Il Tribunale di Bologna con sentenza del 06 febbraio scorso n. 298, ha dichiarato la nullità per difetto di forma di un contratto attraverso il quale un consumatore - seguito in giudizio dai legali di Confconsumatori - aveva acquistato obbligazioni Lehman Brothers. A causa della mancanza della firma del legale rappresentante della banca, quest’ultima dovrà risarcire al risparmiatore il capitale più gli interessi legali, per un totale di 35 mila euro.
"Una decisione importante – dichiara l’avvocato Laura Tota, legale di Confconsumatori, che tutela in giudizio tanti risparmiatori vittime della Lehman Brothers – che costituisce un’importante conferma di un principio sempre più ripetuto dalla giurisprudenza.L’aspetto più importante è che il Tribunale abbia dichiarato la nullità, uniformandosi a quella giurisprudenza secondo cui, perché l’ordine non sia nullo per difetto di forma a norma dell’art. 23 TUF, è necessario che sia accompagnato da un contratto generale d’investimento – che regola tutti i rapporti tra banca e investitore – sottoscritto, oltre che dal cliente, anche dal legale rappresentante dell’istituto.
Per il Tribunale non ha rilevanza che il documento sia stato prodotto in giudizio dall’istituto, né che le parti abbiano dato esecuzione a contratto, così dimostrando di considerarlo valido, bastando, per superare entrambe le eccezioni, che con l’atto introduttivo sia stata chiesta la nullità per difetto di forma."
La nuova Legge che depenalizza la colpa LIEVE del medico (secondo noi giustamente), comunque non tocca minimamente la responsabilità civile del medico, che invece rimane intatta, anche in caso di danni provocati al paziente da sola colpa lieve.In caso quindi di un errore lieve del medico, la Cassazione dice no al carcere ma dice sì al risarcimento dei danni civili.
La Suprema Corte ricorda come la legge Balduzzi ha depenalizzato la responsabilità del medico per colpa lieve (laddove siano state seguite le linee guida e le buone pratiche accreditate), ma ha ricordato anche che «la prova della colpa lieve non esime dalla responsabilità civile»: nel caso di specie, si legge ancora nella sentenza, «i medici e la struttura non hanno dato la prova esimente della complicanza non prevedibile o non prevenibile» dell'intervento, mentre la prova «incombe alla parte che assume l'obbligo di garanzia della salute».Rimane perciò salva la giurisprudenza civile sulla responsabilità da contatto sociale sviluppatasi nell’ultimo decennio.
Robin Tax scaricata sui consumatori: le associazioni, fra cui Confconsumatori, vogliono vederci chiaro e chiedono chiarimenti all’Autorità per l’energia elettrica e il gas, per “acquisire ogni informazione utile a chiarire l’accaduto”. La notizia è dei giorni scorsi: su 476 aziende distributrici, 199 operatori energetici avrebbero scaricato sui consumatori gli oneri relativi alla Robin Tax, la tassa sulla valorizzazione automatica delle scorte petrolifere. La sollevazione dei Consumatori è stata immediata. Oggi è giunta la notizia che il tavolo dovrebbe riunirsi a fine febbraio.
A seguito della pubblicazione della Relazione AEEG 18/2013/I/Rht “Attività di vigilanza svolta nell’anno 2012 dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas sul divieto di traslazione della maggiorazione IRES (cosiddetta Robin Hood Tax) sui prezzi al consumo”, in molti hanno dedotto la possibilità che la Robin Tax possa essere stata traslata illegalmente, da alcuni operatori del mercato, sui consumatori. Questo il punto di partenza delle associazioni, che ricordano come la cosa sia all’origine di uno scontro con la categorie delle imprese elettriche.
E proseguono: “Avendo attualmente ampi sospetti sull’accaduto, ma avendo anche la certezza che ben 199 operatori mostrano una variazione positiva del margine di contribuzione semestrale, che potrebbe essere ricondotta almeno in parte alla dinamica dei prezzi e in parte all’effetto di traslazione dell’IRES sulle tariffe, le associazioni hanno chiesto all’AEEG di spiegare l’accaduto e di indicare i soggetti coinvolti”.
Le Associazioni dei consumatori pugliesi, unite nell'Istituto pugliese per il consumo, hanno attivato un numero verde dedicato ai reclami dei cittadini in caso di gravi disservizi da parte dei Comuni nell'erogazione dei servizi pubblici locali.
Lo scopo dell’intervento nasce dall’esigenza di tentare di dare attuazione in Puglia della normativa che impone agli enti pubblici il controllo del rispetto di standard di qualita ed efficienza nell'erogare i servizi pubblici, nonché degli obblighi previsti dalle Carte dei servizi (ove esistenti).
Purtroppo, per vari motivi, l’applicazione della norma che impone il rispetto della normativa ad oggi è largamente inapplicata nei Comuni pugliesi.
