
All’esito di una rigorosa ispezione della Banca d’Italia, conclusasi pochi mesi fa sarebbero emerse una serie di criticità nella situazione patrimoniale della Banca di credito cooperativo di Canosa e Loconia, capace di incidere negativamente sul valore delle azioni detenute da circa 2.200 soci.
La Banca d’Italia ha contestato ai precedenti vertici della Banca alcune condotte, a suo dire, in violazione degli obblighi previsti dal Testo Unico Bancario.
Sulla scorta di tale autorevole valutazione eseguita dall’Organo ispettivo, Confconsumatori annuncia una serie di azioni a tutela degli azionisti che rischiano di veder depauperato il valore delle azioni detenute.
«L’impegno della nostra associazione – spiega l’avv. Antonio Pinto, Presidente di Confconsumatori Puglia – è quello di aiutare i piccoli risparmiatori ad analizzare la propria posizione specifica e a valutare, con i nostri esperti, le possibilità di risarcimento. L’obiettivo è di tentare di recuperare almeno parte del risparmio investito nella banca Per arrivare al risarcimento del danno che si misura con la perdita di valore del titolo, dall’epoca dell’acquisto, sino ad oggi.”
Secondo i Prof.ri Daniela Caterino e Eustachio Cardinale (esperti di prodotti finanziari che collaborano in questa vicenda con Confconsumatori), per gli azionisti della Banca, al fine di ottenere il rimborso e/o il risarcimento dei danni ci sono tre strade percorribili, rivolgendosi al Giudice: 1) In primo luogo, occorre cercare di provare che la perdita del valore delle azioni, dal momento dell’acquisto sino ad oggi, è dovuta alle condotte illegittime ed alle negligenze di una serie di soggetti che hanno commesso i fatti o che non hanno impedito che questi accadessero, omettendo i controlli previsti dalla legge. In questo modo sarà possibile chiedere il risarcimento del danno subito (ossia la perdita del valore delle azioni). 2) in via alternativa, bisognerà provare che i titoli azionari sono stati acquistati sulla base di informazioni errate date al mercato dei piccoli risparmiatori (ad es. sarà necessario cercare di provare la eventuale sussistenza di bilanci non veritieri e/o false comunicazioni sociali); in tal caso sarà possibile chiedere l’invalidità dei contratti di acquisto e la Banca sarà obbligata così a restituire il valore pari alla sorte capitale investita. 3) In ogni caso, poi, se la Banca non ha fatto firmare il contratto quadro o ci sono altri vizi formali nell’acquisto dei titoli, in violazione degli obblighi informativi previsti e sanzionati dal T.U.F., l’azionista potrà richiedere la nullità del contratto di acquisto delle azioni e la restituzione delle somme investite.
Non solo Veneto Banca. In materia di svalutazioni “selvagge” scoppia un altro caso: le azioni di Banca Popolare di Vicenza sono precipitate, perdendo oltre il 20% del loro valore. A denunciarlo è Confconsumatori che sta già assistendo alcuni azionisti, forte della sua esperienza in “risparmio tradito”. Le due banche popolari che da anni parlano di fusione, condividono già il malcontento degli azionisti e il terremoto interno, conseguente al decreto Renzi che impone la trasformazione in S.p.A. Nel mirino delle azioni che intende intraprendere Confconsumatori c’è anche il Regolamento di Bankitalia pubblicato l’11 giugno scorso, che prevede: “La facoltà di limitare o rinviare, in tutto o in parte e senza limiti di tempo, il rimborso delle azioni del socio uscente per recesso”. Rispetto a questa “grave limitazione dei propri diritti”, Confconsumatori invita tutti i piccoli azionisti a partecipare all’Assemblea dei soci e a votare contro l’introduzione di tale divieto di recesso, che congelerebbe per lungo tempo i risparmi degli azionisti.
