Su proposta dei tre consiglieri Amati, Pentassuglia e Gatta, il Consiglio regionale della Puglia, il 29 settembre scorso, ha approvato una nuova legge che autorizza i cacciatori ad abbattere gli uccelli selvatici denominati “sturnus vulgaris”.
L’autorizzazione al “prelievo” (ossia a sparare agli uccelli selvatici della tipologia sturnus vulgaris) viene concessa “al fine di proteggere i raccolti agricoli e limitare le conseguenze di natura igienico-sanitaria”. La norma però, rimane per ora priva di efficacia. La legge infatti sarà operativa soltanto laddove la la Giunta regionale dichiari la compatibilità di tale “prelievo”, previa redazione di studi sul fenomeno migratorio dei predetti uccelli e sul rispetto delle normative inerenti la protezione della fauna selvatica.
Orbene, sarebbe stato più logico eseguire prima le verifiche di compatibilità, e solo dopo emanare, eventualmente, la legge.
La legge stanzia anche una somma di euro 20.000 per un nuovo capitolo di spesa intitolato “Monitoraggio e studi sul fenomeno migratorio dello sturnus vulgaris”. Ricordo che una volta creato un capitolo di spesa nuovo nel bilancio regionale, è sempre possibile rifinanziarlo anche nel futuro.
Il dispiacere sincero che provo nel leggere questa nostra legge regionale è che solo qualche giorno fa, la Regione Lombardia ha approvato una legge eccellente intitolata Manifattura 4.0, che fornisce un binario solidissimo alle PMI lombarde per innovarsi e competere sui mercati. Mentre il Consiglio regionale pugliese dedica una legge a “far guerra” agli uccelli selvatici. Che dire, io confido nella prossima legge. Ad maiora.
di Antonio Pinto
fonte:ilikepuglia.it
La Confconsumatori di Altamura, Associazione di difesa dei diritti dei cittadini ed utenti riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico, denuncia lo stato di grande abbandono e precarietà -oltre che di pericolosità- delle strade urbane ed extra urbane della Città di Altamura. Si evidenzia, altresì, che alla situazione cronica relativa al dissesto del manto stradale delle strade cittadine si è aggiunta, negli ultimi tempi, l’ulteriore anomala presenza di un taglio di circa cm. 15 parallelo al manto stradale -probabilmente utilizzato per il cablaggio della fibra ottica- che percorre diversi tratti delle principali arterie cittadine. Questi punti, però, non sono stati adeguatamente bitumati ed hanno lasciato profondi solchi sulle strade trasformate così in vere e proprie trappole per cicli e motocicli con un livello altissimo di pericolosità per il rischio di cadute ed incidenti.
In seguito a tale situazione la Confconsumatori chiede, pertanto, che l’Amministrazione comunale intervenga sull’azienda esecutrice dei lavori affinché ripristini lo status quo ante delle strade; lo stesso intervento si richiede in tutti gli altri cantieri comunali che hanno subito danni a seguito di scavi o altri interventi.
Si invita, inoltre, il Sindaco di Altamura a convocare con urgenza una conferenza di servizi tra i vari enti ed aziende interessate ad effettuare lavori pubblici che prevedono scavi, perforazioni -o comunque smantellamenti del manto stradale- per far sì che la mancata pianificazione degli stessi lavori renda assurdamente inutile l’ordinaria manutenzione stradale che con la TASI tutti i cittadini altamurani pagano integralmente. Pare, a volte, che in questa città si agisca come Penelope quando viene smantellato ciò che poco prima si è realizzato a spese della collettività.
Si vuole inoltre ricordare che, nonostante le ripetute denunce, non si è ancora ripristinata la barriera protettiva in metallo posta sulla bretella tra Piazza Stazione e Via Corato mancante da circa un anno a causa di un incidente.
Altro capitolo merita la completa revisione della segnaletica stradale ordinaria e quella relativa ai siti di interesse turistico che risulta essere in uno stato pietoso, assolutamente lontano da quella visione di città protesa all’accoglienza turistica che tutti auspicano.
