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CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA CONFCONSUMATORI FEDERAZIONE REGIONALE PER LA PUGLIA

In allegato, la convocazione per l’Assemblea Regionale.
Ricordo a tutte le Federazioni provinciali che, oltre agli adempimenti statutari (verbale assemblea, relazione attività 2015, bilancio 2015 e iscritti) dovranno entro l’Assemblea regionale, provvedere a terminare l’inserimento degli iscritti nel database, secondo la comunicazione della Presidente nazionale.

Stante la necessità di fornire un numero preciso di partecipanti al gestore del locale "Terranima", per un piccolo rinfresco, siete pregati di fornire, a questo indirizzo e-mail, la Vostra risposta esplicita ( SI oppure NO ) in merito alla partecipazione all' Assemblea suddetta.

Grazie e buon lavoro.

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LA CONVOCAZIONE DELL' ASSEMBLEA PROVINCIALE DI BARI DELLA CONFCONSUMATORI-PUGLIA

in allegato, la convocazione dell' Assemblea Provinciale di Bari della Confconsumatori-Puglia.

A presto rivederci.

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10/04/2016 ETRURIA: CONTINUANO LE COSTITUZIONI PARTE CIVILE

 Con gli atti oggi depositati la Confconsumatori ha provveduto così a chiedere la costituzione di parte civile per complessivi 130 investitori della Banca Etruria.

Di questi 130, ben 120 abitano in Toscana.

Sempre su 130 danneggiati ben 115 hanno acquistato i titoli direttamente nelle filiali della Banca Etruria, essendo clienti pluriennali ed affezionati.

Si tratta di titolari di obbligazionisti subordinati e azionisti che chiedono, complessivamente, un ristoro di circa 3,5 milioni di euro;  la maggior parte di questi ovviamente in obbligazioni subordinate azzerate dallo stato di insolvenza della Banca.

Quasi tutti i danneggiati (almeno 100 su 130) hanno acquistato i loro titoli, sia subordinate che azioni (visto l’aumento di capitale sociale contestato dalla Procura della Repubblica nel capo di imputazione) nel corso dell’anno 2013 confidando che la Banca, con quelle emissioni, avrebbe sanato la propria posizione patrimoniale.

Confconsumatori non esclude nel corso del procedimento penale, se i propri associati saranno ammessi, di coinvolgere (chiedendone la chiamata) la vecchia Banca in liquidazione coatta amministrativa che deve risarcire, eventualmente, i danni causati dalla condotta dei propri vertici in capo agli azionisti ed ai titolari di strumenti patrimoniali.

Ovviamente Confconsumatori prosegue con le proprie azioni anche giudiziarie tanto da promuovere prossimamente altra importante causa civile, con numerosi investitori frodati, dinanzi al Tribunale di Livorno nei confronti della Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio che, quale acquirente dell’azienda bancaria, deve rispondere per gli errori e le inadempienza commesse nella vendita (intermediazione finanziaria) dei propri titoli, nonché della condotta dei propri dipendenti che hanno raccomandato gli investimenti, così da risarcire i danni arrecati agli obbligazionisti subordinati.

Si invitano gli interessati a prendere contatti con le sedi territoriali dell’associazione o con la sede nazionale compilando il modulo in calce.

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08/04/2016 L’ANATOCISMO “RIESUMATO” E' INCOSTITUZIONALE

Il Governo ha reintrodotto l’anatocismo, vietato dal 2014, all’interno della riforma delle BCC, ma per Confconsumatori è incostituzionale:Il Governo ha reintrodotto l’anatocismo, vietato dal 2014, all’interno della riforma delle BCC, ma per Confconsumatori è incostituzionale: 

Lo scorso 6 aprile il Senato ha approvato il Decreto Legge governativo sulle banche, nel quale è stata inserita anche una norma che introduce nuovamente l’anatocismo. La norma prevede che gli interessi scaduti dopo un anno, si sommano al capitale ancora dovuto dal debitore, e quindi, a loro volta, concorrono a produrre nuovi interessi, che andranno calcolati sia sul capitale sia sugli interessi scaduti e non versati. È una norma che vale miliardi di euro all’anno per le banche ma per Confconsumatori il processo di reintroduzione è incostituzionale.