Ma c’è di più: l’Associazione sta ricevendo diverse segnalazioni di risparmiatori che hanno ricevuto presso le Filiali pressioni per acquistare azioni unitamente alle domande di fido o di mutui. Si ricorda che questo tipo di condotte è sanzionabile in via civilistica con l’invalidità.
Anche l’Ufficio Ispezioni della Consob, peraltro, sta indagando sulle modalità di vendita delle azioni di Veneto Banca, al fine di chiarire se sono state rispettate le regole di collocamento Mifid, a tutela dei risparmiatori. “È altresì importante – ricorda l’avvocato Antonio Pinto, componente del direttivo nazionale di Confconsumatori – la corretta azione di molti sindacati bancari che, con loro volantini e circolari hanno denunciato la prassi, secondo cui i dipendenti venivano spinti a proporre l’acquisto di azioni della Banca, contestualmente al rilascio di concessioni di credito. Pertanto invitiamo i risparmiatori a segnalarci casi analoghi per comunicarli alla Consob”.
Confconsumatori sta valutando le opportune azioni da intraprendere, anche in base all’esito delle indagini in corso. Nel frattempo gli azionisti possono richiedere informazioni e assistenza compilando il modulo online a questo link e rivolgendosi alle sedi territoriali di Confconsumatori.
Le multe degli autovelox che non vengono controllati periodicamente - cioè quelli mobili, accompagnati da una pattuglia - sono illegittime. Lo dice la Corte costituzionale nella sentenza 113/2015 depositata ieri 18 giugno 2015. Buona notizia per centinaia di migliaia di verbali non ancora pagati (per quelli già pagati, purtroppo non è possibile chiedere la restituzione) e rischio per una voce di entrata che frutta ai Comuni circa ben 1,2 miliardi all’anno.
Occorre quindi accertare se l'apparecchio utilizzato è stato sottoposto a verifica. A volte ciò è riportato nel verbale che contiene la multa. Altre volte occorre chiedere al corpo di polizia l'esibizione del documento. Alcuni richiedono di esibirlo direttamente al giudice di pace, perché presentano subito ricorso e spesso questa strategia premia perché le amministrazioni non sono in grado di portare il certificato in udienza
Un grosso pasticcio. Anzi, due. Le ultime elezioni regionali possono passare come le più errate della storia della Regione Puglia. Talmente tanto sbagliate che, a oggi, la prefettura non può proclamare gli eletti. Due i problemi: la legge elettorale con cui 2 milioni di elettori sono andati a votare domenica 31 maggio sarebbe - a detta dei firmatari - piena di “errori materiali”: se fossero confermati, farebbero saltare in aria tutti i giochi di distribuzione delle poltrone in consiglio regionale in atto dal 31 maggio scorso.
Il primo caso è stato sollevato da prefettura di Bari, Regione Puglia e Innovapuglia (la società partecipata che si è occupata di gestire il conteggio dei voti alla chiusura delle urne) inviata ai presidenti del consiglio e della giunta regionale, oltre che all’ufficio centrale della Corte d’appello. Il secondo caso è stato sollevato dal consigliere regionale uscente Davide Bellomo. Entrambe le segnalazioni hanno spinto il presidente del consiglio, Onofrio Introna, a convocare con urgenza per lunedì mattina l’ufficio di presidenza. In molti si chiedevano perchè non fossero stati ancora proclamati gli eletti. La risposta l’ha data la lettera firmata dal viceprefetto, dalla direttrice d’area Domenica Gattulli e da vari funzionari. Lettera con la quale si fa notare che il testo della legge sul Bollettino ufficiale non corrisponde a quanto riportato nel resoconto stenografico.