Infine la Confconsumatori di Altamura invita la cittadinanza a segnalare altre situazione direttamente presso la propria sede di via Griffi, 14 angolo Corso Umberto. Siamo pronti ad azioni legali collettive di denuncia nei confronti degli organismi della Pubblica Amministrazione che, a causa di negligenza e/o superficialità nei controlli, sta provocando danni economici ed aumenti di costi dei servizi all’intera collettività.
Il Presidente
Michele Micunco
A seguito dello scandalo emissioni dei motori diesel in USA, il titolo Volkswagen è crollato in Borsa, registrando nella giornata di ieri, da quanto emerso da notizie diffuse dai media, un - 20%.
La vicenda che vede protagonista il colosso tedesco, oltre ad un danno all’ambiente ed alla salute, provoca, indubbiamente, un danno anche per i possessori di titoli del gruppo Volkswagen che nel giro di poche ore hanno subito un crollo verticale del valore degli stessi, con conseguente perdita economica. Il rischio è che il valore del titolo possa scendere ancora, anche a seguito delle prevedibili multe e cause di risarcimento danni da parte degli acquirenti statunitensi, nonché perdite di quote di mercato per il danno di immagine subito.
Pertanto, oltre agli acquirenti che hanno comprato un bene con caratteristiche diverse da quelle promesse, anche i risparmiatori hanno subito un danno.
La Confconsumatori, forte dell’esperienza ultradecennale in materia di “Risparmio Tradito” è già al lavoro per valutare se vi sono gli estremi per tutelare sia gli acquirenti (laddove dalle indagini dovesse risultare che anche sulle auto vendute in Italia sia stato effettivamente montato il software civetta) che i risparmiatori, in questa triste vicenda.
“Non appena appreso del riscontrato, e confermato dallo stesso gruppo Volkswagen, comportamento posto in essere in violazione di norme specifiche in materia di emissione dal quale è scaturito un crollo del titolo in borsa, come Associazione abbiamo cominciato ad analizzare nel dettaglio la vicenda – afferma l’avv. Emilio Graziuso, componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Confconsumatori – Saremo, quindi, come in passato, al fianco dei risparmiatori con azioni concrete volte ad esaminare la specifica posizione degli stessi ed a valutare, con i nostri esperti, la possibilità di ottenere il risarcimento del danno subito”
Per maggiori informazioni www.confconsumatoribrindisi.it tel. 347 - 0628721.
Confconsumatori, insieme alle Associazioni dei consumatori pugliesi, Coldiretti Campagna Amica e la Regione Puglia – Assessorato Sviluppo Economico, hanno organizzato la «Settimana del Consumatore», che in Puglia si svilupperà secondo un fitto calendario di eventi, organizzati dal 12 al 20 settembre 2015, a Bari, nell’ambito della 79^ edizione della Fiera del Levante. I consumatori potranno degustare i prodotti agroalimentari tradizionali all’interno della ‘Oasi dei Cibi di Puglia’, all’interno del padiglione 170. Saranno realizzati percorsi tematici dedicati al vino, all’olio extravergine di oliva, ai sottoli, ai formaggi , per allietare le giornate dei numerosi visitatori-consumatori che animeranno la Campionaria del Levante. Spazio alla didattica per i più piccoli, con l’Orto allestito nelle aree verdi antistanti il padiglione 170.
L’iniziativa è tesa a rafforzare e diffondere la cultura del consumo dei prodotti del territorio, soprattutto tra i giovani cittadini consumatori, assicurando così agli stessi una corretta informazione per una sana alimentazione che induca a privilegiare la qualità degli alimenti che il territorio pugliese può offrire. Nello stand saranno presenti esperti delle Associazioni che distribuiranno materiale informativo e saranno a disposizione dei cittadini. Confconsumatori collabora, in particolare, sia per la gestione dello stand informativo e sia per i due workshop del 15 settembre (“Commercio e consumatori insieme per uno sviluppo sostenibile”) e del 18 settembre (“Cibi di Puglia e consumo consapevole”) dove vi sarà anche intervento di Antonio Pinto, Presidente regionale di Confconsumatori.
IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI
¨ 14 settembre 2015, ore 12,00 – sala workshop padiglione 170, presentazione ’Il pesto dalle foglie di vite’, Progetto di ricerca
¨ 15 settembre 2015, ore 12,30 - sala conferenze stampa padiglione 152, workshop “Commercio e consumatori, insieme per uno sviluppo sostenibile”, presieduto da Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Puglia
¨ 16 settembre 2015, ore 16,00, sala workshop padiglione 170, incontro/dibattito “Agriturismo e territorio, motore di sviluppo e opportunità per i consumatori ”, promosso da Terranostra Puglia
¨ 16 settembre 2015, ore 19,30, Cinema Esedra “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, pièce teatrale di Andrea Guolo, con Tiziana Di Masi, spettacolo di teatro civile che affronta la piaga della contraffazione
¨ 17 settembre 2015, ore 16,00, sala work shop padiglione 170, laboratorio ‘L’orgOlio degli EVO di Puglia da Nord a Sud’, i consumatori saranno guidati nella degustazione degli oli extravergine di oliva
¨ 18 settembre 2015, ore 16,30, sala work shop padiglione 170 “Cibi di Puglia e Consumo Consapevole”, interventi di saluto e conclusioni di Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Puglia
¨ 18 settembre 2015, ore 18,30, sala work shop padiglione 170 “Premio Oscar Green 2015 – Puglia per EXPO”, il concorso che promuove l’innovazione nell’agroalimentare
All’esito di una rigorosa ispezione della Banca d’Italia, conclusasi pochi mesi fa sarebbero emerse una serie di criticità nella situazione patrimoniale della Banca di credito cooperativo di Canosa e Loconia, capace di incidere negativamente sul valore delle azioni detenute da circa 2.200 soci.
La Banca d’Italia ha contestato ai precedenti vertici della Banca alcune condotte, a suo dire, in violazione degli obblighi previsti dal Testo Unico Bancario.
Sulla scorta di tale autorevole valutazione eseguita dall’Organo ispettivo, Confconsumatori annuncia una serie di azioni a tutela degli azionisti che rischiano di veder depauperato il valore delle azioni detenute.
«L’impegno della nostra associazione – spiega l’avv. Antonio Pinto, Presidente di Confconsumatori Puglia – è quello di aiutare i piccoli risparmiatori ad analizzare la propria posizione specifica e a valutare, con i nostri esperti, le possibilità di risarcimento. L’obiettivo è di tentare di recuperare almeno parte del risparmio investito nella banca Per arrivare al risarcimento del danno che si misura con la perdita di valore del titolo, dall’epoca dell’acquisto, sino ad oggi.”
Secondo i Prof.ri Daniela Caterino e Eustachio Cardinale (esperti di prodotti finanziari che collaborano in questa vicenda con Confconsumatori), per gli azionisti della Banca, al fine di ottenere il rimborso e/o il risarcimento dei danni ci sono tre strade percorribili, rivolgendosi al Giudice: 1) In primo luogo, occorre cercare di provare che la perdita del valore delle azioni, dal momento dell’acquisto sino ad oggi, è dovuta alle condotte illegittime ed alle negligenze di una serie di soggetti che hanno commesso i fatti o che non hanno impedito che questi accadessero, omettendo i controlli previsti dalla legge. In questo modo sarà possibile chiedere il risarcimento del danno subito (ossia la perdita del valore delle azioni). 2) in via alternativa, bisognerà provare che i titoli azionari sono stati acquistati sulla base di informazioni errate date al mercato dei piccoli risparmiatori (ad es. sarà necessario cercare di provare la eventuale sussistenza di bilanci non veritieri e/o false comunicazioni sociali); in tal caso sarà possibile chiedere l’invalidità dei contratti di acquisto e la Banca sarà obbligata così a restituire il valore pari alla sorte capitale investita. 3) In ogni caso, poi, se la Banca non ha fatto firmare il contratto quadro o ci sono altri vizi formali nell’acquisto dei titoli, in violazione degli obblighi informativi previsti e sanzionati dal T.U.F., l’azionista potrà richiedere la nullità del contratto di acquisto delle azioni e la restituzione delle somme investite.
