Oggi nuova udienza del processo penale sul calcioscommesse, nel quale sono imputati per frode sportiva l'ex presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro, Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo. Il Giudice Valeria Spagnoletti ha ascoltato come testimoni il sig. Fabio Giacobbe e un maresciallo di P.G. addetto alle intercettazioni telefoniche effettuate nel periodo della combine sulle utenze telefoniche degli imputati. Per la Confconsumatori e vari tifosi, costituti parte civile, vi era l’Avv. Dario Barnaba. In Aula è accaduto sostanzialmente che: il Sig. Giacobbe interrogato dal Sostituto Procuratore Dott. Ciro Angelillis ha confermato di aver accompagnato Gianni Carella per due volte a Lecce per incontrare Carlo Quarta. In particolare, la seconda volta, i due furono accompagnati anche dal giocatore Andrea Masiello. In tale ultima occasione sarebbero tornati a Bari con alcune somme di denaro in contanti. Per aver accompagnato Carella e Masiello a Lecce, il sig. Giacobbe ha ammesso di aver percepito alcuni “regali”, cioè in sostanza percentuali degli importi corrisposti da Semeraro a Masiello per l’accordo.
Il maresciallo di PG ha invece spiegato i meccanismi attraverso cui la Polizia ha seguito, tramite i radiotelefoni cellulari, gli spostamenti degli imputati e ha anche risposto alle domande del PM Dott. Angelillis e degli Avvocati, tese a specificare ulteriormente i contenuti delle intercettazioni telefoniche eseguite sulle utenze degli imputati che si sono succedute nel periodo relativo al derby Bari – Lecce. Secondo tale deposizione non vi sarebbe spazio per nessun dubbio: gli imputati avrebbero organizzato la “combine” e, per tale accordo, vi è stato un passaggio di soldi da Semeraro a Masiello (autore dell’autogol).
Il maresciallo di PG, infine, ha riferito anche dell’accensione, nel periodo della combine, di un nuovo conto corrente a nome di Quarta e del transito, sul medesimo conto, delle somme di denaro prelevate per i pagamenti effettuati in favore di Andrea Masiello.
Il processo è stato rinviato per ascoltare alcune parti offese nonché i testi della difesa, alle udienze che si terranno il prossimo 8 e 15 luglio.
La Confconsumatori e Confartigianato hanno concordato un’offerta di servizi da parte del CAAF di Confartigianato, in favore degli associati Confconsumatori, in provincia di Bari. Di seguito si indicano i servizi offerti.
Elaborazione modello 730 singolo: euro 30,00+iva.
Elaborazione modello 730 congiunto: euro 40,00+iva.
Elaborazione bollettino IMU: euro 10,00+iva fino a n.4 immobili, 4,00+iva oltre il quinto immobile
Elaborazione Dichiarazione IMU: euro 15,00+iva
I suddetti servizi possono essere erogati a tutti gli associati Confconsumatori previa esibizione di tessera.

E' stata presentata il 3 aprile 2014 la petizione popolare promossa dall' Avv. Giovanna Casamassima, nella sua qualità di Presidente della Confconsumatori Federazione di Grottaglie.
La petizione indirizzata al Sindaco è volta ad ottenere un intervento immediato di valorizzazione e recupero della piazza Ciro Cafforio di Grottaglie che versa in uno stato di abbandono e degrado urbano (si riscontrano nella zona odori nauseabondi causati dalla consuetudine di alcuni soggetti di urinare nella zona poco illuminata, frequenti atti di vandalismo, danneggiamenti, spaccio e consumo di sostanze stupefacenti).
Ed è proprio per preservare il decoro urbano ma soprattutto la sicurezza delle famiglie e dei cittadini che abitano nelle zone limitrofe che i soggetti firmatari, chiedono un intervento urgente ed immediato di pulizia e bonifica dell'area in questione al fine di evitare il perpetrarsi di atti che compromettano la sicurezza pubblica.
Spinti dalla necessità di ri-funzionalizzare l'area in questione i sottoscrittori chiedono,altresì, nell'immediato, vista la carenza di parcheggi nella zona di riferimento, la trasformazione della piazza in un parcheggio pubblico con il potenziamento dell'illuminazione e della sorveglianza soprattutto nelle ore notturne.
Il presidente della Confconsumatori Grottaglie, Avv. Giovanna Casamassima, è rimasto piacevolmente sorpreso dalla partecipazione e dalla coscienza civica dimostrata dai tantissimi cittadini grottagliesi che hanno aderito alla petizione.