«In particolare – è scritto nella nota della prefettura – dalla lettura del resoconto stenografico della seduta “numero 123 del 26 febbraio 2015 a pagina 23 si è rilevato che l’assemblea ha approvato l’emendamento numero 31” e segue lunga trafila di articoli e commi sostitutivi di altre norme precedenti. Quell’emendamento sostituisce le parole “delle cifre elettorali di lista espresse in percentuale del relativo quoziente circoscrizionale. A tale scopo moltiplica per cento la cifra elettorale di ciascuna lista e divide il prodotto per il quoziente circoscrizionale di cui al precedente comma 5, lettera a), n.1)” con le parole “dei voti residuati espressi in percentuale del relativo quoziente elettorale circoscrizionale di cui al comma 6, iniziando dalla prima circoscrizione alla quale non è stato ancora attribuito il seggio”. Succede però che nella stesura della legge del 13 marzo scorso «il disposto del menzionato comma 6 corrisponde a quello di cui al comma 5, lettera e) e non a quello di cui al 5 comma, lettera a), numero 1, come erroneamente dichiarato nel comma 6, lettera a), numero 5) del testo normativo pubblicato».
Tradotto, un grande pasticcio che fa saltare i giochi per l’assegnazione delle poltrone. Per questo i tecnici hanno chiesto al presidente uscente Introna di sanare l’errore in maniera “tempestiva, per non pregiudicare i lavori che si accinge a compiere l’Ufficio centrale regionale”. L’altra segnalazione che può far saltare i giochi già fatti dell’assegnazione dei seggi nel nuovo consiglio è stata presentata alla presidenza del consiglio dal consigliere uscente Davide Bellomo e fa riferimento alla pagina 34 della maledetta legge elettorale e riguarda un emendamento dell’articolo 8, noto come “riallinea-seggi”.
In quell’emendamento era previsto che, qualora dalle elezioni fossero emerse disparità nell’assegnazione dei seggi tra le varie circoscrizioni, sarebbe intervenuta la legge “riallineando la distribuzione dei seggi” attraverso la divisione per 50 del numero degli abitanti pugliesi per assegnarli in proporzione alla popolazione di ciascuna delle sei circoscrizioni. In pratica togliendoli a chi ne aveva avuti di più e cedendoli a chi si fosse trovato penalizzato dalle elezioni. Secondo lo schema della divisione per 50 alla circoscrizione di Bari spettavano 15 seggi, a Lecce ne spettavano dieci, a Foggia otto, a Taranto sette e nella Bat e a Brindisi cinque. In realtà, le elezioni hanno assegnato 12 seggi a Bari, dieci a Lecce, nove a Taranto, sette a Foggia e alla Bat e quattro a Brindisi. Si deduce quindi che Bari, Foggia e Brindisi siano deficitarie (Bari avrebbe perso 3 seggi e Brindisi e Foggia uno a testa), mentre Taranto e la Bat risultano avvantaggiate con due seggi in più a testa.
L’emendamento è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza e in un momento successivo della discussione, a fronte di una “atipica ed inconsueta” presentazione di subemendamento soppressivo, l’aula si è opposta in senso sfavorevole al subemendamento, confermando così di approvare l’emendamento “riallinea-seggi”. Peccato che “tale disposizione risulta ingiustificatamente omessa nel testo della legge regionale pubblicato sul Bollettino Ufficiale”. Una anomalia procedurale che ha condizionato l’esito della consultazione elettorale al momento dell’assegnazione dei seggi. Gli stravolgimenti politici che potrebbero emergere dalla riunione dell’ufficio di presidenza di lunedì mattina potrebbero essere importanti. Salterebbero eletti nelle circoscrizioni della Bat e di Taranto a favore brindisini e foggiani. Ma è possibile anche una ridistribuzione dei seggi all’interno del Pd.
Un incontro immediato al neo eletto Presidente della Regione Puglia, sul problema della Xylella, utile a definire un percorso di soluzione per una vicenda delicata sul fronte produttivo, economico e paesaggistico, ma soprattutto sociale. E’ quanto sollecita la coazione #pattoperilterritorio, a cui partecipa Confconsumatori e che riunisce Coldiretti Puglia, Associazione Frantoiani di Puglia, organizzazioni di produttori aderenti ad UNAPROL PugliaOlive, CoopOlio Salento, Olivicoltori di Puglia, Ajprol Taranto, il Consorzio vivaisti viticoli pugliesi, Legambiente Puglia e Terranostra, CIBI Consorzio Italiano per il Biologico, AproBio Puglia e Consorzio Puglia Natura, Codacons, Adoc Puglia e Confconsumatori.