Secondo la Consob, Ente che controlla la regolarità delle condotte dei soggetti che vendono prodotti finanziari quotati in borsa, Poste italiane ha violato le norme che regolano i conflitti di interesse e quelle relative alla materia della valutazione di adeguatezza degli investimenti. Per questo la Consob ha emesso nei confronti di Poste una multa di 60mila euro. In particolare la Consob ha rilevato che Poste Italiane, tra il 2011 e maggio 2014, “ha compiuto scelte strategiche tali da orientare, in assenza di adeguata valorizzazione degli effettivi bisogni della clientela, la propria attività di commercializzazione su specifici prodotti o categorie di prodotti (prevalentemente caratterizzati da elevate commissioni up-front)”.
“In particolare, sottolinea la Commissione, dagli accertamenti ispettivi è emerso il ricorso a disinvestimenti anticipati della clientela, anche di carattere massivo per il tramite di OPA buyback, strumentali alla utilizzazione delle risorse da essi rivenienti per l’acquisto di altri prodotti ‘a budget’ in collocamento, determinando così un ‘effetto sostituzione’ degli strumenti finanziari collocati presso gli investitori (switch), senza che si tenesse conto delle esigenze degli investitori”.
“A fronte di ciò, Poste Italiane ha omesso di gestire tale acuita situazione di conflitto di interessi non evitando che la stessa incidesse negativamente sugli interessi dei clienti e di fatto consentendo il realizzarsi, sul piano operativo dei rapporti con la clientela, di comportamenti non conformi al dovere di agire con diligenza, correttezza e trasparenza”, si legge nella delibera riportata dal Bollettino Consob.
Le carenze riscontrate riguardano inoltre la profilatura della clientela, la ricostruibilità dei comportamenti e la mancata valutazione di adeguatezza sui disinvestimenti.
Le ordinanze emesse dal Tribunale di Milano e Cuneo, l’8 e il 10 agosto scorso, per l'applicazione di interessi anatocistici, vietati dal 1° gennaio 2014 nei contratti di conto corrente con i consumatori. Le banche dovranno pubblicare il dispositivo del provvedimento sulle home page dei propri siti Internet e dovranno comunicarlo a tutti i consumatori nelle stesse modalità con le quali vengono inviati gli estratti di conto corrente. Il principio giuridico affermato è che, in caso di scoperti di conto e aperture di credito, le banche non potevano più applicare interessi anatocistici nei conti correnti dei consumatori (a far capo dal 01.01.2014).
Confconsumatori invita tutti i correntisti intenzionati a ottenere la restituzione degli interessi anatocistici eventualmente applicati.
“Pochi giorni fa, anche il Comitato Interministeriale del Credito e del Risparmio (CICR), ha pubblicato il testo di una Delibera che dia attuazione all’art.120 del TUB, e che conferma il divieto di anatocismo e l’interpretazione della norma seguita dai Tribunali di Milano e Cuneo – afferma l’avv. Dario Barnaba, legale di Confconsumatori - Pertanto, sia le sentenze che la decisione del CICR tolgono ogni alibi alle banche, che devono restituire quanto incassato a titolo di illegittimo anatocismo”.
Per informazioni: confconsumatoripuglia@yahoo.it
eggio Emilia, 26 agosto 2015 – Lo sportello di Confconsumatori di Reggio Emilia ha ricevuto nei mesi scorsi diversi associati che chiedevano assistenza contro azioni di recupero crediti da Equitalia. L’associazione invita chi riceve una cartella esattoriale a prestare molta attenzione e a consultare un esperto prima di pagare. Due recenti vittorie ottenute dalla sede, infatti, dimostranoche in alcuni casi i crediti pretesi sono ormai prescritti o comunque non più esigibili. Alla fine di maggio, infatti, i legali di Confconsumatori, Lorenzo Zappaterra e Sergio Di Chiara, hanno ottenuto importanti vittorie davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Ferrara e al Tribunale di Reggio.
