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16/08/2015 BARI: 'DONI SOSPESI' NEGLI ESERCIZI COMMERCIALI BARESI PER CONIUGARE COMMERCIO E SOLIDARIETÀ

oniugare commercio e solidarietà: è l'idea delle assessore al Welfare, Francesca Bottalico, e allo Sviluppo economico, Carla Palone, che invitano i titolari delle attività commerciali cittadine ad aderire a "Doni sospesi", un'iniziativa di promozione di un nuovo senso di comunità con cui educare all'attenzione all'altro grazie a piccoli gesti quotidiani da parte di chi è più fortunato.
Nato da un confronto con i cittadini e con la direttora del portale Ilikepuglia Annamaria Ferretti sul modello del caffè sospeso della tradizione sociale napoletana, il progetto "Doni sospesi" prevede che negli esercizi cittadini aderenti i clienti che effettuano acquisti potranno lasciare una parte degli articoli o dei servizi pagati, appunto, in sospeso, in favore di un nuovo cliente in difficoltà.
"Si tratta di una prima sperimentazione per l'avvio della rete di social shop che vorremmo attivare sul territorio cittadino - spiega Francesca Bottalico - aperta a tutte le realtà commerciali e ampliabile nel tempo. L'idea è quella di stilare periodicamente una lista degli esercizi commerciali che aderiscono al progetto condividendola con il sistema dei servizi del welfare comunale in un'ottica di rafforzamento della rete solidale pubblico-privata e del volontariato. Un modo per valorizzare le esperienze solidali che già esistono, per invogliare altri commercianti a sposare questa causa e per rispondere all'appello di singoli cittadini e attività sensibili ai bisogni sociali. Penso ad esempio all'avvio imminente del nuovo anno scolastico, e alla possibilità che le librerie e le cartolibrerie baresi rispondano al nostro appello. "Doni sospesi" si aggiunge all'esperienza già avviata in collaborazione con l'assessorato allo sviluppo economico, grazie alla quale abbiamo offerto alle associazioni di volontariato box gratuiti presso i mercati rionali per la raccolta di frutta e verdura invenduta, una possibilità ancora aperta a chiunque ne faccia richiesta.".
"Che sia un panino, una confezione di sapone, un libro o un quaderno, il dono sospeso è una possibilità che la città di Bari intende far propria per rafforzare la sua vocazione solidale - prosegue Carla Palone -. A breve attiveremo una casella di posta elettronica istituzionale dedicata: i commercianti potranno aderire compilando un semplice modulo, ed entrare così a far parte della nascente rete dei social shop. In questi giorni siamo al lavoro per definire gli ultimi dettagli. Rivolgo dunque un appello a tutti i commercianti affinché sostengano questa iniziativa, che sono certa funzionerà e permetterà loro di cogliere anche un'opportunità commerciale: a tutti gli esercizi che aderiranno, infatti, il portale Ilikepuglia metterà a disposizione gratuitamente uno spazio pubblicitario e redazionale. Per questo, insieme all'assessora Bottalico, a nome dell'amministrazione comunale, ringrazio Annamaria Ferretti per il sostegno e la collaborazione".

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10/08/2015 DEPOSITATA PROPOSTA AL COMUNE DELLA CONFCONSUMATORI PER AFFITTI CALMIERATI