 

L’Anatocismo era vietato dal 1° gennaio 2014 ed era stato oggetto di sentenze di censura da parte della Cassazione, grazie anche alle tante cause proposte dalle Associazioni dei consumatori. Ciò nonostante è stato “riesumato” e reintrodotto all’interno di un decreto legge che aveva un altro oggetto - la riforma delle Bcc – sul quale è stata posta la fiducia, evitando così il confronto con le Associazioni dei consumatori e con le imprese.

 

Le associazioni dei consumatori nei giorni scorsi avevano già espresso congiuntamente la propria disapprovazione rispetto all’emendamento Boccadutri che reintroducendo l’anatocismo rappresenta un vero e proprio “regalo alle banche”. Oggi, a norma approvata, Confconsumatori intende contestarla non solo nei contenuti ma anche nel metodo: «La legge di conversione è incostituzionale – spiegano i legali di Confconsumatori - infatti se il tema del Decreto Legge era la riforma delle Bcc è incostituzionale inserire, nella conversione, tematiche diverse all’oggetto del D.L. che deve avere i requisiti di urgenza».

 

«Incredibili – continuano i legali - le dichiarazioni del proponente, l’on. Boccadutri, che addirittura esulta, solo perché per aver modificato semplicemente la periodicità della capitalizzazione degli interessi, da trimestrale (come era prima del 2014), ad annuale. Boccadutri omette, però, di riferire che il primo effetto della norma è proprio quello di esser tornata a legalizzare, una pratica ormai messa al bando».

confconsumatoripuglia@yahoo.it

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07/04/2016 DA CONFCONSUMATORI ALTAMURA. PRECISAZIONI SULLE NOVITÀ RELATIVE AL PAGAMENTO DEL CANONE RAI

Da quest’anno il Canone Rai ha subito delle variazioni nell’importo e nelle modalità di pagamento. Queste novità hanno apportato un po’ di confusione tra i contribuenti che vogliamo ora chiarire.
1. L’importo annuale del canone è di 100 euro.
2. Non ci sarà più il bollettino come accadeva in passato in quanto il pagamento avverrà con la fattura di fornitura di energia elettrica e l’importo annuo sarà suddiviso in dieci rate mensili (da gennaio ad ottobre). Quest’anno, a partire da luglio, si cominceranno a pagare le prime sette rate e poi di seguito le altre tre rate con le bollette successive.
3. Chiunque detiene un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive è tenuto al pagamento del canone. Ciò avverrà a nome dell’intestatario del contratto di fornitura elettrica in quanto si presume che lo stesso sia in possesso di un apparecchio televisivo.
4. Il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi e per tutte le abitazioni del nucleo familiare anagrafico.
5. Dal 1 gennaio 2016 la disdetta per suggellamento dell’apparecchio non è più prevista.
6. Con il Provvedimento del 24 marzo 2016 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito i casi in cui non si è obbligati al pagamento del canone. Ogni caso deve però obbligatoriamente essere denunciato con una autocertificazione, di validità annuale, che espone a responsabilità penale chi dichiara il falso. Tale dichiarazione deve essere spedita improrogabilmente entro il 30 aprile se inviata con posta tradizionale o entro il 10 maggio se inviata in via telematica dai soggetti autorizzati.
Lo staff della Confconsumatori di Altamura è pronto a chiarire quali sono i diversi casi in cui il canone non è dovuto e a supportare chiunque avesse difficoltà nella compilazione della Dichiarazione.
Vi aspettiamo presso la nostra sede in Altamura, Via Giandonato Griffi 14 il martedì, mercoledì e venerdì dalle 19.00 alle 21.00

confconsumatori_altamura

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BONUS A SAPERSI-BITONTO

Incontro di Confconsumatori per conoscere gli sconti sulle bollette di energia elettrica e gas, resi operativi dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, per assicurare un risparmio sulla spesa energetica alle famiglie in condizione di disagio economico e/o fisico.