Sono state raccolte più di 1500 firme in poco più di un mese e non sono state fatte campagne pubblicitarie o allestiti banchetti per promuovere la raccolta delle stesse.
E' bastato il semplice passaparola tra i cittadini particolarmente sensibili alle problematiche riscontrate per promuovere la raccolta capillare delle firme.
Testimonianza questa che il cittadino, nell'interesse di garantire la sicurezza e la vivibilità della nostra città, ha preso coscienza della forza che la sinergia di gruppo può avere nel dialogo con la P.A.
Dal 14 giugno, entra in vigore la nuova direttiva europea, per cui il consumatore non potrà più semplicemente accettare al telefono le offerte commerciali ma sarà sempre e comunque necessaria la firma su un contratto.
Questo vale per tutte le offerte stipulate sul web, attraversi i portali delle aziende. Riguarda ogni genere di servizio venduto tramite linea telefonica o via internet e tocca quindi un gran numero di aziende nei settori più svariati: dalle forniture energetiche all’acquisto di biglietti aerei, alle tariffe per la connessione internet, fino alle tariffe telefoniche. La firma potrà essere fisica o elettronica; senza la firma il contratto di acquisto non sarà valido.
Questa novità, così importante per i consumatori, fa parte di un pacchetto di nuove regole che vogliono mettere freno ai molti soprusi che i consumatori hanno dovuto subire negli ultimi anni. Un pacchetto di misure da cui il consumatore uscirà rafforzato o almeno, secondo l’Antitrust, avrà il diritto, non sempre rispettato, di ricevere tutte le informazioni sul panorama totale dell’offerta in completa trasparenza e correttezza. All'Antitrust è affidato il potere di sanzionare con multe pesanti (si arriva nei casi più gravi sino a 5 milioni di euro) le pratiche commerciali scorrette.
Il venditore dovrà chiarire da subito il costo totale del prodotto, comprensivo di tutti gli extra; basta costi aggiuntivi a sorpresa quindi. Anche per le tariffe di luce e gas la stretta sui furbi si fa sempre più dura. In particolare però è sul ecommerce che si concentrano le maggiori novità e lo sforzo più forte dell’Antitrust: si tratta del canale di vendita più in crescita degli ultimi anni, che ancora tuttavia raccoglie una certa resistenza da parte del consumatore italiano.
Uno dei motivi è stato proprio lo sviluppo repentino che ha portato a una vera giungla in cui il consumatore era indifeso. Un recente studio di Netcomm ha sottolineato che gli ostacoli maggiori all’ecommerce sono principalmente legati al bisogno di toccare la merce (per il 40% degli intervistati), l’attaccamento al contante (31%), le remore verso il pagamento online (31%), e, infine, il timore di non ricevere il prodotto (27%) e la paura che il recesso sia complicato (26%).
Alcune delle misure dell’Antitrust vogliono proprio rendere più sicuri i consumatori su alcuni di questi punti: i beni comprati in rete, infatti, dovranno essere consegnati senza ritardi ingiustificati e comunque al massimo entro 30 giorni, oppure il consumatore potrà recedere dal contratto. Inoltre, per esercitare tale diritto di recesso sarà approntato un modulo standard universale. Contemporaneamente, si allunga (da 10 a 14 giorni) il tempo a disposizione per cambiare idea nelle vendite a distanza. Il cliente deve ricevere il rimborso di quanto pagato entro 14 giorni. Questa nuova normativa non si applica ai contratti a distanza se il prezzo del bene non supera i 200 euro.
Nessuna multa per chi prolunga la sosta sulle strisce blu oltre l’orario per il quale ha regolarmente pagato. Lo ha chiarito definitivamente il sottosegretario del Ministero dei Trasporti Umberto Del Basso De Caro rispondendo a un’interrogazione parlamentare: “il pagamento in misura insufficiente non costituisce “violazione di una norma di comportamento”, ma configura solo “inadempienza contrattuale” che implica il semplice saldo della tariffa non corrisposta.
Le associazioni dei consumatori chiedono di annullare le multe date negli ultimi 60 giorni, ossia quelle che l’automobilista può ancora far annullare con ricorso.