In data 5 agosto u.s. la Confconsumatori di Altamura, ha protocollato presso il Comune di Altamura una lettera aperta indirizzata al Sindaco Giacinto Forte e a tutti i Consiglieri Comunali.
In tale messaggio la Confconsumatori pur consapevole delle complesse e molteplici difficoltà connesse alla gestione delle politiche operative e di sostegno attivo al welfare locale che le amministrazioni locali stanno vivendo, rivolge un appello all’intero Consiglio Comunale affinché si impegni con la massima urgenza a dare risposte concrete ad una delle tante emergenze cittadine quale risulta essere quella abitativa. La proposta che la Confconsumatori Altamura rivolge, frutto di ampia consultazione da parte della stessa con il mondo del volontariato, è quella di promuovere una campagna di informazione e di raccolta di disponibilità da parte di privati cittadini di abitazioni da affittare a canone calmierato, situate nell’ambito comunale da mettere a disposizione di famiglie sfrattate e/o in circostanze di precarietà e disagio.
Tante sono le situazioni di chi vive una condizione di emergenza che richiedono un’attenzione particolare non solo a livello economico, ma anche umano. Questa campagna, coordinata dall’Assessorato ai Servizi Sociali, a parere della Confconsumatori, dovrà essere accompagnata da una serie di incentivi e sgravi fiscali, a livello di tassazione locale, che incoraggi l’adesione ad un progetto di solidarietà e civiltà.
Si auspica altresì a breve un incontro col Sindaco e con la sua giunta per meglio chiarire gli aspetti organizzativi ed operativi che tale proposta comporta e che consenta di tracciare un percorso duraturo di concreta e fattiva collaborazione.
Il Presidente Confconsumatori – Altamura
Michele Micunco

COMUNICATO STAMPA DEL 07.08.2015
SPAZIO LAVORO: NUOVA INIZIATIVA DELLA CONFCONSUMATORI A SOSTEGNO DEL LAVORO
Dopo i “100 WORKS” dello scorso anno, la CONFCONSUMATORI DI ALTAMURA continua a sostenere il lavoro e l’occupazione giovanile con il progetto “SPAZIO LAVORO”. È una nuova iniziativa che dà la possibilità di usufruire di uno spazio, un ufficio da utilizzare a tempo determinato e solo nei momenti in cui effettivamente se ne ha bisogno, per ricevere clienti, per incontri o riunioni.
L’idea nasce dalla semplice constatazione che ci sono tanti giovani, professionisti o neolaureati, che vorrebbero avviare una propria attività o aprire uno studio professionale, ma non sono in grado di gestire un proprio spazio autonomo ed indipendente per tutti i costi di gestione (affitto, bollette per luce e telefono, pulizie e balzelli vari) che questo comporta. Troppe sono le attività e i nuovi progetti che non decollano e tanti i giovani che si vedono costretti a rinunciare ad un’idea progettuale che potrebbe fornire loro molte soddisfazioni e nuove opportunità di crescita spaventati dalle spese che l’apertura di un ufficio comporterebbe. Si pensi anche alle tante aziende che hanno la sede fuori di Altamura che sarebbero interessate ad avere un punto d’appoggio o anche solo un recapito in città senza però addossarsi spese e costi inutili.
E così l’idea semplice della CONFCONSUMATORI DI ALTAMURA, da sempre vicina ai cittadini, è quella di mettere a disposizione di chi ne avesse la necessità, anche solo una cassetta postale o un recapito telefonico, fino ad arrivare ad un ufficio completo di scrivania con telefono, rete wi-fi, fax e stampante senza doversi occupare di nient’altro. È un modo concreto per promuovere e facilitare le nuove attività, combattere la crisi e contribuire alla ricrescita ma anche andare incontro a quelle attività ed imprese che si trovano in difficoltà per le troppe spese.

 

Per ulteriori informazioni si prega di contattare gli uffici della Confconsumatori di Altamura in Via Giandonato Griffi 14 o chiamare il numero 360995401.
CONFCONSUMATORI DI ALTAMURA

 
 
 

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08/08/2015 VITTORIA AL TRIBUNALE DI MILANO: "LA RETTA DEI MALATI DI ALZHEIMER NON È DOVUTA"