Secondo l'avv. Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, "questa è solo la prima azione delle Associazioni finalizzata a impedire che i tagli alla spesa pubblica inizino proprio sul fronte dei servizi reali ai cittadini, invece che da ben altri sprechi. Inoltre, poiché lo Stato ha introdotto la nuova tassa TARES che sarà un aumento notevole rispetto alla precedente Tarsu, il minimo che si può pretendere è che i vari servizi funzionino".
Da oggi, tramite il numero verde 800661834 o collegandosi a http://www.istitutopuglieseconsumo.it/contatti/, il cittadino pugliese ha la possibilità di segnalare disservizi nella gestione di un servizio pubblico locale e sarà compito delle Associazioni componenti l’Istituto sollecitare la soluzione al disservizio, contattando direttamente l’Ente gestore oggetto della segnalazione, valutando il livello di gravità dell'inadempimento e delle azioni da intraprendere.

Confconsumatori attiva la tutela dei piccoli risparmiatori coinvolti nella perdita di valore delle azioni MPS: ecco le istruzioni degli esperti
Ecco tutte le istruzioni per i piccoli risparmiatori dagli esperti di Confconsumatori.
COSA PUOI FARE:
Se sei un azionista di titoli Monte dei Paschi, per ottenere il rimborso e/o il risarcimento dei danni ci sono tre strade percorribili, rivolgendosi al Giudice penale o civile:
A) Occorre provare che la perdita del valore delle azioni dal momento dell’acquisto sino ad oggi è dovuta alle condotte illegittime ed alle negligenze di una serie di soggetti che hanno commesso i fatti o che non hanno impedito che questi accadessero, omettendo i controlli previsti dalla legge. In questo modo sarà possibile chiedere il risarcimento del danno subito (ossia la perdita del valore delle azioni).
B) Provando che hai comprato i titoli dopo l’acquisizione di Banca Antonveneta e sulla base di informazioni errate date al mercato (ad es. bilanci falsi e false comunicazioni sociali); sarà possibile chiedere l’invalidità dei contratti di acquisto ed ottenere così il valore pari alla sorte capitale investita.
C) In ogni caso, poi, se la Tua Banca non ti ha fatto firmare il contratto quadro o ci sono altri vizi formali nel tuo acquisto dei titoli, potrai chiedere la nullità dei contratti e la restituzione delle somme investite.
Se sei un obbligazionista di titoli Monte dei Paschi, nessun danno è subito ad oggi, perché comunque la Banca è in grado di pagare regolarmente i suoi creditori. In conseguenza non si sono verificati (e non sono ad oggi previsti) problemi sui rimborsi sia delle cedole, sia dei titoli.
COSA PUO’ FARE L’ASSOCIAZIONE PER TE:
Confconsumatori ti aiuta a rivolgerti al Giudice penale facendo valere le tue ragioni, presentando un esposto penale/querela che riguardi il tuo caso specifico con cui chiedere il risarcimento dei danni, previa verifica di reati eventualmente commessi dalla Banca o da altri soggetti. Questo servirà a due cose:
- in via generale, a supportare e confermare l’azione dei Pubblici Ministeri;
- in via personale a richiedere il risarcimento dei danni da te subiti in qualità di parte civile, con apposito atto che potremo depositare solo se e dopo che i Pubblici Ministeri avranno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio degli imputati.
In alcune ipotesi, sarà anche possibile instaurare un giudizio civile contro la Banca che ti ha venduto i titoli MPS e anche in questo caso Confconsumatori ti aiuta a rivolgerti al Giudice civile.
Confconsumatori è in grado sia di darti un consiglio riguardo la tua posizione specifica, sia di assisterti, perché i suoi legali sono ormai divenuti esperti degli specifici temi giuridici legati ai prodotti finanziari.
QUANTO TI COSTA
Come primo passo Confconsumatori chiede esclusivamente la quota di iscrizione di 40 euro da versare all’Iban IT66T0623012700000080583841 oppure sul conto corrente postale c/c 14680433 indicando nella causale “quota associativa – azionista MPS”.
Dovrai compilare e inviare il modulo informativo relativo all’acquisto di azioni MPS, con una fotocopia dei documenti ivi richiesti, e il modulo d’iscrizione alla Confconsumatori. Questo consentirà ai legali di verificare cosa si può fare per la tua situazione specifica, dopodiché sarai contattato per ricevere tutte le indicazioni che riguardano la tua posizione.
Dovrai inviare il tutto presso la sede nazionale di Confconsumatori, a Parma, via e-mail segreteria@confconsumatori.it o tramite posta tradizionale alla sede nazionale di Confconsumatori, in via Mazzini 43, 43121 Parma.