Occorre valutare se le multe già incassate e quelle per le quali è scaduto il termine per il ricorso (60 giorni) possono essere oggetto di un’azione per indebito arricchimento. Nella risposta all’interrogazione parlamentare di giovedi scorso, il sottosegretario ha precisato che per recuperare il saldo della tariffa non corrisposta, le amministrazioni locali possono affidare al gestore del servizio le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali, da stabilire con apposito regolamento comunale. Tuttavia, se i Comuni stabilissero nei loro regolamenti di far rientrare dalla finestra, sotto forma di rimborso spese e penali, gli stessi importi previsti per le multe (ad es. i 25 euro) è evidente che sarebbero regolamenti illegittimi, impugnabili.
A fronte di questo chiarimento ministeriale, ora tutti i Comuni dovranno adeguarsi e in particolare, in caso di ticket scaduto, i vigili devono mettere sul cruscotto un avviso con bollettino postale, indicando un importo esattamente pari alla differenza tra il ticket pagato e quello da pagare. Solo se il consumatore non paga in tempo utile ed il Comune è costretto a notificare l’inadempienza, allora potranno essere addebitate le spese di notifica.
Confconsumatori e una quarantina di Comuni danneggiati restano nel processo a cinque ex amministratori della società di riscossione tributi «Gema» accusati a vario titolo di associazione per delinquere, falso, reati finanziari e soprattutto di un presunto peculato di 23 milioni di euro, soldi che la società poi fallita avrebbe indebitamente trattenuto tra il 2006 e il 2012, senza riversarli nelle casse di 45 enti locali per conto dei quali aveva incassato i tributi. L'ammissione di tutte le parti civili è stata decisa dopo una lunga camera di consiglio dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale che hanno rigettato le richieste dei difensori, che chiedevano l'estromissione di una decina di enti locali per motivi formali nella formulazione di domanda di costituzione di parte civile, e della Confconsumatori per motivi sostanziali. Soddisfazione, dunque, per l'avvocato Pio Giorgio Di Leo , presidente provinciale di Confconsumatori Foggia: « La nostra associazione – ha commentato Di Leo – è portatrice di un interesse della collettività e come tale ha il dovere prima ancora che il diritto di costituirsi parte civile, come peraltro già riconosciuto dalla Cassazione, in un processo in cui la vittima è la collettività perchè furono i cittadini a versare alla Gema i tributi poi non riversati nelle casse degli enti locali ».
La campagna SlotMob in 4 mesi ha coinvolto 32 città, migliaia di persone, singoli e associazioni. Ogni giorno si espande su nuovi territori italiani ed invita i cittadini al “buon gioco contro le povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo”. Una valanga buona che non pare volersi fermare. Lo SlotMob è un vero strumento di cittadinanza attiva.
Dice Luigino Bruni, docente di Economia alla LUMSA e sostenitore dell’economia di comunione: “Il gioco d’azzardo è una delle malattie più gravi, di una gravità civile inaudita. E lo sdegno civile è impressionante”. “Ci sono sempre stati vizi e debolezze, lo scandalo di ora è che le multinazionali ci speculano sopra e li incentivano per fare miliardi. Non possiamo accettarlo”.
Una mattina, il professor Bruni ha iniziato lo “sciopero del caffè”, niente più consumazione nei bar che possedevano slot machine, e da qui è nato tutto. Così è nata la campagna SlotMob – dice Bruni - con tre logiche che ne costituiscono il genoma: premiare i gestori virtuosi, praticare insieme il ‘gioco buono’ (dal biliardino al risiko…) e organizzare un convegno che metta a punto ed elabori i contenuti. Tutto si fa in modo totalmente spontaneo, non ci sono barriere, chi vuole si mette in rete e partecipa. Non c’è una struttura centrale, ognuno si organizza come può e come vuole”.E non si tratta di moralismo, ma si tratta di imparare a votare con i nostri consumi!
Per Luigino Bruni “l’idea antropologica che c’è dietro è che il bene è più forte del male”. L’albero che cresce in mezzo alla foresta che cade bisogna farlo vedere”. Bruni prosegue: “Dai vizi nascono solo altri vizi, mai le virtù, i e soldi che nascono dai vizi sono soldi sbagliati, anche perché quasi sempre vengono dai poveri. Stiamo mettendo le persone fragili in mano alle multinazionali dell’azzardo”.
