L'ex comandante della nave Costa Concordia Francesco Schettino è stato condannato in primo grado dai giudici del Tribunale di Grosseto a 16 anni di reclusione e a un mese di arresto. «Il processo – commenta l’avv. Roberto Loizzo di Confconsumatori – ha fatto sicuramente emergere non solo la responsabilità diretta dello Schettino, ma anche tutto ciò che non andava all’interno della nave e nelle procedure di sicurezza dell’armatore». Confconsumatori esprime grande soddisfazione per le provvisionali riconosciute ai naufraghi assistiti da Confconsumatori: «Trattasi di danno morale che il tribunale ha voluto stabilire nella misura minima prudenziale di almeno euro 30 mila, in attesa della liquidazione del maggiore danno che potrà determinare il giudice civile».
Le condanne al pagamento sono state inflitte non solo a Schettino, ma direttamente anche a Costa Crociere Spa. Il Tribunale con la sentenza dell’11 febbraio scorso, ha infatti deciso che l’associazione era ed è legittimata a rappresentare interessi diffusi delle categorie interessate all’evento, essendo direttamente offesa dai delitti commessi dall’imputato e avendo quindi subito un danno morale, simbolicamente quantificato in 15 mila euro. Confconsumatori proseguirà la propria riconosciuta e legittimata attività di rappresentanza e difesa dei diritti dei consumatori quali viaggiatori e turisti anche in futuro, a difesa dei diritti della collettività e contro ogni lusinga o compromesso.
Il Tribunale di Fermo, con un’ordinanza del 3 novembre 2014, pubblicata pochi giorni fa, ha condannato una banca a restituire ottantaduemila euro, affermando il principio giuridico secondo cui: la formula matematica contenuta nelle istruzioni della Banca d’Italia in materia di usura, non vincola il giudice chiamato a verificare il costo di un singolo finanziamento.
Il fatto era il seguente. Nel 2012 un cliente ha fatto causa contro la propria banca sollevando l’eccezione di usurarietà dei tassi applicati ad alcuni finanziamenti collegati a un conto corrente. Con una Consulenza tecnica d’ufficio disposta dal Tribunale, è stato accertato il superamento delle soglia d’usura con l’utilizzo di una formula diversa da quella indicata per fini statistici da Banca d’Italia e il giudice ha ribadito che non può essere condivisa l’eccezione della banca secondo la quale sarebbe necessario applicare la formula del Teg di Banca d’Italia.
Secondo l’avv. Nuccia Lisi di Confconsumatori: “il Tribunale di Fermo ha applicato e confermato l’insegnamento della Cassazione (n. 46669\2011) secondo cui le istruzioni di Banca d’Italia non costituiscono fonte di diritti od obblighi e non vincolano quindi il giudice”.
Alcuni utenti ci hanno sottoposto una comunicazione, inserita nella bolletta di casa, secondo la quale Telecom, con decorrenza 1° maggio 2015 modificherà unilateralmente il costo dell’utenza domestica, offrendo chiamate illimitate e portandolo a 29,00 euro mensili.
L’offerta non è e non sarà economica per tutti. Molti utenti infatti utilizzano la linea domestica più per ricevere telefonate, che per farle. A prescindere dall’economicità o meno della modifica unilaterale del servizio (che deve esser verificata di volta in volta) appare comunque illegittimo consentire al gestore telefonico di modificare unilateralmente il contenuto del contratto ed il prezzo pagato. Come si legge nell’informativa- sarà l’utente, sempre che se ne accorga, a dover recedere dal contratto, inviando entro il 31.5.2015 una lettera raccomandata o diversa comunicazione scritta.
Trattasi di un “intervento” contrattuale che è relativo al servizio RTG universale e che riguarda milioni di utenti, molti dei quali (per età, istruzione e salute) in difficoltà a scrivere e dover inviare comunicazioni scritte. Si aggiunga poi che l’utente, sia pure tempestivamente dissenziente, sosterrà in ogni caso un costo consistente nelle spese di produzione ed invio della comunicazione scritta (in realtà se si leggono le condizioni di contratto mediante lettera raccomandata a.r. ovvero posta certificata ovvero fax).