Dopo che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 4558 del 22 marzo 2012, aveva statuito che nulla, assolutamente nulla può essere chiesto ai malati di Alzheimer e ai loro parenti per il ricovero in RSA o in cliniche private convenzionare, oggi anche la giurisprudenza di merito ha iniziato ad uniformarsi al dettato della Suprema Corte. Confconsumatori, che da tempo si occupa del tema e che ha in corso cause analoghe in diverse città d’Italia, ha accolto con entusiasmo la notizia.
Il primo ad essersi pronunciato in materia, proprio in queste settimane, è stato il Tribunale di Milano con sentenza dello scorso luglio n. 7020/15. Il caso è quello del fratello di una malata di Alzheimer, che aveva proposto opposizione avverso una cartella esattoriale di 118.245,12€ emessa da Equitalia Nord S.p.a., la quale pretendeva dall’uomo, in qualità di unico erede della malata, il credito vantato dal Comune di Milano nei confronti della sorella, deceduta, in condizioni di non autosufficienza perché affetta da Alzheimer. Tale credito derivava dal pagamento, effettuato dall’ente territoriale, della retta di ricovero presso la RSA Istituto Geriatrico.
Il giudice ha, come detto, seguito la pronuncia della Cassazione, affermando che: «Le ragioni del ricovero sono da ravvisare nella grave patologia diagnosticata e dalla necessità per la signora di prestazioni di natura sanitaria, rispetto alle quali quelle di natura socio-assistenziale hanno assunto un carattere marginale e accessorio. […] La Corte – si legge nella sentenza – ha concluso che in presenza di una stretta correlazione fra prestazioni sanitarie e assistenziali con prevalenza degli aspetti di natura sanitaria (come nella fattispecie in esame) si determina la totale competenza del Servizio sanitario nazionale, con conseguente non recuperabilità mediante azione di rivalsa nei confronti dei parenti delle prestazioni erogate dal Comune».
L’avvocato Dario Barnaba, legale di Confconsumatori, ha accolto con entusiasmo la notizia della prima sentenza favorevole al consumatore in tema di Alzheimer: «Era ora che anche i Tribunali dicessero la loro e si uniformassero alla Corte di Cassazione. Le Regioni e i Comuni continuano a comportarsi come se quella sentenza non vi fosse mai stata, chiedendo rette di ricovero a malati e parenti».
Oltre alle battaglie in Tribunale, Confconsumatori ha scritto nei mesi scorsi a tutte le Regioni chiedendo di conoscere se la normativa regionale si è adeguata alla sentenza della Cassazione del 2012. Mara Colla, presidente di Confconsumatori, segnala che gli uffici dell’associazione su tutto il territorio nazionale sono a disposizione dei consumatori per chiarimenti in materia.

