5, comma 4-bis, del Dlgs n. 368/2001». E tale soluzione non contrasta con l'articolo 97 della Costituzione che impone il concorso pubblico per accedere ad un impiego in una Pubblica amministrazione, in quanto tale disposizione «rappresenta un principio costituzionale debole, destinato a cedere di fronte agli obblighi derivanti dalla appartenenza dell'Italia alla U.E».

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23/01/2015 GRECIA O PUGLIA: GLI ELETTORI POSSONO SCEGLIERE I POLITICI E DEVONO IMPARARE A FARLO

Il voto in Grecia dimostra che in Europa e in Puglia le domande dei cittadini alla politica sono le stesse, oggi riducibili a due: lavoro dignitoso e servizi pubblici che funzionino. Su questo, l'unità e la consapevolezza sono ormai europee e non locali. Ora i cittadini devono riproporre la stessa unita' e consapevolezza nel selezionare i politici. Due criteri semplici per scegliere chi votare, dal consiglio circoscrizionale sino al Parlamento: guardare sia alla filosofia che alle terapie concrete che il politico propone. 
Terapie: se un politico accusa il sistema o dice frasi bellissime, però non vi fa capire quali interventi vuol fare per il lavoro, come pensa di garantire una sanità per tutti, trasporti che funzionino, come ripristina legalità negli appalti, come pensa di risolvere i problemi di settori vitali come commercio, agricoltura e turismo, ecc., non vale la pena votarlo perchè ci porterà al disastro. 
Sino ad oggi i soldi pubblici hanno coperto le incompetenze o le ruberie dei politici. Oggi i soldi pubblici sono finiti. 
Bisogna imparare a guardare anche la squadra: se un politico parla di rinnovamento ma si allea con i vecchi capibastone, non vale la pena votarlo perchè ne sarà condizionato, indipendentemente dalla sua buona fede e onestà. Se la sua squadra è fatta per larga parte di fedelissimi ma incompetenti, non vale la pena votarlo, perché non potrà risolvere nessun problema.
Filosofia: Se un politico, in questo periodo, non afferma univocamente e non dimostra con le sue azioni, la sua opzione culturale per la crescita economica a vantaggio di una redistribuzione delle risorse, non vale la pena votarlo, perché ci porterà alla disperazione ed alla disgregazione sociale.
Gli ammortizzatori sociali, come la mobilità o la CIG, hanno comprato tempo. Tempo da usare per scegliere e attuare soluzioni, non per parlare. Tempo che sta scadendo.
Filosofia e terapie concrete. Tutto il resto è noia e diventerà disperazione e rabbia sociale (vedi Taranto e ILVA oggi).

di Antonio Pinto

fonte:ilikepuglia.it

 

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23/01/2015 DALL’ANTITRUST SUPERMULTA DI 5 MILIONI DI EURO A H3G, TELECOM, VODAFONE E WIND PER SERVIZI NON RICHIESTI