Al contrario la modalità di comunicazione della variazione da parte di Telecom, a mezzo di una semplice busta non raccomandata, non è affidabile in quanto non consente di ritenere che tutti gli interessati ricevano compiuta notizia della nuova tariffazione e quindi che siano sostanzialmente messi in grado di poter esercitare, nella tempistica di 30 giorni, il diritto di recesso. Pertanto occhio alla bolletta e pronti con la penna perché l’impennata dei costi è dietro l’angolo.
Intanto la Confconsumatori ha già inoltrato ieri un esposto all’Agcm (autorità per la concorrenza ed il mercato) ed all’Agcom (autorità di garanzia per le comunicazioni) affinchè intervengano con solerzia per fermare Telecom.
Nasce Destinazione Sud: il marchio turistico del Mezzogiorno che si mette in rete per competere nei mercati internazionali. L'iniziativa è stata presentata alla Bit di Milano. Il nuovo brand turistico del Sud Italia nasce da Rete Destinazione Sud. Per la prima volta vengono presentati contestualmente pacchetti turistici, tutti caratterizzati dall'offerta di luoghi e situazioni uniche per bellezza, originalità, mitezza del clima.
«Mancava un prodotto turistico che proponesse con una strategia unica le ricchezze del territorio, innovando e al contempo riducendo i costi grazie all'assenza di intermediazione». Michelangelo Lurgi, presidente di Rete Destinazione Sud, sottolinea l'impegno di decine e decine di operatori e di imprenditori di riferimento delle regioni Puglia, Campania, Basilicata e Calabria, che si sono uniti in rete, per potenziare la competitività del sistema turistico meridionale sviluppando azioni comuni di promozione e commercializzazione tradizionale e online.
L’obiettivo è quello di attirare visitatori provenienti dai nuovi mercati delle potenze industriali emergenti così come da quelli consolidati. Destinazione Sud cercherà di assicura la destagionalizzazione del turismo meridionale.

La Procura di Roma sta indagando alcuni ex dirigenti di Veneto Banca, che in Puglia ha incorporato Banca Apulia, con riferimento ad accuse di «ostacolo all’attività di vigilanza» della Banca d’Italia, nonché per «gravi anomalie nella gestione», che potrebbero aver danneggiato i circa ottantottomila azionisti della Banca.
L’indagine è condotta dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e nasce dagli accertamenti ispettivi di Bankitalia del 2013.
In particolare, secondo l’ipotesi della Procura, alcuni dirigenti avrebbero tentato di nascondere la decurtazione economica del patrimonio c.d. di vigilanza indicando nelle segnalazioni periodiche a Banca d’Italia un patrimonio di vigilanza (principale parametro per la valutazione dell’istituto) superiore a quello effettivo.
Inoltre, la Procura ipotizza anche che la Banca avrebbe rappresentato «all’autorità di vigilanza di possedere un indice di solvibilità (denominato Core Tier 1), superiore all’8% mentre in realtà il valore era al 6,3%».
Infine, un’altra accusa è che la Banca avrebbe diffuso «un valore dell'azione Veneto Banca non rispondente al vero» giudicata da Bankitalia «un price/book value (1,43) incoerente con il contesto economico attuale e d’ostacolo al compimento di operazioni societarie per le ricadute sulla stabilità dell'azionariato».