FERRARA, DIFESO UN CONTRIBUENTE – Equitalia, con un giudizio brevissimo di soli 4 mesi, è stata condannata a pagare le spese processuali per aver attivato una cartella esattoriale di38.495,95 euro a carico di un consumatore di Ferrara, per omesso o carente versamento dell’Irpef e Irap per l’anno di imposta 2007 (dichiarazione del 2008). Il giudice ha affermato nella sentenza l'illegittimità di chiedere il versamento di somme relative alla dichiarazione dei redditi oltre «il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni a decorrere dal primo gennaio 2004». La cartella, annullata dalla sentenza, era stata notificata in ritardo nel febbraio 2014. Il Giudice della Commissione Tributaria di Ferrara ha, inoltre, confermato la competenza della Commissione e non del Giudice Ordinario in caso di pretese tributarie avanzate dal fisco e contestate dal contribuente. Un aspetto curioso, evidenziato dai legali, è che dopo la sentenza Equitalia, di fronte alla condanna a pagare 1.000 euro di spese processuali, ha autopignorato la propria sede di Ferrara.
Scarica la sentenza della Commissione Tributaria di Ferrara.
REGGIO EMILIA, MULTE PRESCRITTE – Un cittadino reggiano aveva ricevuto da Equitalia una serie di cartelle esattoriali su contravvenzioni del codice della strada per oltre 8 mila euro e gli era stato addirittura notificato un preavviso di fermo amministrativo dell'autovettura. Il Tribunale ha risolto una diatriba giurisprudenziale disponendo che ad essere competente era, appunto, il Giudice Ordinario e non i vari Giudici di Pace per ogni singolo Comune in cui si era verificata la contravvenzione. Le due ordinanze del Tribunale di Reggio Emilia hanno, inoltre, accertato la prescrizione di una parte delle cartelle per 3.676 euro, sospendendo le cartelle prescritte e rimandato la sentenza finale a un solo Giudice di Pace, evitando così frammentazioni del giudizio e ulteriori costi. Di particolare importanza la pronuncia del Giudice di Reggio Emilia che afferma il nuovo orientamento sulla prescrizione decennale delle cartelle esattoriali: «deve essere valorizzato il recente indirizzo giurisprudenziale, inaugurato con la sentenza della Corte di Cassazione 24 febbraio 2014, n. 4338, secondo cui, una volta divenuta definitiva la pretesa dell'ente impositore, il termine prescrizionale è quello decennale».
Scarica le due ordinanze del Tribunale di Reggio Emilia: ordinanza1, ordinanza2.
«Equitalia non vince sempre – commentano soddisfatti i legali Zappaterra e Di Chiara – molti rinunciano a tentare le vie legali, ma abbiamo dimostrato che anche le concessionarie governative sono tenute al rispetto della norma. Spesso, come nel primo caso di Ferrara, Equitalia ci prova nonostante sappia che ci sono cartelle prescritte». Della stessa opinione anche Secondo Malaguti, presidente regionale di Confconsumatori: «É un luogo comune quello che non c'è nulla da fare contro Equitalia: abbiamo sfatato questo mito. Il presidente Mattarella ha detto che non bisogna lasciare soli i cittadini davanti alle Istituzioni. Noi non lo abbiamo fatto e continueremo così».
fonte: confconsumatori.it
La prima legge proposta dalla Giunta Emiliano ed approvata è la L. Reg. Puglia n.27 del 5 agosto 2015 (tralascio la Legge Reg. n.26/2015, avente ad oggetto il rendiconto finanziario, la quale non conta perché - in sostanza - si è trattato di una semplice presa d'atto della situazione economica lasciata dalla presidenza Vendola) prevede una variazione di bilancio, essenzialmente per due fini: 1) recepire un'anticipazione di liquidità di circa 84 milioni di euro, che lo Stato, con il D.L. 19.6.2015 n. 78 ha assegnato agli enti locali per il pagamento dei debiti pregressi. Un tesoretto che dovrà esser utilizzato con un fine chiaro: pagare, almeno parzialmente, i debiti regionali certi, liquidi ed esigibili (ad eccezione di quelli sanitari e finanziari).