L’Antitrust accoglie i ricorsi di varie associazioni di consumatori (fra cui la Confconsumatori) e gli utenti di telefonia mobile che hanno denunciato il fenomeno, particolarmente invadente, non voluto e con effetti diretti sul portafoglio dei clienti: la fornitura non richiesta, e il relativo addebito da parte del proprio operatore sul credito telefonico della sim, di servizi a sovrapprezzo – i cosiddetti servizi premium come giochi e video – accessibili durante la navigazione in mobilità mediante banner, pop up e landing page. Accessibili molto facilmente e spesos del tutto inconsapevolmente.
Servizi premium a sovrapprezzo non richiesti, o attivati senza volerlo, semplicemente cliccando su un banner pubblicitario o su un pop up: l’Antitrust sancisce che gli operatori di telefonia mobile sono responsabili e infligge multe per oltre 5 milioni di euro. Le sanzioni riguardano i principali operatori delle comunicazioni mobili, Telecom, H3G, Vodafone e Wind: le multe sono per avere adottato “pratiche commerciali scorrette nell’ambito della commercializzazione dei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile”. Così l’Antitrust ha motivato la sanzione: “l’Autorità ha accertato che i quattro operatori hanno attuato una pratica commerciale scorretta riconducibile a due condotte: da un lato, l’omissione di informazioni circa il fatto che il contratto di telefonia mobile sottoscritto pre-abilita la sim alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo, nonché circa l’esistenza del blocco selettivo per impedire tale ricezione e la necessità per l’utente che voglia giovarsene di doversi attivare mediante una richiesta esplicita di adesione alla procedura di blocco; dall’altro, l’adozione da parte dell’operatore di telefonia mobile di un comportamento qualificato come aggressivo, consistente nell’attuazione di una procedura automatica di attivazione del servizio e di fatturazione in assenza di qualsiasi autorizzazione da parte del cliente al pagamento, nonché di qualsiasi controllo sulla attendibilità delle richieste di attivazione provenienti da soggetti quali i fornitori di servizi estranei al rapporto negoziale fra utente e operatore”.

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22/01/2015 NUOVO DL IMPONE PORTABILITA’ DEI MUTUI IN TEMPI CERTI E A COSTO ZERO

Il 20 gennaio è stato approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti per il sistema bancario e gli investimenti. Il provvedimento ritorna ad affrontare la questione relativa alla portabilità dei conti correnti per la quale si prevede un costo zero a carico dei correntisti. La norma sancisce testualmente quanto segue: “Gli istituti bancari e i prestatori di servizi di pagamento, in caso di trasferimento di un conto di pagamento, sono tenuti a darne corso, senza oneri o spese di portabilità a carico del cliente, entro termini predefiniti. La trasferibilità si applica ai soli conti di pagamento. In caso di mancato rispetto dei termini, l’istituto bancario o il prestatore di servizi di pagamento risarcisce il cliente in misura proporzionale al ritardo e alla disponibilità esistente sul conto di pagamento al momento della richiesta di trasferimento”.

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19/01/2015 CONFCONSUMATORI RIPORTA LA LUCE AD UNA FAMIGLIA DI GROTTAGLIE

Nella cittadina di Grottaglie, una famiglia ha chiesto la fornitura di luce nell'anno 2003 e la luce è arrivata in data 14 gennaio 2015! Enel Distribuzione non riusciva infatti a collegare un immobile di campagna con la rete. Confconsumatori è intervenuta sei mesi fa, proponendo all’Enel di abbandonare la procedura di esproprio forzato, intrapresa da Enel per posizionare i pali e i cavi elettrici e ovviamente incagliatasi per le lungaggini burocratiche. L’avv. Giovanna Casamassima, presidente di Confconsumatori Grottaglie, ha proceduto a sollecitare la solidarietà dei vicini confinanti e raccogliere il loro consenso scritto e formale, a concedere ad Enel una servitù volontaria per la sistemazione dei cavi elettrici.
Ed è proprio grazie all'intervento della Confconsumatori Puglia, sede di Grottaglie che la macchina burocratica ha ripreso il suo iter ed Enel Distribuzione S.p.A. ha portato a compimento questa pratica “inspiegabilmente” dimenticata.
Una vicenda che ha davvero dell'incredibile se si dovesse analizzare la storia sin dalla “sua genesi”: un iter burocratico costellato di errori, mancate comunicazioni, numeri di telefono di responsabili del procedimento non raggiungibili, di una riedizione del procedimento espropriativo che ben poteva essere evitata con l'adozione di una soluzione tecnica alternativa. 
L'avv. Giovanna Casamassima è soddisfatta del traguardo raggiunto. Rimane ora un altro step per questa famiglia: ottenere il risarcimento del danno subito in sede civile.