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31/07/2015 VOLI IN RITARDO: DUE VITTORIE DI CONFCONSUMATORI

Confconsumatori incassa due importanti vittorie, a Milano e a Catania, in materia di ritardo del volo, che oggi, con i disservizi dell’aeroporto di Fiumicino, risultano ancora più attuali. A Catania una famiglia diretta a Disneyland ha avuto 880 euro di risarcimento la vacanza rovinata e il duplice smarrimento del passeggino. A Milano una famiglia che aveva perso un giorno di vacanza alle Mauritius per un ritardo ha avuto 800 euro di risarcimento.
Le due sentenze per esteso sono sul sito di Confconsumatori.
CATANIA – Il Giudice di Pace di Giarre ha condannato una Compagnia aerea al risarcimento dei danni nei confronti di una famiglia, che si recava in vacanza a Disneyland a Parigi, che è arrivata a destinazione in ritardo ed a cui era stato smarrito il passeggino della figlia. Il passeggino, riconsegnato solo dopo due giorni, era stato smarrito una seconda volta, e definitivamente, nel volo di ritorno. Il Giudice ha riconosciuto ai passeggeri il diritto al risarcimento di 880 euro di cui 300 euro di compensazione pecuniaria per il ritardo prolungato nel viaggio di andata. Altri 450 euro, liquidati equitativamente, per danno non patrimoniale per i disagi subiti; 30 euro per l'affitto di un passeggino per due giorni a Disneyland e 100 euro per il valore del passeggino smarrito. Infine è stata rigettata l'eccezione della compagnia aerea che sosteneva la sussistenza del termine prescrizionale di sei mesi per la domanda. Infatti, la normativa non prevede nessuna prescrizione, ma solo il termine di decadenza di due anni. «Un passo in avanti importante – ha dichiarato l’avvocato Nuccia Lisi di Confconsumatori – che, oltre a riconoscere il danno per la vacanza parzialmente rovinata, fa chiarezza contro il tentativo delle compagnie di frapporre ostacoli al giusto riconoscimento dei diritti dei passeggeri con eccezioni infondate come quella sulla prescrizione».
MILANO – Un ritardo nella partenza del volo aereo aveva rovinato la vacanza alle Mauritius di una famiglia di Milano, che aveva dovuto rinunciare a un giorno di ferie. Eppure il vettore aereo, beffardamente, non aveva neppure voluto riconoscere il danno. Il Giudice di Pace di Milano, però, accolte le istanze dei soci di Confconsumatori, ha riconosciuto il diritto alla compensazione pecuniaria in quanto né il vettore aereo né il tour operator avrebbero dato idonea giustificazione del ritardo. Inoltre, il giudice ha sancito, in aggiunta, il diritto al risarcimento per il giorno di vacanza perso. «Il Giudice di Pace – commenta l’avvocato Pio Giorgio Di Leo di Confconsumatori Foggia– ha riconosciuto il diritto dei turisti-consumatori alla compensazione pecuniaria da 600 euro per il ritardo nella partenza del volo aereo che li avrebbe condotti da Malpensa alle Mauritius per l’agognata vacanza e anche il rimborso di 200 euro per il giorno di vacanza pagato e non goduto, in difetto di qualsivoglia circostanza straordinaria che potesse giustificarlo non avendo riconosciuto come tale le avverse condizioni meteorologiche invocate dalla convenuta né i dedotti ma non specificati guasti tecnici»

 
 
 

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23/07/2015 L’ILLEGITTIMITA’ DELLA DOPPIA IMPOSTA: L’IVA SULLE ACCISE

Il Giudice di Pace di Venezia ha sbrogliato un’annosa questione: la” tassa sulla tassa” ,ovvero l’iva sulle accise. 
Nel caso di specie , un consumatore pervicace, aveva presentato ricorso contro l’Enel affinchè fosse cancellata la quota di iva pagata sulle bollette di energia elettrica e gas calcolata anche sulle accise.
Il Giudice in questione, con una sentenza storica , che potrebbe finalmente sovvertire il “potere” dello Stato (trattandosi di una tassa destinata alle casse dell’erario) ha statuito che “ la doppia imposta è illegittima e quanto versato deve essere restituito”.
L’Enel quindi è stata condannata a rimborsare al consumatore quanto corrisposto in più ,oltre gli interessi e le spese legali. Lo Stato, successivamente, rimborserà la società, trattandosi di una tassa dallo stesso imposta in applicazione di una direttiva comunitaria proveniente da Bruxelles.
Il Giudice di Venezia ha richiamato il principio giuridico e fiscale stabilito dalla Corte di Cassazione con la sent. n. 3671/97, secondo cui un’imposta non costituisce mai la base imponibile per la generazione di un altro tributo; ne consegue quindi che non può essere pagata l’Iva su un’altra tassa, le accise.
La sentenza, passata in giudicato, crea un precedente che potrebbe incidere in modo gravoso sulle casse dello Stato . I contribuenti potrebbero ricorrere non solo per elettricità e gas, ma per tutti quei prodotti sui quali pagano (sovente senza saperlo) l’Iva sulle accise ( es. benzina e gasolio), costringendo lo Stato al risarcimento di ingenti somme di denaro. 
La Confconsumatori offre consulenza ed assistenza ai contribuenti, contattando la Confconsumatori-Puglia (tel. 080.5217088 - Dott.ssa Alessandra Favia).