In alternativa puoi rivolgerti, sia per l’iscrizione che per la consegna dei documenti, alla sede a Te più vicina che provvederà a comunicare tutto alla sede nazionale. Contatta la sede a te più vicina nella sezione "Dove siamo" in: www.confconsumatori.com/dovesiamo.asp
A questo punto se vorrai, liberamente e senza ovviamente nessun tipo di impegno, valutare se ti è utile affidarti ai legali dell’Associazione per agire in via giudiziale contro i responsabili, ti sarà inviata una proposta di convenzione scritta dove, in maniera chiara e trasparente, ti sarà proposto il costo onnicomprensivo collegato all’eventuale assistenza giudiziale (che varierà in funzione dell’importo oggetto della domanda e dell’esito finale). A questo punto, potrai scegliere se avvalerti dei legali convenzionati e, in questo caso, dovrai firmare il mandato di incarico professionale.
Scarica dal sito www.confconsumatori.it i due moduli da compilare e inviare alla sede nazionale di Confconsumatori in via Mazzini 43 - 43121 PARMA o via e-mail a segreteria@confconsumatori.it
- modulo informativo relativo all’acquisto di azioni MPS (con allegati);
- modulo d’iscrizione alla Confconsumatori.
I recenti casi Mps, Saipem, Fondiaria/Sai si aggiungono al lungo elenco di risparmio tradito (Parmalat, bond argentini, Cirio e molti altri). I costi li pagano in massima parte gli ignari risparmiatori e i piccoli azionisti sulla cui pelle si scaricano i costi della finanza malata. Quasi tutti i casi sopra ricordati non sono solo frutto di assenza di regole ma di violazione (talvolta anche clamorosa) di regole e addirittura di norme penali già esistenti e chiarissime.
Il Presidente di Confconsumatori, Mara Colla ha indirizzato una lettera ai Candidati alla Presidenza del Consiglio chiedendo di “istituire con urgenza una Procura Nazionale per i reati finanziari, sia per evitare nuovi casi di massacro di piccoli risparmiatori, sia per tutelare la credibilità della Borsa”. Un Organo di questo tipo, che dovrebbe – secondo Confconsumatori – essere composto da Magistrati esperti nella trattazione di procedimenti inerenti tale materia, sarebbe in grado di colpire condotte e reati che richiedono, per essere perseguiti, una forte specializzazione; rappresenterebbe una garanzia di tutela dei piccoli risparmiatori e un forte deterrente per chi violenta il diritto al risparmio tutelato dalla Costituzione nell’art. 47”.
Secondo l’avv. Antonio Pinto, componente del Consiglio Direttivo nazionale di Confconsumatori, la proposta ricalca il modello della Procura Nazionale Antimafia, istituita con la Legge n.8 del 1992, e mira a creare un organo della Procura generale presso la Corte di Cassazione con il compito di coordinare, in ambito nazionale, le indagini relative alle condotte illecite in materia di finanza che incidono sul pubblico risparmio. Seguendo esattamente quel modello, alla Procura Nazionale potrebbero affiancarsi le Direzioni Distrettuali per i reati finanziari, istituite presso le Procure della Repubblica dei Tribunali dei capoluoghi di distretto di Corte d'appello.
Secondo l’idea dell’associazione di consumatori, la Procura Nazionale avrebbe poteri di coordinamento delle Procure distrettuali, di sorveglianza, controllo ed eventuale avocazione delle indagini condotte dalla Procura che dimostra grave inerzia o che non si è coordinata con le altre. Anche per le indagini, la Procura Nazionale e le Procure Distrettuali dovrebbero potersi avvalere di una struttura specializzata in reati di tal genere, creata sempre sul modello della DIA, con componenti delle Forze dell’Ordine aventi una formazione specifica in materia.
Quello di Monte dei Paschi di Siena è l’ennesimo scandalo di finanza speculativa che finisce con il ripercuotersi sugli ignari piccoli azionisti e sulla collettività. La Confconsumatori chiede le immediate dimissioni limitatamente a quei componenti del CdA e degli organi di controllo che erano presenti all’epoca dei fatti oggetto d’indagine e che ancora oggi siedono agli stessi posti.
«Giusto non commissariare la Banca, ma serve un segnale concreto di credibilità che la Banca deve dare, indipendentemente dalle responsabilità penali, personali o dalle negligenze colpose che saranno accertate dalla Magistratura» dichiara Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori.«É nostra intenzione sia favorire un immediato recupero di credibilità dell’Istituto che deve assolutamente risollevarsi per il bene di tutti, sia collaborare per perseguire duramente i soggetti responsabili».
«Intendiamo presentare istanza di riconoscimento come parte civile nel processo penale. Stiamo anche lavorando a un modulo per la costituzione di parte offesa che metteremo a disposizione di tutti i risparmiatori coinvolti tramite il nostro sito e le nostre sedi sul territorio nazionale», afferma l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile di Confconsumatori Brindisi e del direttivo nazionale di Confconsumatori.