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16/01/2015 ACQUISTI ONLINE: DA MARZO 2015 SI POTRANNO FARE CON IL BANCOMAT

Come comunicato da Consumer’s Forum: la diffusione dell'e-commerce in Italia cresce di anno in anno e dal prossimo mese di marzo si potrà pagare anche attraverso il circuito Bancomat. Visto che l’utilizzo della moneta elettronica per effettuare pagamenti si sta diffondendo sempre di più, anche per una questione di comodità, è arrivato il momento di fare dei passi avanti. E dal marzo 2015 sarà anche più agevole visto che si potrà cominciare ad usare anche il bancomat. Lo ha comunicato il direttore generale del Consorzio Bancomat Sergio Moggia.
Ma come funzionerà il pagamento con il bancomat online? In modo piuttosto semplice: quando si porterà a compimento il proprio acquisto, il sistema di pagamento del sito web prescelto rimanderà l’utente alla pagina della propria banca, dove gli sarà richiesto di inserire dei dati per confermare la propria identità e autorizzare il pagamento. Non sarà necessario inserire il codice pin del proprio bancomat, né alcuna password. La scelta da parte del Consorzio Bancomat di introdurre questa novità è dovuta all’incremento nel mercato dei pagamenti elettronici sul web: rispetto al 2012, infatti, gli italiani hanno effettuato l’8% in più di acquisti usando carte e bancomat, mentre il 34% degli italiani ha effettuato almeno un acquisto online. Per poter pagare anche online con il bancomat, bisognerà recarsi alla propria banca per attivare il nuovo servizio.

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14/01/2015 NUOVA DIRETTIVA UE: I PAESI MEMBRI SONO LIBERI DI VIETARE LE COLTIVAZIONI OGM

Il 14 gennaio, il Parlamento UE ha approvato definitivamente la nuova Direttiva europea che permetterà agli Stati membri di limitare o vietare, sul proprio territorio, la coltivazione di organismi geneticamente modificati già autorizzati a livello comunitario. La direttiva entrerà in vigore già dalla prossima primavera. Nella nuova direttiva sono state accolte molte delle richieste che il Parlamentoaveva approvato nella sua prima lettura, e che hanno rafforzato le posizioni dei paesi tradizionalmente contrari agli Ogm, come l’Italia. 
Le nuove norme dovrebbero consentire agli Stati membri di vietare o limitare la coltivazione di Ogm per ragioni di politica ambientale, anche indipendentemente dalle ragioni espresse nella valutazione dei rischi legati alla salute e all’ambiente, effettuata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Gli Stati membri potranno inoltre vietare le colture Ogm per altri motivi, quali gli obiettivi di pianificazione urbana e rurale, l’impatto socio-economico, per evitare la presenza involontaria di Ogm in altri prodotti, e gli obiettivi della politica agricola. I divieti potrebbero inoltre includere anche i gruppi di Ogm designati in base alla varietà o alla caratteristica.
È una scelta che risponde alle attese degli agricoltori italiani che hanno a cuore la qualità, la tipicità dei nostri prodotti alimentari e la distintività del nostro modello agricolo, fondato sulla qualità, piuttosto che sulla quantità delle produzioni.