“Va recuperato il tempo perduto – continua la coalizione nella lettera – a partire dall’immediato inserimento nel comitato scientifico per la lotta alla Xylella di specifiche competenze trasversali di carattere agronomico, economico e ecologico e cercando per quanto nelle sue possibilità di ‘riabilitare’ la ricerca pugliese che sinora ha svolto un lavoro egregio, avendo a disposizione risorse esigue e un clima tutt’altro che favorevole”.
“Ribadiamo la necessità di non gettare la spugna – conclude la coalizione – e di continuare a credere nella possibilità che gli alberi sul territorio salentino possano essere salvati, puntando al contempo sulla ricerca che possa dare vita a quel ‘laboratorio a cielo aperto’ auspicato e richiesto da oltre un anno”.
Parte dal 15 giugno 2015 il bando Programmi Integrati di Agevolazione - Pia Turismo- rivolto ad imprese di grande, media e piccola dimensione e a piccole e/o medie imprese in adesione alla grande o alla media impresa proponente che intendano realizzare un investimento di tipo integrato nel territorio della Regione Puglia.
In particolare, possono richiedere l'agevolazione:
-Imprese di piccole dimensioni in regime di contabilità ordinaria, che alla data di invio dell'istanza di accesso abbiano approvato almeno tre bilanci di esercizio, dai quali emerga un fatturato medio non inferiore a 1 milione di euro.
-Imprese di grandi dimensioni, in regime di contabilità ordinaria, che alla data di presentazione della domanda abbia approvato almeno due bilanci.
-Imprese di medie dimensioni, in regime di contabilità ordinaria, che alla data di presentazione della domanda abbia approvato almeno due bilanci. Nel caso in cui l’istanza di accesso sia presentata da un’impresa di media dimensione non attiva, l’impresa di media dimensione controllante deve aver approvato almeno due bilanci alla data di presentazione dell’istanza di accesso. ·
Si possono realizzare investimenti nel territorio della regione Puglia che riguardano progetti integrati di importo complessivo compresi circa tra 1 milione di euro e 20 milioni di euro in unità locali ubicate/da ubicare nel territorio della Regione Puglia e riguardanti:
- nuove attività turistico-alberghiere, attraverso il recupero fisico e/o funzionale di strutture non ultimate, legittimamente iniziate, destinate ad attività turistico - alberghiere;
- ampliamento, ammodernamento e ristrutturazione di strutture turistico - alberghiere esistenti;
- realizzazione di strutture turistico–alberghiere (compresi servizi annessi) aventi capacita ricettiva non inferiore a n. 7 camere, attraverso il consolidamento ed il restauro e risanamento conservativo di immobili che presentano interesse artistico e storico;
- consolidamento, restauro e risanamento conservativo di edifici rurali, masserie, trulli, torri, fortificazioni al fine della trasformazione dell’immobile in strutture alberghiere aventi capacita ricettiva non inferiore a n. 7 camere.
- strutture, impianti o interventi attraverso i quali viene migliorata l’offerta turistica territoriale con l’obiettivo di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e recupero di aree urbane degradate o inquinate da destinare alla realizzazione di strutture ricettive, congressuali, sportive, culturali e ricreative.
Sono ammissibili le spese per l’acquisto del suolo aziendale (nel limite del 10% dell’investimento ammissibile), per le opere murarie ed assimilabili, per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie (compresi arredi ed esclusi i beni facilmente deperibili quali biancheria da tavola, biancheria da bagno, biancheria da letto, stoviglie e utensili per cucina), nuovi di fabbrica, per l’acquisto di brevetti, licenze, know – how e conoscenze tecniche non brevettate, nonché per l’ acquisto immobili (nel limite del 25% dell’investimento ammissibile).
Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo a fondo perduto e sono pari sino al 45% della spesa ammissibile.
fonte:ilikepuglia.it
Lo scorso 25 maggio presso la direzione di Via Piccinni della sede della ASL Bari di Altamura è stato firmato un Protocollo d'intesa tra la Confconsumatori di Altamura e la ASL sul Contrasto col Gioco d’Azzardo patologico come prevede la Legge Regionale del 05/12/2013. Dal mese di Aprile si è infatti aperto, nei locali della Confconsumatori di Altamura in Via Giandonato Griffi 14, un centro d’ascolto che prevede, tra le altre cose, anche la lotta al Gioco d’Azzardo Patologico.
Il documento, che è stato firmato per la Confconsumatori dal Presidente Michele Micunco e per la ASL dal Direttore del DDP Sud Barese dott. Donato Chierico, prevede la cessione da parte della Confconsumatori dei locali per lo svolgimento delle attività che sono attualmente seguite dalla dott.ssa Carmela Siani, esperta in patologie da dipendenza che attualmente è in forza presso il SERT di Grumo Appula.
Quello con lo sportello è un primo approccio con chi vuole solo delle informazioni, ma anche per chi richiede un supporto specialistico all’esterno della ASL, in ambiente anonimo, ma che potrà, qualora necessario, essere indirizzato verso le strutture più idonee alla sua patologia. Qui sarà possibile avviare gruppi di auto-muto-aiuto, raccogliere dati, promuovere azioni di sensibilizzazione e diffusione delle problematiche e dei rischi connessi al Gioco d’Azzardo patologico. La ASL, d’altro canto, s’impegna a fornire tutti i supporti specialistici e a garantire l’accoglienza dei pazienti inviati dagli operatori. Il tutto ovviamente, sarà garantito nel massimo rispetto della privacy che da sempre la Confconsumatori, Associazione dei Consumatori riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico, garantisce agli utenti.
Lo stesso sportello, che attualmente è aperto per due ore alla settimana, il venerdì dalle 17.00 alle 19.00, con possibilità di ampliare in futuro le fasce orarie, si occuperà anche della violenza intrafamiliare, del bullismo e della mediazione familiare, problematiche di grande attualità legate alla difficoltà di relazionarsi in modo sano con gli altri all’interno ed all’esterno delle mura domestiche.
Cielo nero sull’ente tributario dopo la pronuncia della Corte Costituzionale (G.U. 25 marzo 2015 n. 12) che ha annullato le nomine di 767 dirigenti . Nulli gli atti firmati dai dirigenti illegittimi e le cartelle esattoriali ad essi collegate.
La Costituzione statuisce che “ agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso”, mentre i funzionari in questione erano stati promossi alla qualifica di dirigente senza alcun concorso.
La questione non lascia spazio a dubbi; l’ accertamento fiscale ed il successivo atto di Equitalia, ovvero la cartella esattoriale , sono nulli.
Potranno proporre ricorso quindi, tutti coloro che hanno ricevuto un atto dall’Agenzia dell’Entrate, sottoscritto da un dirigente decaduto dopo tale sentenza.
L’eccezione di difetto di potere del firmatario dell’atto può essere sollevata anche in corso di causa o in secondo grado. Si tratta di una nullità non sanabile neanche con il decorso dei termini.
La Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso in seguito al ricorso di un contribuente ha annullato anche l’atto di riscossione di Equitalia, creando dunque un precedente a cui si sono uniformate le pronunce di altre Commissioni Tributarie, da Nord a Sud dell' Italia, che stanno annullando tali cartelle esattoriali.
La Confconsumatori offre consulenza ed assistenza ai contribuenti contattando la Confconsumatori-Puglia (tel. 080.5217088 - Dott.ssa Alessandra Favia) per verificare se gli atti siano stati firmati da dirigenti decaduti e per procedere, in tal caso, con il relativo ricorso.