Bonus a sapersi-bitonto

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03/04/2016 ESEMPIO CONCRETO DI "VOTARE" CON IL PORTAFOGLIO

Dopo aver visto un reportage giornalistico completo sulla storia di Giulio Regeni, appare opportuno che nessun italiano scelga come meta turistica l'Egitto, da Sharm El Sheik alle crociere sul Nilo. Finché il governo di quel Paese dimostrerá disprezzo per i diritti umani e per l'Italia, non meritano i nostri soldi.

 
 
 
 

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31/03/2016 CONFCONSUMATORI PARTE CIVILE CONTRO ALEMANNO

Roma, 30 marzo  2016 – Lo scorso 25 marzo, il Presidente della II° Sezione del Tribunale Penale di Roma, ha emesso un’ordinanza con la quale ha ammesso la costituzione  di parte civile della Confconsumatori Federazione Regionale Lazio nel procedimento penale pendente principalmente a carico di Giovanni Alemanno, ex Sindaco di Roma.

Le indagini svolte e la conseguente vicenda processuale è relativa al compimento di atti contrari ai doveri di del suo ufficio anche sotto il profilo della violazione dei doveri di imparzialità, più precisamente condotte illecite configuranti le fattispecie incriminatrici di cui agli artt. 318,319,321 e 360 del codice penale, qualificate come reati-fine della più ampia condotta associativa di stampo mafioso ex art. 416 bisdel codice penale operante su Roma, oltrechè quelle di finanziamento illecito a partiti o soggetti politici, altrimenti nota come “Mafia Capitale” ascritta agli altri correi per i quali si procede separatamente.

 “Con le dovute cautele per un procedimento ancora in corso – afferma l’avvocato Barbara d’Agostino – Presidente della Confconsumatori Lazio – la vicenda, nella quale, a quanto consta, sono coinvolti alti Funzionari della Pubblica Amministrazione, rappresenta, in modo  drammatico un sistema corrotto  in ambienti insospettati, che dovrebbe svolgere la  funzione con il fine specifico della tutela del servizio pubblico, nonché gestione corretta e pulita dei soldi pubblici e, nel caso odierno, la  Confconsumatori Lazio, è nuovamente confermata la legittimazione alla costituzione quale parte civile nel processo.

Particolarmente importante, quindi, è la conferma da parte del Tribunale Penale di Roma della legittimazione di Confconsumatori Federazione Regionale Lazio a rappresentare interessi diffusi in un processo penale. Gli avvocati Chiara de Bellis ed Eleonora Centonze, incaricate per la costituzione di parte civile dichiarano: “Si tratta di una  importante e fondamentale conferma del riconoscimento del ruolo di ConfConsumatori Federazione Regionale Lazio, quale associazione che agisce a tutela dell’interesse generale e comune di un’intera categoria di utenti,  posto che tra i fini istituzionali della associazione vi è precipuamente la difesa e della tutela dei cittadini, intesi come utenti e consumatori, che fruiscono quotidianamente dei servizi e dei beni pubblici erogati dall’apparato della Pubblica Amministrazione, in modo che sia assicurato e garantito il corretto esercizio della funzione amministrativa in ottemperanza ai principi inderogabili di legalità, di buon andamento, di trasparenza e di imparzialità, principi costituzionalmente sanciti che devono ispirare l’attività degli apparati burocratici statali oltreché quella degli enti pubblici territoriali ed istituzionali ”

Inoltre – continuano i legali di Confconsumatori – è una decisione che si pone in piena continuità con quanto già affermato dalla Suprema Corte di Cassazione in numerose pronunce e da ultimo con la sentenza numero 35104 emessa il 22 giugno 2013 nel cotesto della quale si è affermata solennemente  la legittimazione dell’associazione Confconsumatori a costituirsi parte civile in un procedimento penale allorquando le condotte criminose oggetto del giudizio abbiano leso gli scopi primari e le specifiche finalità dell’ente senza scopo di lucro in quanto il reato determina conseguenze dannose anche all’associazione che ha istituzionalmente assunto la tutela e la salvaguardia di un determinato diritto quale proprio obiettivo principale“.

Il Presidente della Confconsumatori Lazio

Avv. Barbara d’Agostino

 
 

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26/03/2016 MALEDETTI VOI, MERCANTI D’ACQUA!