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22/07/2015 TORNA LO SPORTELLO DEL TURISTA

Catania, 20 Luglio 2015 – A partire da oggi, lunedì 20 luglio, per tutta l’estate Confconsumatori attiva per il decimo anno consecutivo, presso le proprie sedi di Catania, Giarre ed Acicastello, lo Sportello del Turista. Sarà possibile avere informazioni, consulenza ed assistenza per tutti i disservizi e le problematiche in materia di turismo. Questi i giorni e gli orari di apertura dello sportello:

  • CATANIA, Viale della Libertà, n. 221: Lunedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00; Martedì e Giovedì dalle ore 17.00 alle ore 19.00. Sarà attivo un servizio di assistenza telefonica, 095-2500426/340-7289212, durante gli orari di apertura dello sportello.

  • GIARRE, Via N. Tommaseo, n. 121. Si riceverà per appuntamento da concordare inviando mail all'indirizzo confconsumatorigiarre@hotmail.it

  • ACICASTELLO, Via IV Novembre, n. 3: Martedì dalle 17.00 alle 19.00, Giovedì dalle 10 alle 12. Sarà attivo un servizio di assistenza telefonica, 346-7124004, durante gli orari di apertura dello sportello.

    I consumatori potranno rivolgersi anche ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
    confconsumatorict@virgilio.it
    confconsumatoriacicastello@gmail.com 
    confconsumatorisicilia@hotmail.com
    Info: 340-7289212

In particolare sarà fornita assistenza su:

PACCHETTI TURISTICI. I pacchetti turistici hanno per oggetto i viaggi, le vacanze ed i circuiti tutto compreso. Devono avere almeno due dei seguenti elementi: a) trasporto; b) alloggio; c) servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio, che costituiscono parte significativa al pacchetto turistico, come ad esempio visite ed escursioni. Il consumatore ha diritto al risarcimento del danno in caso di mancato o inesatto adempimento da parte dell’organizzatore (tour operator o agenzia di viaggi) o del venditore (agenzia di viaggi, anche on-line).

VIAGGI AEREI

  • RIFIUTO ALL’IMBARCO, compreso il cosiddetto Overbooking, quando il numero di passeggeri supera i posti disponibili.
  • CANCELLAZIONE DEL VOLO. Il passeggero resta libero di scegliere tra il rimborso del biglietto o riprotezione con altro volo. Gli spetta in ogni caso l'assistenza e la compensazione pecuniaria che, in base alla tratta, può essere di euro 250,00, euro 400,00 od euro 600,00
  • RITARDI. Anche in questi casi sono previsti rimborsi e risarcimenti in base alle ore di ritardo. Per i ritardi prolungati, pari o superiori alle tre ore, al passeggero spetta l'assistenza e la compensazione pecuniaria che, in base alla tratta, può essere di euro 250,00, euro 400,00 od euro 600,00.  
  • BAGAGLI. Risarcimento per distruzione, danneggiamento, smarrimento o ritardata consegna del bagaglio. La richiesta di risarcimento deve essere inoltrata entro 7 giorni in caso di danneggiamento ed entro 21 giorni per la ritardata consegna. Nell'immediatezza la constatazione dell'evento deve essere effettuata presso l'Ufficio Lost and Found dell'aeroporto di arrivo compilando il modulo PIR e prima di lasciare l'aera aeroportuale.  

VIAGGI IN TRENO. In caso di ritardi e disservizi è possibile chiedere il risarcimento in virtù del codice del consumo e del regolamento comunitario n. 1371/2007.

VIAGGI IN AUTOSTRADA. L’automobilista ha diritto di richiedere alla società autostradale competente i seguenti  risarcimenti: a) Danni causati da insidia e trabocchetto per la presenza di oggetti sulla carreggiata o per cavi pendenti in galleria. b) Danni causati dalla presenza sulla carreggiata di liquido oleoso o similare. c) Danni causati da tempi di percorrenza superiori rispetto al normale, come ritardi o soste prolungate. 

VIAGGI A BORDO DI NAVE. Il passeggero che ha subito danni in occasione delle operazioni di imbarco e sbarco in e da una nave, in caso di mancata partenza del traghetto o di ritardo, potrà agire nei confronti dell’armatore o del vettore.