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12/01/2014 LEGGE DI STABITÀ: NOVITÀ UTILI ALLE IMPRESE

Il comma 243 fissa a 5 miliardi la provvista che la Cassa depositi e prestiti può mettere a disposizione delle banche per il finanziamento delle aziende che vogliono effettuare investimenti per l’acquisto - anche mediante leasing - di macchinari, impianti, attrezzature ad uso produttivo e beni strumentali. Le imprese avranno, così, maggiore tempo e possibilità di accedere ai benefici disposti dal DL n. 69/2013. Si tratta di finanziamenti bancari o leasing - da richiedere agli istituti convenzionati (è già possibile farlo dal 31 marzo 2014) - beneficiando di un contributo in conto interessi e della garanzia del Fondo nella misura massima dell’80% del suo ammontare. L’erogazione non è automatica ma subordinata alla valutazione dell’impresa da parte della banca (o società di leasing). Il finanziamento è disposto dagli istituti che attingono alle somme messe a disposizione della Cdp e può avere una durata massima di 5 anni.
Un premio, attraverso un bonus fiscale, a chi incrementa la spesa in ricerca e sviluppo è previsto dai commi 35 e seguenti, che prolungano l’incentivo fino al 31 dicembre 2019. Sull’entità dell’agevolazione, è opportuno accennare alla sua base di calcolo. I beneficiari, infatti, dovranno calcolare innanzitutto la media degli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nei tre periodi d’imposta antecedenti a quello di applicazione del bonus. Per le imprese operative da meno di tre esercizi, la media va costruita sull’intero periodo intercorso dalla loro costituzione. Individuata così la media, la stessa va confrontata con il totale degli investimenti realizzati nell’esercizio in cui si intende fruire del credito d’imposta, rilevando l’incremento realizzato. La spesa incrementale ottenuta va moltiplicata per la percentuale di agevolazione, pari al 25 per cento. Il totale degli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nell’esercizio agevolato non può essere inferiore a 30mila euro. Il legislatore dà una puntuale definizione della spesa in ricerca e sviluppo, che va dai lavori sperimentali o teorici svolti, fino alla ricerca pianificata e all’acquisizione di conoscenze e tecnologie. Nell’ambito di tale definizione, costituiscono spesa agevolata: ad es. il personale altamente qualificato impiegato nell’attività di ricerca; le quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, di costo non inferiore a 2mila euro; i contratti di ricerca stipulati con Università o organismi di ricerca. Per il personale, gli ammortamenti ed i contratti di ricerca, il computo nella spesa agevolabile è limitato al 50% dell’ ammontare sostenuto. Il credito d’imposta va indicato in Unico, ma non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap.
Il comma 6 premia i processi di aggregazione e integrazione tra imprese, attraverso la forma del contratto di rete (oppure in ATI o in RTI), per favorire la qualificazione e lo sviluppo del sistema, per potenziarne la forza contrattuale e accrescerne la competitività. In particolare, sono agevolabili progetti, di durata di almeno 2 anni (e non più necessariamente triennale come previsto nella legge di Stabilità 2014), svolti in collaborazione con istituti di ricerca pubblici, università e istituzioni scolastiche autonome pubbliche e finalizzati a: - creare centri di sviluppo di software e hardware open-source per la crescita e il trasferimento di conoscenze alle scuole, alla cittadinanza, agli artigiani e alle microimprese; - creare centri per l’incubazione di realtà innovative nel mondo dell’artigianato digitale;- creare centri per servizi di fabbricazione digitale rivolti ad artigiani e a microimprese;- mettere a disposizione tecnologie di fabbricazione digitale;- creare nuove realtà artigianali o reti manifatturiere incentrate sulle tecnologie di fabbricazione digitale. Il Fondo presso il Ministero dello sviluppo economico ha ricevuto una dotazione pari a 10 milioni di euro per l’anno 2015.
I commi 202 e 203 definiscono il finanziamento per il Piano straordinario per il Made in Italy, con risorse decrescenti nel triennio (130 milioni di euro per l’anno 2015, 50 milioni per il 2016, 40 milioni per il 2017). Al di sotto delle aspettative, invece, la quota di 3 milioni di euro per il prossimo triennio destinata ai consorzi per l’internazionalizzazione, per il sostegno delle Pmi nei mercati esteri, nonché per incrementare la presenza delle autentiche produzioni italiane presso i mercati internazionali. 
Il comma 7 estende l’operatività del Fondo garanzia PMI, per le operazioni relative a finanziamenti alle imprese con un numero di dipendenti non superiore a 499. La garanzia è concessa fino al raggiungimento di un ammontare massimo di risorse impegnate, in termini di accantonamenti operati a valere sul Fondo, pari complessivi 100.000 euro. Il Fondo di garanzia Pmi, rifinanziato per 1,8 miliardi di euro, consentirà di attivare nuove risorse per circa 27 miliardi di euro nel triennio.
Il comma 246 dispone un ulteriore sollievo finanziario alle Pmi in difficoltà grazie alla nuova moratoria per mutui bancari e finanziamenti con la sospensione, a richiesta, del pagamento della quota capitale dei prestiti fino al 2017. La norma, nel dettaglio, permette alle PMI e alle famiglie di sospendere la quota capitale delle rate dei mutui e dei finanziamenti per gli anni dal 2015 al 2017. Sarà un accordo tra Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero dello sviluppo economico, ABI (l’associazione di categoria delle banche) e associazioni rappresentative delle imprese e dei consumatori, da raggiungere entro fine marzo 2015, a definire i dettagli delle misure finalizzate a consentire l’allungamento del piano di ammortamento dei mutui e dei finanziamenti.