Peraltro, tale problema ha costi sociali enormi (si va drammaticamente ampliando la necessità di presa in carico di giocatori patologici da parte delle aziende sanitarie) e impoverimento progressivo: ricordando come quasi 90 miliardi di euro sono i soldi giocati dagli italiani nel 2012, il professor Bruni afferma: “Noi stiamo distraendo risorse, deviando soldi, buttandoli nei gratta e vinci, nelle slot e nelle video lotterie e questo ha un effetto di indotto impressionante, stiamo togliendoli alla ricchezza vera”. Confconsumatori Puglia aderisce!
avv. Antonio Pinto – Presidente Confconsumatori Puglia
Il 16 gennaio 2014, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha firmato a Roma la Carta Spreco Zero, insieme ad Andrea Segrè, promotore dell’iniziativa, presidente di Last Minute Market.Il prossimo anno vedrà l’Italia impegnata nell’EXPO 2015, evento mondiale legato al tema dell’alimentazione, e sarà un’occasione per rafforzare anche in Puglia un modo intelligente di fare un percorso di riconversione dei nostri modelli di organizzazione sociale, di produzione, di distribuzione, di consumo.
La Carta Spreco Zero impegna la Regione Puglia, sin da subito, a compiere una serie di azioni concrete. Per evitare che tale Carta rimanga lettera morta, la Consulta regionale di tutte le Associazioni dei consumatori pugliesi ha deliberato all’unanimità e chiesto alla Regione, di svolgere le seguenti attività:
Rilevazioni statistiche aventi ad oggetto la individuazione e comprensione delle abitudini delle famiglie pugliesi, con riferimento all’uso dei cibi e le modalità della spesa e del riutilizzo, nonché un censimento per individuare tutte le iniziative – promosse da organizzazioni pubbliche e private in Puglia – che recuperano i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo la filiera agroalimentare, per ridistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo.
Studio e proposta di apposite clausole da inserire nei bandi di gara regionali degli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e ospitalità alberghiera, in modo da privilegiare in sede di aggiudicazione, a parità di altre condizioni, le imprese che garantiscano la redistribuzione, che promuovano la riduzione degli sprechi e diano preferenza ad alimenti prodotti il più possibile vicino al luogo di consumo.
Organizzazione all’interno delle scuole pugliesi di programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia e insegnare come rendere più sostenibile l’acquisto, la conservazione e lo smaltimento finale degli alimenti.
In un momento storico in cui i cittadini sono e saranno chiamati a versare Tares, Tasi, Iuc, Tari, Imu e balzelli vari, appare francamente intollerabile che gli Enti pubblici pugliesi non abbiano dato attuazione alla normativa che obbliga il monitoraggio dei servizi pubblici. Stiamo parlando, ad esempio, del trasporto locale, della raccolta rifiuti, delle mense scolastiche, e di tanti altri servizi importanti per i cittadini.
La Legge 244/2007 attribuisce agli enti locali l’obbligo di far eseguire alle Associazioni dei consumatori il controllo sulla qualità e la quantità dei servizi pubblici erogati, nonché sul rispetto dei diritti dei cittadini, fissati dal Codice del consumo e dalle carte dei servizi. Ad oggi la Regione Puglia e i Comuni non hanno dato attuazione a questa normativa, tutta a vantaggio dei cittadini.
La norma nazionale è chiara: gli Enti locali devono inserire nelle carte di qualità e nei contratti di servizio stipulati con i gestori dei servizi pubblici, l’obbligo che sia eseguito un controllo da parte delle Associazioni, addirittura senza costi per l’Ente, perché è l’azienda gestore del servizio che, fin dalla sua offerta in sede di gara, deve inserire fra i suoi obblighi e le sue spese anche tale dovere.
Inoltre, in Puglia vi è la Legge regionale 12/2006, che affida espressamente alla Consulta Regionale dei Consumatori (che riunisce tutte le associazioni pugliesi riconosciute), anche il compito di svolgere azioni finalizzate a migliorare la qualità dei servizi e garantire i diritti dei consumatori.
Il 21 febbraio scorso, vista la totale inerzia degli enti locali su questo tema, la Consulta ha deliberato, all’unanimità, un progetto che dia attuazione concreta a tale normativa e lo ha presentato alla Regione Puglia. Vedremo se e che cosa la Regione e i Comuni risponderanno rispetto a tale proposta e informeremo i cittadini pugliesi.
avv. Antonio Pinto
Presidente Confconsumatori e Vicepresidente Consulta Regionale Consumatori Utenti
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