«Anche nell'estate 2015, riproponiamo per il decimo anno consecutivo, un servizio che ha dato risposte ai turisti e riscosso sempre un significativo successo. Ciò grazie alla disponibilità di volontari, che hanno accettato di svolgere le attività di sportello in questo periodo che per tutti é di ferie. Vogliamo garantire ai turisti, ma anche a chi si sposta per motivi di lavoro, un’assistenza immediata affinché nessuno calpesti i loro diritti», ha dichiarato l’avvocato Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia.

fonte: confconsumatori.it

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20/07/2015 NORME DA INTRODURRE SUBITO IN PUGLIA PER AUMENTARE I POSTI DI LAVORO

L’Istat rileva un tasso di disoccupazione in Puglia del 19,5%. Anche se non lo dicesse l’Istat, lo dicono i parenti, amici o conoscenti che incontriamo tutti i giorni e ci raccontano le loro difficoltà. L’ILVA e i suoi simili avranno sempre un potere contrattuale enorme, se, nel medio – lungo periodo, non ci saranno alternative per i loro lavoratori.
Lo Small Business Act, adottato dall’Unione Europea, è un modello di una nuova politica industriale che valorizza le imprese di micro, piccole e medie dimensioni. Il suo recepimento consente di varare una serie di misure per rendere più competitive le Mpmi.
Lo SBA è basato su dieci principi guida: l’accesso al credito, i tempi di pagamento, gli strumenti e le azioni per la crisi di impresa; politiche per l’innovazione sia di prodotto che di processo, l’energia e la sostenibilità ambientale; strumenti per la crescita dimensionale, l’aggregazione, la trasmissione di impresa; politiche e strumenti per l’internazionalizzazione; semplificazione burocratica. La Puglia ha già ben applicato tali principi all’interno dell’uso dei Fondi strutturali europei, ma ora, nelle materie di sua competenza, deve farlo anche all’interno delle leggi e dei provvedimenti, per migliorare il contesto giuridico e amministrativo in cui operano le imprese.
E’ necessario quindi un processo di regionalizzazione di questo modello, che la Lombardia e le Marche hanno già attuato.
In concreto, urge una legge regionale “trasversale” sul lavoro, che, ricopiando il modello della legge statale sulla concorrenza, per ogni materia fissi norme che stimolino e tutelino il lavoro, che è un aspetto del mercato che vale ben più di quello delle liberalizzazioni!
Alcune riforme possibili sono a costo zero! Alcuni esempi: 1) La semplificazione di tanti procedimenti amministrativi regionali, eccessivamente burocratizzati. 2) Creare un “luogo” regionale stabile, dove rappresentanti delle imprese possano dialogare con i rappresentanti del sistema creditizio, delle professioni, degli enti di formazione (dall’Università agli artigiani) ed ovviamente della Regione. 3) Approvare norme provvedimento, come quella “suggerita” dal Consiglio di Stato che, con una sentenza del 5 giugno scorso, ha sancito che è possibile derogare agli strumenti urbanistici esistenti e rilasciare il permesso di costruire, qualora vi sia un interesse pubblico (ad es. occupazionale) che “valga” di più degli svantaggi della deroga urbanistica. 4) Introdurre in ogni legge regionale la Valutazione di Impatto Occupazionale. In sede di relazione di accompagnamento ad ogni proposta di legge regionale, dovrebbe esserci un capitolo dedicato espressamente a far capire se, ed in qual modo, quella determinata legge sviluppi o tuteli l’occupazione. Non si capisce perché esiste l’AIR, la VIR, la VIA e non possiamo avere una VIO!

fonte: ilikepuglia.it

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19/07/2015 QUANDO SCRIVERE ALL’ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO?

«Ho avuto un problema con il mio conto online ma la Banca non mi risponde. Mi sono rivolto a un’associazione di consumatori che mi ha proposto di scrivere all’Arbitro Bancario. Di cosa si tratta?»