2) La seconda variazione di bilancio, prevista dalla Legge, consiste nel destinare ulteriori 8,5 milioni di euro (rispetto agli 8,5 milioni di euro già stanziati con L.R. 52/2014) in favore della sopravvivenza dei Consorzi di Bonifica e 5,5 milioni di euro per la sopravvivenza dell'ARIF, Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali.
I Consorzi di Bonifica sono da tempo commissariati e strapieni di debiti. Hanno ormai esaurito la loro funzione originaria e - per sopravvivere in maniera autosufficiente - avrebbero bisogno dei contributi degli agricoltori che nessuno paga e vuol pagare, attesa anche la crisi del settore. Pertanto, si trascina da anni, stancamente, la solita rissa, secondo cui, quando i Consorzi inviano le cartelle di pagamento ai proprietari delle terre, i consiglieri di opposizione gridano allo scandalo e la maggioranza è costretta ad erogare soldi pubblici nostri per garantire i flussi minimi di sopravvivenza agli enti, ed evitare che le cartelle vengano effettivamente riscosse.
L'ARIF è un agenzia regionale creata nel 2010, che ricopia il modello delle Guardie Forestali e della Protezione Civile, di cui sembra un sostanziale doppione.
Si tratta di enti che ben potrebbero essere assorbiti nell'Ente Regione, per tutelare i lavoratori oggi esistenti, i quali garantirebbero lo svolgimento delle stesse funzioni. I risparmi per la collettività sarebbero enormi, sia perchè cesserebbero centri di spesa autonomi e sia verrebbero meno molte poltrone e stipendi per cariche apicali inutili.
Orbene, è chiarissimo che questa legge é stata il frutto di una scelta quasi obbligata, approvata in via emergenziale, conseguenza diretta del passato. Tuttavia, l'aver speso 14 milioni di euro per "prorogare" l'agonia di enti ormai decotti, impone una riflessione costruttiva sul futuro (possibilmente immediato) di tali Enti. La spesa pubblica deve esser destinata in via prioritaria o a garantire gratuitamente (o quasi) servizi pubblici essenziali, oppure ad investimenti che siano leva per posti di lavoro, frutto di iniziative autosufficienti economicamente. Per non incorrere nel noto principio economico secondo cui una spesa pubblica forte ma improduttiva, produce benefici per pochi e povertà per tanti.
fonte: ilikepuglia.it
di Antonio Pinto
Il condominio è un ente di gestione privo di personalità giuridica e quindi esso non costituisce un’entità diversa dai suoi partecipanti. In considerazione di ciò ha diritto di agire per la difesa delle parti comuni, ma ciò non priva i singoli condòmini del potere di agire a tutela degli stessi interessi. I condòmini, quindi, hanno il diritto di agire in giudizio autonomamente non solo se sussiste un rischio per la loro proprietà, ma anche se detto pericolo rischi di cagionare un danno diretto alla gestione delle parti comuni del palazzo e quindi solo in via mediata diretto alle singole abitazioni. Questi i principi espressi dalla sentenza 16562 del 6 agosto 2015 della Corte di Cassazione, che ribadisce un importante principio in materia di diritto condominiale. In particolare, spiega l'avv. Annamaria Berardi di Confconsumatori, la sentenza chiarisce l’orientamento della giurisprudenza in materia di legittimazione attiva dei condomini ad agire in difesa di diritti comuni dello stabile e non solo afferenti la loro proprietà privata. Pertanto, il singolo condomino non è costretto a subire l'inerzia dell'Amministratore o della maggioranza dell'assemblea condominiale.
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