Le decisioni prese in questi giorni, sia dal governo Renzi che dal Parlamento, sulla gestione pubblica dell’acqua, sono di una estrema gravità perché un governo democratico rifiuta quello che il popolo aveva già deciso con il Referendum del 2011.

È stato ora diffuso il Testo unico sui servizi pubblici locali, decreto attuativo della Legge Madia n. 124/2015, che si prefigge gli obiettivi di “ridurre la gestione pubblica dei servizi ai soli casi di stretta necessità” e di “garantire la razionalizzazione delle modalità di gestione dei servizi pubblici locali in un’ottica di rafforzamento del ruolo dei soggetti privati.” In questo Testo unico c’è l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali attraverso società per azioni, nonché l’obbligo, ove la società per azioni sia a totale capitale pubblico, di rendere conto delle ragioni del mancato ricorso del mercato ed infine di presentare un piano economico-finanziario sottoscritto da un Istituto di credito. Un segnale più chiaro del totale disprezzo della volontà popolare espressa nel Referendum non ci potrebbe essere.

A questo si aggiunge il “blitz” di pochi giorni fa, fatto da Renzi-Madia in Commissione Ambiente della Camera, dov’era in discussione la Legge d’iniziativa Popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, che aveva ricevuto nel 2007 oltre 400mila firme, che è stata ripresentata in questa legislatura da un inter-gruppo parlamentare (M5S, Sel e alcuni PD) . Il “blitz” Renzi- Madia è avvenuto il 15 marzo, quando in Commissione Ambiente è stato approvato un emendamento che abroga l’articolo 6 del progetto di legge che definiva il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e ne disponeva l’affidamento esclusivo a enti di diritto pubblico, vietando l’acquisizione di quote azionarie. Tutto questo è stato cancellato per volontà del governo Renzi e del PD. Un atto parlamentare, questo, che costituisce il tradimento totale della volontà popolare espressa nel Referendum del 2011. I deputati M5S e Sinistra Italiana hanno abbandonato i lavori della Commissione, lasciando che fosse approvato dalla sola maggioranza con l’accordo del governo. Il PD si difende dicendo che l’acqua resta pubblica, ma che può essere gestita dai privati! Infatti il nodo centrale è proprio la gestione, perché questo Testo unico e le nuove norme sui servizi locali rendono eccezionale una gestione pubblica e reintroducono “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, cancellata dal referendum del 2011. E pensare che Renzi nel 2011, allora sindaco di Firenze, aveva proclamato il suo Sì per l’acqua pubblica!

Quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi è di una gravità estrema.

Per questo mi appello ai 26 milioni di italiani/e perché si informino e si mobilitino(sit-in, sensibilizzazione nelle proprie realtà locali) contro la stravittoria del neoliberismo, del mercato, dei profitti e si ribellino scendendo in piazza.

Mi appello ai vescovi italiani perché si esprimano sulla questione acqua che già il papa nell’enciclica Laudato si’ ha definito “diritto umano essenziale, fondamentale e universale” anzi, “come diritto alla vita”.

Mi appello ai preti, perché sensibilizzino i loro fedeli nelle omelie domenicali.

Mi appello alle comunità cristiane, dopo una così forte dichiarazione del papa sull’acqua, perché ritornino a impegnarsi e a ricongiungersi con il grande Forum Italiano dei Movimenti dell’acqua pubblica che ha portato nel 2011 alla vittoria referendaria. Dobbiamo ora ottenerne un’altra! Si tratta di vita o di morte per noi e per gli impoveriti. Infatti sia per noi, ma soprattutto per gli impoveriti, è l’acqua (la Madre di tutta la vita) il bene più prezioso, che sarà sempre più scarso per il surriscaldamento del Pianeta. Se permetteremo alle multinazionali di mettere le mani sull’acqua, avremo milioni di morti di sete. La gestione dell’acqua deve essere pubblica, fuori dal mercato e senza profitto, come sta avvenendo a Napoli, unica grande città italiana ad aver obbedito al Referendum.

Diamoci tutti/e da fare perché il nostro governo obbedisca a quanto ha deciso il Popolo italiano nel 2011.

Napoli, 19 marzo 2016

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