È illegittimo il fermo amministrativo di un auto nell’ipotesi in cui rappresenti un bene strumentale indispensabile per lo svolgimento dell’attività del lavoratore dipendente. È quanto precisato dai giudici della Ctp di Milano con la sentenza 9202, depositata il 29 ottobre 2014 e pubblicata qualche giorno fa.
Nel caso esaminato, il contribuente (un lavoratore dipendente) per la strumentalità dell’autoveicolo di proprietà del ricorrente, utilizzato per recarsi quotidianamente presso il luogo di lavoro (che si trovava, infatti, a una distanza di circa 20 chilometri dalla propria residenza).
La commissione ha accolto il ricorso e annullato il fermo disposto da Equitalia. I giudici hanno innanzitutto premesso che il ricorrente prestava la propria attività in qualità di lavoratore dipendente presso una azienda situata a una certa distanza dal Comune di residenza. I giudici hanno anche evidenziato che, non avendo altri mezzi per recarsi al lavoro, l’autovettura oggetto del fermo dovesse essere considerata a tutti gli effetti un bene strumentale, indispensabile per lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Pertanto, nel caso in cui il bene oggetto di fermo amministrativo (che è un provvedimento analogo al pignoramento mobiliare) debba ritenersi «necessario al processo lavorativo» e qualora non sussistano beni analoghi tali da consentire al debitore di svolgere normalmente la propria attività lavorativa, il bene non può essere sottoposto a fermo amministrativo.
Il bilancio di previsione del 2015 della Regione Puglia è di circa 31 miliardi di euro. Il PIL della nostra Regione, ossia il valore complessivo dei prodotti e dei servizi che noi pugliesi produciamo, è di circa 70 miliardi di euro.
La Regione Puglia ha il potere di emanare leggi in via esclusiva su materie importantissime, come ad es. la sanità, i trasporti, l’agricoltura, i lavori pubblici, il turismo, il commercio, la formazione professionale ecc.. E le leggi decidono il buon funzionamento o meno di un settore.
La Regione gestirà e indirizzerà, sino al 2020, vari miliardi di euro di risorse derivate dai Fondi europei.
Dinanzi a questo scenario, la prossima domenica si vota. 50 consiglieri saranno chiamati a gestire la Regione. Circa 30 persone governeranno i numeri di cui sopra e circa 20 persone controlleranno e ci dovrebbero aiutare a capire cosa fanno (o non fanno) i primi 30.
Il disgusto verso la politica è più che legittimo. Tuttavia, si vota con le preferenze e quindi la società civile non ha alibi: il Presidente e i 50 consiglieri li scegliamo noi e basta. Ma abbiate chiaro che nessun Presidente può governare contro i suoi 30 consiglieri di maggioranza, saranno questi a legargli le mani o dargli ali.
Su oltre 900 candidati è impossibile che non ci siano persone oneste e competenti (e infatti, grazie a Dio ce ne sono tante). I partiti sono morti e non contano più nulla perché hanno perso ormai autorevolezza; le persone invece sono vive, e nelle liste, accanto a voltagabbana, banditi compratori di voti, incompetenti, ci sono tanti onesti e capaci. Ignoriamo i primi e concentriamoci a individuare e scegliere i secondi.
Se il 31 maggio le persone che votano secondo coscienza rimarranno a casa o al mare, questo farà solo la gioia di chi sta facendo campagna elettorale in modo sporco. Ci ritroveremo 50 consiglieri scelti dai voti delle lobby clientelari, dalla malavita, da chi vende - per povertà o per mera superficialità - il suo voto per 40 euro.
Per questo, il 31 maggio diamoci una mossa! Il vero schiaffo che dobbiamo dare non è quello di arrivare al 50% di astensione, bensì di far trovare ai banditi, ai voltagabbana o agli incompetenti, un voto in meno nelle urne, rispetto ai bravi ed onesti. Sai che soddisfazione il 1 giugno!
di Antonio Pinto
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