Confconsumatori pertanto ritiene necessario costituirsi parte offesa nel procedimento penale per tutelare i risparmiatori azionisti che hanno acquistato le azioni Veneto Banca. Infatti, secondo l’avv. Antonio Pinto legale di Confconsumatori: “laddove le ipotesi accusatorie della Procura trovassero conferma nel corso del giudizio, gli azionisti avrebbero subito tre tipi di danno risarcibile: aver acquistato azioni ad un prezzo che potrebbe essere superiore a quello veritiero, esser stati indotti a comprare azioni, come contropartita di finanziamenti, avere in portafoglio azioni che, non essendo quotate appaiono di difficile smobilizzo”.
di Antonio Pinto
fonte: ilikepuglia.it
E’ attivo il Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa finanziato dallo Stato e gestito dalla Consap. Secondo dati aggiornati all’8 gennaio, da quando è stato istituito (27 aprile 2013) sono state attivate 21.606 pratiche, per un controvalore di debito residuo sospeso pari a 2 miliardi di euro. Nel 93,2% dei casi la sospensione è motivata dalla perdita del posto di lavoro.
L’avv. Dario Barnaba di Confconsumatori spiega che al Fondo, infatti, possono accedere i titolari di mutui prima casa, solo in alcune circostanze: “disoccupazione, il decesso del titolare o l’insorgenza di un handicap, mentre l’indicatore Isee del titolare non deve superare i 30mila euro annui. In questo caso, la sospensione riguarda l’intera rata e durante il periodo di stop (massimo 18 mesi) è il Fondo a pagare gli interessi alla banca, ma solo relativamente alla percentuale rappresentata dal parametro (Irs o Euribor), mentre lo spread rimane a carico del cliente e viene spalmato sulle rate alla ripresa dei pagamenti”.
Il consumatore, quindi, per chiedere la sospensione del versamento delle rate di mutuo della prima casa, dovrà recarsi presso il proprio Istituto di Credito mutuante con un proprio documento di identità, un modello Isee regolarmente compilato, la prova della cessazione del proprio rapporto di lavoro o del riconoscimento della propria malattia o infortunio o handicap sopravvenuti.
L’istituto di credito dovrà verificare la completezza e la regolarità formale della documentazione e, in caso di esito positivo, effettuare la conseguente registrazione della domanda a cui seguirà l’acquisizione di un numero identificativo della pratica.
La Banca è obbligata ad inviare tutta la documentazione alla Consap entro 10 giorni lavorativi.
Entro i successivi 15 giorni lavorativi la Consap (che gestisce il Fondo di Solidarietà finanziato dal Governo) dovrà far conoscere la propria decisione comunicandola alla banca.
L’eventuale rigetto della domanda sarà specificatamente comunicata alla Banca che dovrà obbligatoriamente comunicare al mutuatario la motivazione della mancata accettazione della domanda.
Il Consiglio dei Ministri del 10 febbraio ha emanato il Decreto attuativo del bonus bebè 2015. Previsto dalla Legge di Stabilità, il bonus è destinato ai nuovi nati e adottati a partire dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017. L’importo del bonus bebè è di 80 euro mensili se il reddito dei componenti il nucleo famigliare è inferiore ai 25.000 euro annui e 160 euro se il reddito non è superiore a 7.000 euro. La domanda per il bonus bebè 2015 si presenta all’Inps in modalità esclusivamente telematica. Si può provvedere per proprio conto alla compilazione e all’invio della domanda; basta avere il pin dispositivo rilasciato dall’ente ed inviarla accedendo al proprio profilo online. In alternativa è possibile rivolgersi ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF) oppure ai patronati che si prenderanno cura di inviare la domanda all’Inps per conto dell’interessato.
Anche la sede di Bari della Confconsumatori di Via Bozzi n.13, operando presso il Patronato di Confartigianato è in grado di aiutare chi si trova nelle condizioni previste.