 

L’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), istituito nel 2009 dalla Banca d’Italia, è un sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie di tipo decisorio: la soluzione della lite avviene attraverso la pronuncia di un organo terzo che esamina il caso alla luce dei documenti presentati dalle parti e delibera sulla base delle domande formulate dal cliente. L’Abf interviene quando si verifica un contrasto tra cliente e Intermediario riguardo la prestazione di operazioni e servizi bancari e finanziari: il conto corrente, le condizioni applicate, i depositi bancari e buoni postali fruttiferi; mutui e altri finanziamenti, il credito ai consumatori, l’usura, le carte, gli assegni e le banche dati.
Se il contrasto riguarda, invece, gli investimenti il cliente si può rivolgersi alla Camera di Conciliazione e arbitrato presso la Consob o all’Ombudsman-Giurì bancario, operante presso il Conciliatore bancario finanziario.

Quando posso scrivere all’ABF?- Il ricorso all’ABF può essere presentato in caso di controversia in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari, nonchè di servizi di pagamento, solo dopo aver inoltrato un reclamo scritto all’intermediario, il quale è tenuto a rispondere entro 30 giorni. In mancanza di risposta, o se quest’ultima non soddisfa il cliente, è possibile rivolgersi all’ABF. L’Arbitro può decidere sulle controversie a condizione che l’importo richiesto dal ricorrente non sia superiore a 100.000,00 euro. Non possono essere contestati comportamenti o operazioni anteriori al 1° gennaio 2009.

Come funziona l’ABF? – La procedura prende avvio con la presentazione del ricorso mediante la compilazione di un modulo (disponibile sul sito dell’ABFhttps://www.arbitrobancariofinanziario.it/) nel quale il cliente espone i termini della questione insorta e la propria richiesta, allegando eventuali documenti necessari alla decisione. Il cliente può ricorrere all’ABF senza l’assistenza di un legale e con costi di accesso contenuti (20,00 euro per le spese della procedura che saranno rimborsate dall’intermediario qualora la decisione dell’ABF sia favorevole al cliente. Il termine per la definizione dei ricorsi è fissato in complessivi 105 giorni.

E se la decisione dell’ABF non mi soddisfa? - Le pronunce dell’ABF non sono sentenze: non vincolano giuridicamente nè il cliente nè l’intermediario ma, nel caso in cui l’intermediario si rifiuti di dare esecuzione a quanto stabilito dal Collegio, è prevista la pubblicazione della notizia del suo inadempimento sul sito internet dell’ABF. Le decisioni dell’Abf vengono nella quasi totalità dei casi (97%) rispettate dagli intermediari.

I DATI 2014[1] – Nel 2014 sono stati presentati all’ABF 11.237 ricorsi (circa 900 al mese) di cui il 90% presentati da consumatori. Dei ricorsi presentati, mediamente un terzo è stato respinto, perché infondato o inadeguato; un altro terzo è cessato perché le parti nel frattempo hanno trovato un accordo e un terzo (33%) è stato accolto totalmente o parzialmente. Di questi ultimi ricorsi accolti, ovvero delle controversie giunte a decisione, ben il 67% ha avuto esito favorevole al consumatore.
In base ai dati, insomma, quando il reclamo alla Banca non è sufficiente,conviene rivolgersi all’ABF, magari tramite un’associazione di consumatori (per ridurre il rischio di inadeguatezza della domanda): la controparte sarà portata a trovare un accordo o, in alternativa, subirà la decisione dell’Arbitro, spesso favorevole al consumatore.

fonte:aics.it

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07/07/2015 AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO CONDANNATO A PAGARE PER NON AVER FORNITO I NOMI DEI CONDOMINI MOROSI

Un creditore del Condominio, per recuperare il proprio credito nei confronti del Condominio, si era attivato procedendo all’interpello dell’Amministratore del condominio per ottenere i nominativi dei condomini morosi al fine di procedere alla loro preventiva escussione.

L’amministratore ometteva di effettuare i relativi adempimenti, non fornendo al creditore i nominativi dei condomini morosi. 