Secondo l’avvocato Antonio Pinto del direttivo nazionale, la Confconsumatori si costituirà in sede penale e affiancherà i piccoli azionisti, chiedendo in particolare che i giudici verifichino l’ipotesi di truffa agli azionisti: «è un dato di fatto incontestabile che MPS nel gennaio 2008 ha comunicato le modalità di finanziamento dell’operazione di acquisizione di Antonveneta (c.d. operazione Fresh 2008) e un’azione del MPS in quel momento valeva 2,08 euro, mentre ieri il valore di un’azione ha chiuso a 0,26 euro! Il nesso di causalità tra il crollo del titolo detenuto da migliaia di piccoli risparmiatori e le operazioni ardite compiute in questi anni dal precedente board, saranno il cuore delle vicende penali e civili che ci vedranno impegnati».
La Cassazione, con la sentenza del 25 gennaio 2013, ha deciso per la misura cautelare della custodia in carcere per chi, indagato per truffe on line, potrebbe ricommettere il reato se gli venisse accordata la più blanda misura degli arresti domiciliari. La Cassazione ha infatti respinto il ricorso di tre persone agli arresti per associazione a delinquere, in quanto si erano messi insieme per compiere una serie di truffe e insolvenze “attraverso la ripetuta pubblicazione di proposte di vendita sul sito internet “e-bay”.
A settembre scorso le amministrazioni comunali di tutta Italia hanno inviato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ben 457 proposte di intervento edilizio e urbanistico sui propri territori, chiedendo di cofinanziare le risorse mancanti per l’avvio dei lavori.
Una apposita Cabina di Regia – comprendente esponenti dei diversi ministeri interessati, oltre che della Conferenza delle Regioni, dell’Anci, dell’Agenzia del Demanio e di Cassa Depositi e Prestiti – ha classificato, istruito e valutato tutte le proposte pervenute, scegliendone solo 28. I progetti che hanno superato la selezione potranno usufruire subito di un cofinanziamento nazionale di 318 milioni di euro che attiveranno nell’immediato progetti e lavori pari a 4,4 miliardi di euro complessivi, tra fondi pubblici e privati.
La selezione ha operato privilegiando le proposte capaci di generare un maggior volume di investimenti per interventi velocemente cantierabili.Queste le uniche città pugliesi i cui progetti hanno ricevuto il via libera dalla Cabina di Regia: Bari (area lungomare ovest e via Sparano, valore totale del progetto: 215,8 mln), finanziamento erogato subito dal Ministero per euro 8,2 milioni di euro.Lecce (settore ovest, valore totale del progetto: 134,9 mln), finanziamento erogato subito per euro 8,3 milioni di euro.Taranto: (quartiere Tamburi, valore totale del progetto: 68,9 mln), finanziamento erogato subito per 24 milioni di euro.
Per Confconsumatori la vittoria di tale gara da parte dei tre Comuni pugliesi è una buona notizia, in particolare perchè il Piano Cittá consentirá di ricevere fondi utili ad attivare subito i cantieri per realizzare opere di housing sociale e di infrastrutture che miglioreranno la qualitá della vita dei cittadini.
Massima trasparenza nei contratti di credito al consumo e, più in generale, di finanziamento personale. Se esiste una «segnalazione negativa» – cioè la previsione di rischio di inadempimento – inoltrata da chi ha erogato o mediato il credito, l'interessato ha diritto di accesso agli atti e ai dati che lo riguardano pieno e tempestivo.Lo ha stabilito la Prima sezione civile della Cassazione (sentenza 349 /13, depositata il 9 gennaio), richiamando all'ordine tutti i gestori privati di banche dati: questi soggetti hanno l'obbligo di mostrare – e a richiesta stampare e consegnare – il dossier relativo al presunto insolvente.La materia è particolarmente sensibile, considerato che un "rating" negativo crea ostacoli non secondari per l'accesso al credito reddito.
Nel caso portato davanti ai Giudici, il ricorrente, venuto a conoscenza, grazie a una società specializzata, di una «segnalazione negativa» a suo carico risalente ad alcuni anni prima, aveva chiesto l'accesso alla banca dati della società di finanziamento, inviando un fax dettagliato, ma senza alcun esito.
La Corte di Cassazione ha affermato il diritto del cittadino all'accesso tempestivo e senza ostacoli alla propria posizione "custodita" negli archivi informatici della società di finanziamento: dinanzi a una sollecitazione «rivolta senza formalità» dall'interessato, la risposta deve arrivare massimo entro 15 giorni (termine pari a quello previsto per l'interpello del Garante). Questo perché, ricorda la Corte, il cittadino è «unico e vero dominus dei dati che lo riguardano», sia nei confronti dell'intermediario che li ha raccolti sia nei confronti di terzi.
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