Scarica gratuitamente la GUIDA SUI DIRITTI NEL MATRIMONIO, redatta dal Consiglio Nazionale del Notariato e alcune Associazioni di consumatori, fra cui la Confconsumatori. Il link è il seguente:
http://www.notariato.it/…/def…/files/Guida_Il_Matrimonio.pdf
Confconsumatori chiede un confronto con le Istituzioni
Confconsumatori ha inviato una lettera a tutte le Istituzioni coinvolte nell’operazione della cessione della rete elettrica delle Ferrovie dello Stato, esprimendo preoccupazione circa la ricaduta che tali decisioni potrebbero avere sui consumatori e chiedendo di aprire un tavolo di confronto. Nella lettera, firmata dalla presidente di Confconsumatori Mara Colla, l’associazione esprime «Viva preoccupazione che la dismissione della proprietà della rete elettrica servente i trasporti ferroviari possa incidere negativamente sull’utenza, in particolare in relazione ai livelli tariffari, sia dei servizi di trasporto sia del costo dell’energia». Tra i destinatari della lettera ci sono il Presidente Matteo Renzi, i Ministri Pier Carlo Padoan e Maurizio Lupi, il Presidente di Agcm Giovanni Pitruzzella, il Presidente dell’Aeegsi Guido Bortoni e il Presidente dell’Art Andrea Camanzi.
«Poiché si tratta di beni già facenti parte del demanio ferroviario, - continua la missiva - a suo tempo trasferito alle FS con un chiaro vincolo di destinazione, riferito anche agli utili netti della gestione (art. 15 Legge 17 maggio 1985 n. 210), vincolo sempre ribadito anche dalla successiva giurisprudenza civile ed amministrativa, riteniamo necessario che oltre al procedimento avviato dall’Aeegsi (di cui alla Del. 22 gennaio 2015) sia anche intrapreso un percorso di approfondimento dei vincoli giuridici ed economici che connotano tutta la rete ed i servizi ferroviari in termini di interesse pubblico.
Indispensabile appare di conseguenza il confronto, fin da subito e non a cose fatte, con le associazioni dei consumatori e con tutte le Autorità a vario titolo necessariamente interessate a questa complessa e significativa questione».
In base alla nuova legge di Stabilità, infatti, Terna, gestore della rete di trasmissione nazionale, potrà acquistare le linee elettriche delle Ferrovie dello Stato, un network elettrico a media e alta tensione che corre lungo i binari per circa 9 mila km e valutata 1 miliardo dall’AD di FS Michele Elia. Il rischio, però, è che Terna trasferisca parte del costo ai consumatori nella bolletta della luce, quando, invece, gli italiani hanno già pagato la rete attraverso le tasse.
LA PARTITA DELLE PRIVATIZZAZIONI - La cessione delle linee elettriche è solo il primo step di un complesso percorso mirato a fare entrare i privati nel gruppo FS. Nei giorni scorsi la task force alla guida dell’operazione ha annunciato gli advisor scelti dal Tesoro per affiancarsi nel processo di privatizzazione.
Se per il Governo la partita delle privatizzazioni di Enel, Poste e Ferrovie sarà «Vantaggiosa per le Aziende e per abbattere il debito pubblico», per Confconsumatori l’attenzione dovrà restare puntata sul servizio garantito al consumatore: l’efficienza del servizio, il mantenimento dei collegamenti locali a bassa velocità e, soprattutto, nessun aggravio nelle tariffe.
Il canone concessorio previsto dal Codice della strada si applica anche alle occupazioni dei sottoservizi telefonici e delle altre reti di telecomunicazione. È quanto affermato dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 6459 del 31 dicembre 2014.
La sentenza riguarda il canone per l’uso o l’occupazione delle strade, che trova la propria disciplina fondamentale nell’articolo 27 del Codice della strada (Dlgs 285/92) e si configura quale entrata patrimoniale, che grava sui soggetti titolari di concessione che utilizzano il suolo e il sottosuolo pubblico.
Il Consiglio di Stato ha ribaltato l’orientamento dei Tar, ed ha chiarito che il presupposto della pretesa si rinviene nelle fonti legislative che consentono l’introduzione del canone di occupazione, ed in particolare nell’articolo 27 del Dlgs 285/92.
La sentenza del Consiglio di Stato ha rilevanti conseguenze sugli enti locali, che potranno così fare cassa, con la conseguente possibilità di alleggerire i tributi locali sui cittadini.
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