fonte:ilikepuglia.it

di Antonio Pinto

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11/01/2015 REGIONE PUGLIA, AIUTI ALLE IMPRESE E ALLE MICRO IMPRESE: NUOVO BANDO

La Regione Puglia ha emanato il nuovo Bando “Titolo II – Capo III” al fine di agevolare programmi di investimento nell’ambito del settore artigianato, industria, commercio, ristorazione e servizi. 
Il nuovo Avviso prevede che le microimprese, le piccole e medie imprese regolarmente costituite possano presentare, dal prossimo 22 gennaio 2015 e per gli anni successivi, fino ad esaurimento risorse, progetti di investimento di importo minimo pari a 30 mila euro, destinati: 
- Alla realizzazione di nuove unità produttive;
- All’ampliamento di unità produttive esistenti;
- Alla diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;
- Ad un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente.
Per tali investimenti, l’agevolazione consiste in un contributo “a fondo perduto” (calcolato anche sul montante interessi) che potrà arrivare sino al 45% dei costi ammissibili per le piccole imprese ed al 35% dei costi ammissibili per le medie imprese. Le domande di agevolazione posso essere presentate dalle imprese che appartengono alle seguenti categorie: 
• Imprese Artigiane , iscritte nella sezione Artigiani della CCIAA ;
• Imprese Commerciali, sia di vendita al dettaglio che all'ingrosso, oltre alle attività di vendità on-line e di Ristorazione (escluso i Codici Ateco 56.10.4 - 56.10.5 - Ristorazione ambulante) ;
• Imprese di Servizi, Manifatturiere o del settore Costruzioni, anche se non iscritte nella sezione Artigiani della CCIAA .
Le domande di agevolazione possono essere presentate a partire dal 22 gennaio 2015.  www.studiolegaleomnia.com

fonte:ilikepuglia.it

di Laura Maria Pia Tota

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08/01/2015 MOLTE BANCHE IGNORANO IL DIVIETO DI ANATOCISMO

Secondo un’indagine condotta dal Movimento Consumatori oltre 30 banche continuano a capitalizzare gli interessi debitori maturati nei trimestri precedenti e ad applicare anche su tali somme gli interessi passivi. E’ cosi emersa l’applicazione, da parte delle banche degli interessi anatocistici, in violazione della legge di Stabilità per il 2014. La Legge, infatti, a partire dal 1° gennaio 2014, ha introdotto il divieto circa l’applicazione di interessi sugli interessi per tutte le operazioni bancarie.
Si tratta di comportamenti gravi che per il 2014 hanno comportato l’addebito di interessi illegittimi, che possono essere stimati in circa due miliardi di euro.
“Appare indispensabile informare tutti i risparmiatori che tale pratica è ormai illegittima” – secondo l’avv. Dario Barnaba di Confconsumatori – “e che, in caso di violazione, essi hanno il diritto di chiedere la restituzione degli interessi illegittimamente pagati”.

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