Il Giudice di pace di Genova, con la recente sentenza n. 1917 del 2015 del 15 giugno 2015, ha condannato l’amministratore personalmente a risarcire il terzo creditore per l’importo del credito azionato nei confronti del Condominio, in quanto ha ritenuto l’Amministratore non diligente, avendo violato le regole della buona fede e correttezza, essendo inadempiente all’obbligazione nei confronti del creditore che può conseguire il dovuto solo a fronte di una diligente attività dell’Amministratore.

Nel caso di specie, era accaduto che l’Amministratore non solo non aveva indicato il nominativo dei condomini morosi al creditore ma aveva altresì disatteso l’ordine del giudice di esibire la documentazione relativa al conto corrente condominiale ed i registri contabili al fine di dimostrare la sua diligente attività di ripartizione e di richiesta della somma ai condomini.

Pertanto, il Giudice ha condannato l’Amministratore al pagamento di quanto dovuto al creditore, oltre a condannarlo alle spese del giudizio.

fonte: AndriaLive.it

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01/07/2015 ANATOCISMO: LE BANCHE RISPETTINO LA LEGGE

rindisi, 27 giugno 2015 – Il coordinamento istituito tra la Confconsumatori Brindisi e l’Associazione Nazionale “Dalla parte del Consumatore” sferra un nuovo attacco in materia di anatocismo nei conti correnti bancari e punta il dito sugli Istituti che hanno continuato ad applicare interessi passivi anatocistici vietati dall’1 gennaio 2014.

Per anatocismo si intende il calcolo degli interessi su interessi. Più in particolare, con riferimento al conto corrente bancario, il meccanismo dell’anatocismo comporta la conversione degli interessi passivi in debito capitale, la quale provoca, a sua volta, il calcolo di nuovi interessi, con una moltiplicazione via via esponenziale degli stessi. L’articolo 120 del Testo Unico Bancario, così come modificato dalla legge di stabilità 2014, stabilisce, con decorrenza dall’1 gennaio 2014, che, nelle operazioni di conto corrente bancario, gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale. In buona sostanza è vietata qualsiasi forma di interessi sugli interessi.

È emerso, però, di recente in sede giudiziale, che alcuni Istituti di credito hanno continuato ad applicare, anche dopo l’1 gennaio 2014, interessi passivi anatocistici non più consentiti, non curanti del disposto dell’art. 120 del Testo Unico Bancario e sulla base del presupposto che il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio non ha ancora adottato la delibera richiesta dalla legge.

I correntisti ai quali sono stati illegittimamente applicati interessi anatocistici dall’1 gennaio 2014,possono, quindi, chiederne la restituzione ai propri Istituti di credito. «Ci troviamo di fronte ad una nuova fase del contenzioso tra consumatori e banche in materia di anatocismo nei conti correnti bancari – afferma l’avvocato Emilio Graziuso, componente del direttivo nazionale di Confconsumatori e responsabile del coordinamento con l’associazione Dalla Parte del Consumatore– Da sempre siamo al fianco dei consumatori contro il meccanismo perverso dell’anatocismo che ha fatto, nel corso degli anni, ed in particolare dal 1952 al 2000, lievitare illegittimamente l’esposizione debitoria di centinaia di correntisti, come hanno dimostrato le sentenze in materia anche della Corte di Cassazione. Oggi, quando ormai le criticità tra banche e clienti in materia di anatocismo bancario sembravano sopite, ci troviamo nuovamente a dovere fronteggiare una prassi anatocistica contraria al disposto legislativo ed al principio di correttezza nei rapporti contrattuali che pregiudica irrimediabilmente i diritti e gli interessi economici dei consumatori. Le prime pronunzie giurisprudenziali registratesi riguardo alla violazione della nuova versione dell’art. 120 del Testo Unico Bancario, fanno ben sperare che, ove ne ricorrano i presupposti, i consumatori riescano ad ottenere la restituzione delle somme illegittimamente addebitate dalle banche».

 

fonte:confconsumatori.it

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